Una trama di "fantapolitica": "VITA E MORTE DI UN FORUM".

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Una trama di "fantapolitica": "VITA E MORTE DI UN FORUM".

Messaggio  Admin il Mer Set 02, 2009 8:09 pm

Molto tempo fa, in un forum di nicchia che oggi non esiste più, presentai ai miei interlocutori abituali una certa mia trama, suscettiva di divenire un vero racconto di "fantapolitica". Questo soggetto era tratto da una esperienza reale, che tutti gli interlocutori ed i lettori di allora conoscevano bene, per avervi partecipato o assistito: la decadenza ed il progressivo "spegnimento" di un forum sindacale, che era stato pieno di vita.
A cortese richiesta, ripresento la trama in questione:


Cari amici cipiellini, mi sento inferiore rispetto a voi che avete anche una vena artistica, per cui ho deciso di prendere il coraggio a due mani e scrivere un racconto, di fantapolitica, ispirato da una recente vicenda vissuta assieme. Vorrei imitare lo stile di Milan Kundera, che alterna, sullo sfondo di trame molto deboli, pagine narrative e descrittive ad altre di riflessioni quasi filosofiche sui temi dell’esistenza. Spero che nessuno si offenda sentendosi “usato” per i miei scopi (che sono costruttivi), ed inoltre in un modo alquanto libero: ogni processo creativo, a partire dal sogno, utilizza certi elementi della realtà trasfigurandoli e cambiandone i connotati nonché il contesto. Per intenderci: se scriverò che un personaggio nel quale si identifica Thomas compie un delitto, non vuol dire che il Thomas reale ne sia capace (è un uomo buonissimo), e se il doppione immaginario di Emma cade in un errore di valutazione, non intendo asserire che la vera Emma lo commetta...



Ultima martellata sul chiodo per prevenire le critiche, e soprattutto i risentimenti: se io sogno mia madre che strangola un gatto, questo non significa che la mia compianta genitrice lo abbia mai fatto, né che io la consideri capace di una azione simile, io che la conobbi, e da vicino, come persona che provava fastidio anche a VEDERE uccidere un insetto. Nel sogno, come in tanti altri processi creativi, è un significato simbolico che entra in gioco, ed i simboli vanno interpretati nel reciproco rimando, e nel loro rapporto con il contesto, con la chiave interpretativa, ed in funzione di un messaggio.


Per questa volta vi presento solo la trama, che è *apertissima* ai vostri suggerimenti.
Il titolo potrebbe essere “Cui prodest ?”, oppure “Vita e morte di un forum”.

La trama:
C’era una volta un leader, di un grande movimento popolare. Questo leader era talmente efficiente, e prometteva in modo credibile risultati così vantaggiosi, che la sua organizzazione, benché fosse democratica, gli aveva lasciato conquistare un potere monocratico quasi assoluto, pur senza violare regolamenti interni e statuti.


Venne l’epoca della massima diffusione dell’informatica, e della comunicazione in rete. Questo leader, sempre ambizioso di primati e di cavalcare la tigre del progresso, accettò la sfida ed aprì un forum telematico totalmente libero, aperto ad ogni tema che i fruitori di quel servizio (ovvero gli iscritti dell’organizzazione come i semplici navigatori curiosi) volessero trattare. Notevole fu il successo di questa iniziativa. Ma con il tempo, il Capo si accorse che le rogne erano molte, la tensione sempre alta, il rischio politico e penale sempre in agguato, e l’investimento politico dell’impresa aveva già dato i suoi frutti, forse solo a livello dei consensi di una élite intellettuale, o forse risultati inferiori alle aspettative.

