BUONGIORNO, NOTTE...

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BUONGIORNO, NOTTE...

Messaggio  Admin il Dom Ago 09, 2009 10:03 pm

Da quando mi sono affacciato ai dibattiti telematici ho scritto moltissimi post. Il più noto in ambito sindacale risale al SETTEMBRE 2005 e si intitola come il presente topic. Rileggendolo oggi, quello scritto appare indubbiamente "datato", perché la situazione che descrive si è ulteriormente modificata in peggio, in modo drammatico.
A cortese richiesta pubblico nuovamente quella antica riflessione:

"BUONGIORNO, NOTTE…

Ricordate il film di M.Bellocchio, come sopra intitolato ? La trama era semplice: si ricostruiva il rapimento, la detenzione e l’uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse; il funerale veniva presentato tale e quale, ripescando le immagini dagli archivi televisivi, alla fine del film; all’improvviso, sopra quelle immagini, un titolo didascalico, in rosso ed in grande: BUONGIORNO, NOTTE…
Ecco il messaggio del film: quella tragedia ci fece, o ci vide entrare, in un tunnel tetro e buio, dal quale non siamo più usciti, e di cui non s’intravede la fine. E’ ancora notte. La stiamo vivendo.
……………………………………………………..
Si licet parva componere magnis (se è lecito accostare, paragonare le entità di poco conto a quelle grandi): pulivo la mia cantina, quando lo sguardo è caduto su di una vecchia carpetta. L’ho aperta: conteneva documenti sindacali relativi alla mia attività di oltre 20 anni fa. Con commozione, ho rivisto la copia di un documento relativo alle maggiorazioni per turni del “compenso incentivante”, ed ho visualizzato mentalmente un sindacalista ancor giovane che lo metteva in bacheca, con il petto in fuori ed un sorriso smagliante: i sindacati confederali, anche il mio, avevano conquistato per i lavoratori tanta polpa di guadagno in più: le articolazioni del premio incentivante, vale a dire più soldi per i turni disagevoli (pomeriggi, notti, festivi) in luogo delle vecchie indennità, che erano poco più che simboliche.


Furono giornate trionfali, quelle successive, con i lavoratori che ancora non credevano a questa “manna” (“Possibile che ci diano tutti questi soldi ?”). Quando arrivò la conferma da fonte ministeriale, fu un momento di ulteriore euforia...............................................................................................................................................................BUONGIORNO, NOTTE……………………….


Dopo due anni , ci si trova a discutere fra colleghi non più giovani, di un fenomeno evidente ed inquietante: la solidarietà reciproca interna al gruppo di lavoro è sensibilmente diminuita, la qualità della vita è peggiorata, il senso del collettivo non c’è più. Meno sorrisi, non più partite a carte fra colleghi, non più qualche uscita in trattoria tutti assieme, poche volte ogni biennio. Erano momenti non privi di ipocrisia, forse, ma vi era anche, di sicuro, un poco di autentica cordialità, simpatia umana, produzione collettiva di anticorpi rispetto alle “tossine” e tensioni individualistiche della dimensione lavorativa.

Ci chiediamo come mai per tanti anni nulla era vistosamente cambiato, ed in un solo biennio ci eravamo ridotti così diversi e peggiori. Si accese la lampadina nella mente di un vecchio saggio: “Sono stati gli incentivi ! (la causa del degrado)”.

E tutti convenimmo che da allora si era scatenata la corsa ai turni più remunerati, con rivalità anche cattive, qualche tentativo di condizionare i capi-servizio addetti alle assegnazioni dei turni, qualche favore sospettato e fonte di rancore e di veleni, LA DIFFERENZIAZIONE SENSIBILE DI GUADAGNO fra chi poteva effettuare molti servizi festivi, pomeridiani e notturni, e chi, per esigenze familiari o di altro tipo, non poteva farlo: mai prima di allora si era avuta disuguaglianza sensibile di reddito da lavoro fra guardia-sale di uno stesso museo. Questa novità generava ulteriori invidie e tensioni. La qualità del vivere quotidiano era peggiorata anche materialmente: se prima era agevole ottenere dai colleghi in cambio di turno, per necessità personali, ora era diventato problematico.
(Continua)


Ultima modifica di Admin il Lun Ago 31, 2009 7:09 am, modificato 2 volte

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Re: BUONGIORNO, NOTTE...

Messaggio  Admin il Dom Ago 09, 2009 10:07 pm

Continua:
Passano gli anni. e si inventano i “progetti finalizzati”. Da noi, a momenti, scorre il sangue. Le “fette di torta” sono più grosse che una semplice indennità di turnazione: come ripartirle equamente ? E’ difficilissimo stabilire dei criteri. Chi era assente per ferie, ha diritto a recuperare l’opportunità ? Il sacrificio di chi ha rinunciato ad un periodo di ferie per cogliere l’opportunità, va considerato? Chi ha avuto una impossibilità dell’ultima ora (malattia o impegno grave), ha diritto a recuperare ? Chi ha colto l’opportunità automaticamente, essendo in servizio in quel momento, ha gli stessi diritti di chi si è spostato da casa ?