Cominciò ad invidiare la tranquillità maggiore che avevano i suoi colleghi-avversari di altre associazioni, i quali da sempre limitavano i dibattiti a tematiche specifiche, di competenza delle loro organizzazioni. Con il pretesto, molto credibile, di voler proteggere i fruitori del suo sito da anonime aggressioni verbali e da ingiurie, licenziò l’amministratore di quel forum e lo sostituì con un proprio uomo di fiducia, un super- tecnico dell’informatica che arricchì e complicò notevolmente il forum sotto il profilo della funzionalità tecnica. Le modalità di accesso vennero rese alquanto più selettive, e si perse non poco in spontaneità e freschezza degli interventi, ma tutto questo veniva giustificato con la promessa di una protezione efficace da vili, anonime aggressioni. Pur di evitare le offese dei vili e dei villani, che negli ultimi tempi del vecchio forum si erano fatte più frequenti e più pesanti, gli iscritti all’organizzazione accettarono il cambiamento.


Che fu solo una prima mutazione. Nel corso della quale, comunque, il passaggio dal vecchio al nuovo fu all’insegna dei disagi e del malcontento. I vecchi utenti, e così pure gli ultimi arrivati curiosi di novità, non riuscivano in molti casi a completare la procedura dell’iscrizione, estremamente farraginosa (FATTA, RIPETO, PER GARANTIRE IL CONTROLLO CAPILLARE DEI PARTECIPANTI E PER IMPEDIRE LE INCURSIONI DI PIRATI ED ELEMENTI DISTURBATORI, COME SI CONCLAMAVA E SOTTOLINEAVA A PIÙ RIPRESE). Doveva arrivare una mail di risposta al primo questionario inviato, e questa spesso non perveniva affatto. Quando la si riceveva, doveva contenere un link che molti (providers ?) non recepivano. Si dovette procedere in molti casi al personale intervento del nuovo amministratore (per fortuna, era molto disponibile sotto il profilo professionale ed umano e la buona volontà non gli faceva difetto) per poter effettuare le singole iscrizioni. Il sito aveva cambiato indirizzo e non si riusciva più a raggiungerlo. L’amministratore forniva l’indirizzo nella formula più estesa (quella piena di “gerog
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Re: Una trama di "fantapolitica": "VITA E MORTE DI UN FORUM".

Messaggio  Admin il Mer Set 02, 2009 8:12 pm

Continua:
L’amministratore forniva l’indirizzo nella formula più estesa (quella piena di “geroglifici”) e non lo forniva esatto. UNA FRANA DI ESORDIO, da parte dell’amministratore che chiameremo “Pomodoro Inglese”. Si sarebbe ripreso brillantemente in seguito, in corso d’opera, ma allora parve a molti essere un tipico statale, secondo i canoni del pregiudizio che grava su questa categoria.

Il malcontento era bollente da parte dei quadri direttivi dell’organizzazione, che non potevano più utilizzare lo strumento-forum al quale si erano abituati e dovevano fare i conti anche con l’incazzatura di alcuni lavoratori, da loro stessi rappresentati , e con la magra figura informatica dell’organizzazione agli occhi dei “neutrali” e degli avversari. Il Boss andò in crisi, e fu sul punto di licenziare il suo collaboratore di fiducia partito così male, ma prevalsero in lui l’orgoglio di evitare una sconf i t t a, ed una valutazione molto pratica: egli aveva assunto il nuovo amministratore non come aquila dell’informatica, ma come KILLER (del forum). Ed in questo senso quel tecnico dava pieno affidamento, perché era il tipo d’uomo dotato, si, di buoni sentimenti e di ottima intelligenza, ma che vive di obbedienza cieca alla autorità, e nel quale il bisogno di dipendenza può fare anche commettere un’azione riprovevole, se questa gli viene ordinata dal suo capo, senza che se ne accorga nemmeno.

Questo aver puntato i piedi da solo ed aver saputo resistere, insistere nel proprio disegno quando l’organizzazione gli si poneva contro, infuriata o per lo meno perplessa, è parte della grandezza politica di quel leader.


Finalmente il nuovo forum si avviò, con un calo notevole dell’”audience”, per le difficoltà con cui era partito, che avevano scoraggiato molti, e per un certo aspetto esteriore di tecnicismo marziano, di ermetismo ostico ed ostile (tutte le nuove funzioni tecniche erano indicate esclusivamente in inglese, quella lingua che oggi serve anche per umiliare e far sentire “out” chi non la domina, e questi termini inglesi erano a volte non reperibili nei dizionari, nell’uso voluto dal forum, ma facevano parte solo del gergo degli esperti).

Al calo, che fu quasi un crollo, delle visite, corrispose una sensibile diminuzione di vitalità nei dibattiti. Ma si era solo al primo giro di vite, contro il “libero pensiero a tutto campo”, la qualità del vecchio forum che aveva acceso ed alimentato tanti entusiasmi. Una massa crescente di avvisi di tipo tecnico e di informazioni di tipo normativo, sotto forma di “sticky” e “announcement”, come una valanga inarrestabile, che si alimenta di sé medesima, soffocò, buttò in basso e coprì, nascose alla percezione dei lettori, tutti quei dibattiti dove palpitava ancora la vita, tutti quei topics dove non ci si limitava alla chiarificazione tecnica delle questioni ma si sconfinava nel campo ormai proibito, la dimensione dei valori, che tanto appassiona e tanto divide gli esseri umani da sempre. E questa dimensione è pericolosa, per una organizzazione che DEVE essere unitaria, sottomessa al leader e vincente.

A nulla valsero le proteste di una certa intellighenzia, innamorata del dibattito LIBERO e delle problematiche assiologiche: “Un forum non è una bacheca ! Per gli avvisi ci sono altri spazi, anche telematici, in seno all’organizzazione !”. Se il Capo aveva appena resistito (e vinto) alla fronda dei suoi colonnelli, figuriamoci se adesso si spaventava per il malcontento di sparuti spiriti liberi, intellettuali senza seguito, come Giusto Salvatori, Luca Carobi, Vincente Tavernari, Daniel Selenita !


La valanga di “sticky” e “announcement” era una macchina diabolica e infernale. Non appena accennava a rifiorire un libero dibattito su principi e contenuti valutativi, nonostante i potenti mezzi dissuasivi fin qui adottati, la valanga degli aggiornamenti informativi prendeva nuovo vigore, emanava nuove “slavine” che rapidamente spostavano più in basso il topic scomodo fino a farlo eclissare in seconda pagina, nascondendolo alla vista dei frequentatori del sito. Ma non era finita qui, il peggio doveva ancora accadere. La tirannide tecnocratica è totalitaria come tutte le tirannie, non può permettersi che resti in vita nemmeno una scintilla di Libero Pensiero, perché la scintilla potrebbe alimentare un incendio difficile da domare.


Quando comparvero attacchi polemici e critiche forti ai vertici dell’organizzazione, quella vivace dialettica interna che ogni organismo democratico conosce in certi momenti, il leader giocò sporco e, in assenza per fine settimana del webmaster di sua fiducia, simulò un “black-out” o ingolfamento del server, che avrebbe fatto “flop” e resettato o cancellato in automatico tutti gli interventi degli ultimi giorni, alcuni dei quali erano molto disturbanti per l’autorità o autorevolezza del comandante… In realtà la cancellazione di post sgraditi era stata effettua
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Re: Una trama di "fantapolitica": "VITA E MORTE DI UN FORUM".

Messaggio  Admin il Mer Set 02, 2009 8:15 pm

Continua:
In realtà la cancellazione di post sgraditi era stata effettuata intenzionalmente dal Capo. Quando tornò dalla breve vacanza il responsabile del forum, questi coprì l’operato del Boss con la giustificazione di cui sopra, espressa in termini molto più adeguati dei miei e scientificamente esatti.