E tanti altri dilemmi, la cui soluzione è demandata alla contrattazione decentrata. Bella turbata, apparentemente democratica, in realtà demagogica…Al centro non si compromettono, NON PROPONGONO NEMMENO I CRITERI di equità, e lasciano che noi litighiamo. Perché ogni posizione in gioco ha il suo contenuto di verità e di giustizia, questa situazione avrebbe fatto gola a Pirandello ed agli antichi filosofi sofisti. Ma forse che il potere legislativo di uno stato democratico è esercitato DIRETTAMENTE dal popolo o dai rappresentanti più vicini ad esso, come amministratori condominiali, capi-quartiere, segretari delle locali sezioni di partito ? Non è necessario un “LIVELLO DI DECANTAZIONE” più alto ?

A Roma non si sporcano, lasciano che noi litighiamo e ci facciamo male. Amore dell’uomo, della povera gente dei sindacalisti nazionali…I quali possono litigare fra loro e mantenere la stessa sicurezza e gli stessi standard di vita. Il povero lavoratore non aveva che una risorsa, un tesoro: l’unità con i compagni di lavoro. Per pochi soldi, che non lo hanno reso NON PIU’ POVERO, gli si è tolto il suo tradizionale valore-tesoro.

Nel biennio successivo all’introduzione dei progetti, si verificano tra noi spaccature nei rapporti personali, fino alla soppressione del saluto fra alcuni colleghi, e di ogni dialogo che non riguardi INFORMAZIONI ESSENZIALI DI LAVORO, ed a volte persino in quei casi, a detrimento della sicurezza. La convivenza sul lavoro, in turni che ti obbligano alla vicinanza e collaborazione strette, diviene talora un disagio infernale.

Ma i regali per noi non sono finiti. Nell’autunno del 1999 compaiono i super-progetti concordati dalle organizzazioni confederali con il Prof. Proietti. Il nostro ambiente di lavoro si divide in due fazioni fieramente ostili l’una all’altra, sulla base di interpretazioni diverse di alcuni diritti, doveri e facoltà: il riposo settimanale, lo “sforamento” del tetto dei festivi, il carico sostenibile di ore lavorative giornaliere.

Nel biennio successivo si verificano, ai danni di alcuni lavoratori, persecuzioni anonime nella vita privata, scherzi anonimi e cattivi, anche sotto casa di alcuni di noi. Il tempo dimostrerà che queste persecuzioni nascevano nell’ambiente di lavoro. Sul lavoro, si verificano rischi e principi di colluttazioni fisiche, perfino fra donne.

Ma non è finita, anche se ormai non potremmo essere più divisi, ostili reciprocamente e reciprocamente insofferenti, a coppie e a gruppi, mancava la ciliegina sulla torta: LA RIQUALIFICAZIONE. I suoi esiti sulla vita di gruppo di questa “comunità”di custodi non si sono ancora visti, ma il vento di tempesta lo si è avvertito durante gli esami, per il voto un po’ più alto preso da alcuni a causa di commissioni più indulgenti, a detta degli altri.
Se qualcuno ha avuto la pazienza e la compiacente attenzione di seguirmi fin qui, si faccia forza, ora:
(Contimua)


Ultima modifica di Admin il Lun Ago 31, 2009 7:12 am, modificato 4 volte

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Re: BUONGIORNO, NOTTE...

Messaggio  Admin il Dom Ago 09, 2009 10:10 pm

Continua:
SOGGETTIVISSIME CONGETTURE:
1) Il principale dovere di un custode di museo è effettuare una buona sorveglianza, riducendo il rischio di danni al patrimonio che custodisce.
2) Pochi custodi in Italia svolgono questo compito “tayloristicamente”, senza perdere di vista mai alcun visitatore, e alcun gesto di alcuno. Questi pochi sono i più efficaci sorveglianti, e quindi i migliori custodi.
3) Il “lavoro” di cui al punto 2 è monotono, alienante, psichicamente usurante.
4) Dopo anni di questo lavoro, la mente è automatizzata, atrofizzata, impoverita,se non ha avuto altri stimoli e sfoghi.
5) I custodi che lavorano di meno, che evadono spesso, con la mente o addirittura con l’intera presenza fisica, dagli spazi di sorveglianza, sottopongono di meno la mente all’usura di cui sopra.
6) La mente meno usurata è più efficiente in prestazioni impegnative, come l’apprendimento di nozioni nuove e la preparazione di esami.
7) A parità (ipotetica, ideale) di tutti gli altri fattori, in sede di esami di riqualificazione, prendono un voto più alto quei custodi che meno hanno fatto il proprio dovere negli anni di servizio.