E qui, nella trama, si innesta una delle tante riflessioni in stile-Kundera: l’autore si rivolgerà a Pomodoro Inglese, al quale realmente vuole bene, e gli dirà più o meno: “Nulla da eccepire, Tomato, se hai creduto di dover coprire una menzogna ed un gioco anti-democratico per disciplina interna allo staff dirigente, per lealtà personale, e per una valutazione politica. Le menzogne fanno parte del gioco della politica e servono talora per raggiungere importanti traguardi. Ma hai esagerato, pronunciando frasi del tipo *Vi do la mia parola d’onore, metto in gioco la mia personale credibilità: se in questa organizzazione si ingannassero gli iscritti, io non coprirei la cosa, ma la denuncerei*. Queste tue affermazioni certo servirono a placare e convincere molti che erano incavolati o dubbiosi, ma disgustarono alcuni che continuavano a non bere la “bufala”, alcuni che avrebbero di gran lunga preferito che ti limitassi alla “menzogna tecnica”, lasciando però trasparire il tuo disagio, e con ciò il tuo rispetto, verso coloro che non meritavano di essere ingannati”.


Siamo già, in questa misera trama di umane vicende, siamo già oltre il livello di guardia per la sensibilità di alcuni, compreso il narratore. Ma un nuovo giro di vite si verificò di lì a breve. Succedeva che alcuni quadri dell’organizzazione non si comportassero in modo elegante, nelle discussioni extra-sindacali, il più delle volte di natura politica. Questi dirigenti, leaders territoriali storici muniti di un certo numero di iscritti, e quindi da tenersi buoni e cari per qualsiasi Capo Nazionale Unico, manifestavano pubblicamente opinioni impopolari, e disdicevoli per alti funzionari di una importante organizzazione democratica e progressista. Ed inoltre lo facevano in modo polemico, rissoso, offensivo e repellente per la sensibilità di molti potenziali nuovi adepti. Il forum, anche se tanto impoverito e tecnicizzato, poteva essere ancora un fattore di perdita di consensi, o di un mancato exploit. Ma abolire di punto in bianco la parte extra-sindacale dei dibattiti, senza un pretesto credibile, avrebbe puzzato di bruciato, nonché di autoritarismo. Meglio rimandare il giro di vite finale, e praticarne un altro, più corto e provvisorio.


Da un giorno all’altro, a mo’ di blitz, fu imposta ai frequentatori del forum una certa riforma: la divisione del sito in due sezioni, la prima sindacale e la seconda extra-sindacale, per le discussioni “libere”. Naturalmente, si approfittò di questo passaggio per perdere per strada, cancellandolo, qualche post imbarazzante. La reazione alla riforma, da parte dei fruitori, fu vivacissima, corale, prolungata. Tuttavia, era difficile sostenere che un forum di un sindacato non dovesse dare la precedenza alle tematiche sindacali, oppure negare la funzionalità di una divisione per sezioni (così fan tutti…). Ma la base dell’organizzazione continuava a protestare, sentendosi fregata (FINALMENTE !). Anche questa volta la leadership andò avanti per la propria strada, incurante del grido di dolore degli iscritti e dei lavoratori, e vinse la partita, perché al successivo congresso non vi fu nessuno dei delegati-rappresentanti di quei lavoratori scontenti che mettesse le dita negli occhi (in senso figurato) al Capo, ma tutti lo portarono in trionfo.


La gente si sentiva fregata, nonostante le argomentazioni inoppugnabili a sostegno della riforma. La gente intuiva che il forum tanto amato veniva fatto fuori del tutto. La pagina delle discussioni libere veniva intitolata “Sport, politica ed altro…”. Ma siamo pazzi?, a molti venne da gridare, ed erano ormai così scoraggiati che non esternarono neppure il loro grido, che rimase un moto dell’animo. La politica, nel senso più alto, non certo quello di partitismo, messa al di sotto dello sport ? Ma nemmeno in ordine alfabetico questo è il giusto ordine ! Il titolo, signori, attenzione al titolo delle questioni (quando vi si vuole fregare !), diceva un grande autore di aforismi…


Eccellente fu il risultato della riforma: umiliare la politica, nel senso più generale (e non di partitismo), trattarla alla stregua dello sport e porla addirittura al di sotto, fa passare la voglia di dialogare alle migliori intelligenze, dato che, se si parla di questioni non intimistiche, *in un certo senso* TUTTO E’ POLITICA. Molti partecipanti al forum, tra quelli più propositivi, se ne erano già andati per i motivi fin qui descritti, altri lo fecero adesso, gli ultimi si allontanarono quando videro che il “secondo forum” era abbandonato dagli interlocutori intelligenti e dal Capo, che mai lo onorava di una sua visita, di un suo contri
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Re: Una trama di "fantapolitica": "VITA E MORTE DI UN FORUM".

Messaggio  Admin il Mer Set 02, 2009 8:18 pm

Continua:
Molti partecipanti al forum, tra quelli più propositivi, se ne erano già andati per i motivi fin qui descritti, altri lo fecero adesso, gli ultimi si allontanarono quando videro che il “secondo forum” era abbandonato dagli interlocutori intelligenti e dal Capo, che mai lo onorava di una sua visita, di un suo contributo impegnativo, definendolo implicitamente, così, come una “casa di tolleranza” tenuta aperta solo per spirito caritativo, per dare un ambiente di sfogo innocuo alle pulsioni deteriori di alcuni irriducibili rompicoglioni.


Ma non era finita qui, il peggio doveva ancora avvenire.
Parallelamente alla vita del forum, si svolgeva la vita dell’organizzazione, ossia di quell’importante entità collettiva dalla quale il forum promanava. Dopo il congresso, vinto trionfalmente dal Capo, si avvicinava un altro momento topico per questa associazione: l’elezione di rappresentanze di base su tutto il territorio nazionale, in concorrenza con altre organizzazioni rappresentative.

Il Capo giocava il suo personale prestigio, ed il suo futuro politico sull’esito di queste votazioni. E vibrava in ogni corda per questo scopo, ed era impegnato in modo ossessivo. Nulla doveva essere intentato, che potesse servire ad un successo, e tutto doveva essere eliminato, che fosse un possibile ostacolo.

A questo punto il forum era uno strumento, di fatto, già totalmente asservito ai suoi desideri ed alla sua personalità (non dimentichiamo che ogni leader monocratico è anche una primadonna, ed il nostro poteva brillare come unica star in un forum esclusivamente tecnico- sindacale e non in uno di cultura generale o di confronti su temi di competenza altrui), ma, finché rimaneva aperto “Discussioni libere”, anche se era ormai svuotato di partecipazione e contenuti rischiosi, restava un contenitore pericoloso, che i suoi avversari politici avrebbero potuto riempire all’improvviso con dei temi imbarazzanti o insidiosi, alla vigilia delle elezioni.

Era il momento della stretta finale, bisognava disattivare il forum “libero” ed impoverire ulteriormente quello sindacale. Ma come fare, senza cadere nell’impopolarità, senza apparire autoritario ? Il Capo pensò di assoldare un nuovo killer, di stampo diversissimo dal primo, il quale aveva svolto egregiamente il proprio compito distruttivo. Scelse un uomo che avesse molto tempo libero, tempo sottratto anche al lavoro, ed avesse inoltre il problema psicologico di vuoti affettivi arretrati da colmare, tramite rapporti di affetto oppure di odio.

Un uomo intelligente, abile, dotato di inventiva, camaleontico, colto, ricco di esperienze ma casinista, all’interno della propria personalità, della propria “ideologia”, come all’esterno, nel comportamento. Chiameremo “Tizio” questo personaggio, che si presentò con diversi soprannomi e mai con il suo nome autentico, a differenza del primo killer, che era più semplice (parlo di semplicità positiva, non di quella dei semplicioni) ed anche, in fondo, uomo d’onore.