SIA CHIARO: HO DESCRITTO UNA LINEA DI TENDENZA, UN MECCANISMO PERVERSO POSTO IN ESSERE. BEN VENGA CHE IL MECCANISMO SIA STATO NEUTRALIZZATO DA CIRCOSTANZE, E LA LINEA DI TENDENZA SUPERATA DA “VETTORI” PIU’ FORTI. NON SONO INNAMORATO DELLE MIE ASTRAZIONI. SONO DISPOSTISSIMO A CREDERE CHE TUTTI I VINCITORI DELLA NOSTRA RIQUALIFICAZIONE SIANO I PIU’ MERITEVOLI.

Ma se si verificasse anche un solo caso di quelli più sopra ipotizzati, che un onestissimo “cane da guardia”, che negli anni ha garantito la sicurezza del patrimonio anche per quei colleghi che facevano “fughino”, che negli anni ha salvato dei colleghi giustificando, o permettendo che non si scoprisse la loro indisciplina, che negli anni prendeva lo stesso stipendio lavorando il doppio o il triplo di altri, che un onestissimo “cane da guardia” finisca addirittura per GUADAGNARE DI MENO dei pesi morti che ha portato sulle spalle…non so se questa beffa sarebbe sopportata…E’ nelle trame di romanzetti gialli e di appendice il custode che non ne può più e commette qualcosa di grave sul patrimonio che ha sempre custodito con zelo non riconosciuto. Speriamo che in quelle trame rimanga.

Vorrei rivolgermi ora a GIORGIO ONORATI, se è sveglio a quest’ora: Caro Giorgio (se posso trattarti così familiarmente), lessi con un pizzico di accoramento un tuo personale sfogo sulla riqualificazione. Non dubito che tu sia un lavoratore capace ed onestissimo, che andrebbe premiato per quello che ha dato in tutti questi anni (alla nostra età, certe evidenze si colgono da pochi tratti). Non credo però, per intuizione nel tuo caso, per esperienza nel mio ambito, che il più importante contributo lavorativo possa essere adeguatamente quantificato, misurato e premiato. Per questo non sono più sostenitore della meritocrazia, come lo era quel giovane sindacalista di cui all’inizio.

Nel mio ambito, è facile verificare se un custode conosce la lingua inglese, sa usare gli estintori, conosce diverse normative, e tante altre cose, SICURAMENTE IMPORTANTI, ANCHE MOLTO, ma MENO importanti di quella umile opera di attenzione percettiva costante, ricordata più sopra. Per misurare quest’ultima, sarebbero necessari controlli opprimenti, ispezioni mortificanti per il lavoratore, tutte cose forse antisindacali…


Faccio il custode da quasi 27 anni, ed ho operato in più di una pinacoteca. E’ mia esperienza certissima che quei pochi irriducibili “cani da guardia”, che con la loro semplice, nascosta, umile presenza impediscono chissà quanti furti, vandalismi e danneggiamenti fortuiti, stavano meglio ieri di oggi. Tanti anni fa, prima del primo “giro di vite” individualistico (le maggiorazioni per turni), godevano di qualche gratificazione simbolica e morale, il loro sacrificio veniva riconosciuto dai colleghi meno impegnati, che dicevano loro: “Se non ci fossi tu ! Tu ci salvi !” Oggi, che è SCOMPARSO DALLE MENTI, dopo diversi giri di vite individualistici, il concetto di responsabilità collettiva, di organismo e tessuto, ed è rimasto solo quello di atomo o molecola o cellula, quei “cani da guardia” si sentono dire: “Chi te lo fa fare ? Pensa a te stesso, io non ti ho mai chiesto nulla, guardati solo le tue sale, se credi di doverle guardare”.


Questo ha portato una certa meritocrazia: la divisione al parossismo, il non riconoscimento dei meriti principali, la disincentivazione dell’impegno migliore. Dubito che possano essere impiantati dei sistemi premianti individuali molto migliori di quelli da noi subiti.


Non voglio dilungarmi oltre con riflessioni personali, ma intendo chiarire che NON VORREI MAI I CUSTODI PIU’ POVERI, vorrei che i benefici fossero più omogenei e collettivi. Forse è solo un sogno. Perdonatemi allora di questa evasione. Forse non è stato inutile, comunque, ricordare e sottolineare quanto si lascia sul campo di battaglia dell’”avanzamento” di una categoria.
……………………………………….............
Risalii dalla cantina dopo aver chiuso la carpetta, ancora commosso ed affaticato, con un senso di oppressione.
Sentivo gravare su di me il titolo:
BUONGIORNO, NOTTE…
davide selis

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