Il Capo disse a Tizio: “La tua missione è fare saltare il dibattito nei due forum ed allontanare la gente dal secondo. Spara cartucce all’impazzata, soffoca e snatura ogni fermento, occupa ogni canale comunicativo nel secondo.. E pure nel primo, paralizza ogni discussione con la tua presenza ossessiva, copri ogni voce fuor che la mia. Dovranno sentirsi, alla fine, la mia voce e la tua soltanto, oltre a quelle di chi si limita a chiedere risposte tecniche. Sii grintoso, antipatico, polemico, ma senza cadere mai nelle ingiurie. Perché questo non mi piace, ed è penalmente rischioso anche per me. Provoca, irrita, ma non insultare.”.


Il nuovo killer si mise subito all’opera, con interventi a tutto campo. Sparava cavolate allucinanti, tanto che Emanuela Imperatori, la star del giornalismo telematico, la voce critica per eccellenza, lo definì subito “un barzellettiere”. Ma alternava spunti propositivi discreti, che fecero asserire alla stessa Emanuela che egli riusciva ad essere avvincente, a catturare l’attenzione e a coinvolgere, perché era ormai l’unico, se si escludeva Daniel Selenita, a proporre temi dal contenuto sociale, di un certo spessore. Infatti, gli antichi “atleti del pensiero e della critica” come Giusto Salvatori si erano ormai ritirati quasi del tutto nell’esclusiva dimensione ludica, dell’evasione, perché demotivati dalle vicende più sopra descritte.

Paradossi della vita: colui che era stato incaricato di distruggere il forum, e che aveva iniziato bene la sua missione, produceva inizialmente un effetto opposto, quello di vivificare quello stagno, quella palude, quel quasi-mortorio che era divenuto lo stesso forum, così ridotto dal Capo e dal primo killer. L’invasione a tutto campo, la ossessiva presenza in ogni topic, resero inviso ai pochi superstiti frequentatori del forum il Tizio, il quale però di queste antipatie ed insofferenze pareva nutrirsi, aumentando la dose degli interventi ad
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Re: Una trama di "fantapolitica": "VITA E MORTE DI UN FORUM".

Messaggio  Admin il Mer Set 02, 2009 8:23 pm

Continua:
Paradossi della vita: colui che era stato incaricato di distruggere il forum, e che aveva iniziato bene la sua missione, produceva inizialmente un effetto opposto, quello di vivificare quello stagno, quella palude, quel quasi-mortorio che era divenuto lo stesso forum, così ridotto dal Capo e dal primo killer.

L’invasione a tutto campo, la ossessiva presenza in ogni topic, resero inviso ai pochi superstiti frequentatori del forum il Tizio, il quale però di queste antipatie ed insofferenze pareva nutrirsi, aumentando la dose degli interventi ad ogni critica che riceveva, riguardo al suo eccessivo presenzialismo. Lasciava qua e là cadere qualche cenno di replica alle accuse, che stesse esagerando oltre ogni limite mai visto, e si lasciava “scappato detto” che egli si era dato una missione, che di lì a poco sarebbe stata evidente a tutti e compiuta, dopo di che sarebbe rientrato nei ranghi, sarebbe tornato ad un comportamento normale.

In altri momenti, accennava al contenuto della sua impresa, che sarebbe stato quello di vivificare un dibattito che languiva, produrre un effetto di straniamento, presentando temi, problemi e situazioni alle quali ci si era abituati e rassegnati, sotto una luce nuova, per produrre uno shock nella percezione ed una diversa reazione nel comportamento. Paradossi diabolici: si presentava il proprio impegno nel devastare sotto il nobile manto del suo esatto contrario, e si veniva così anche creduti (pur parendo degli esaltati), mentre, in realtà, si stava depistando. Onore comunque all’intelligenza di chi inventò questo trucco, sia che fosse stato il Capo, sia che fosse il secondo killer.


Il killer non ebbe soltanto rapporti conflittuali, ma anche due buoni rapporti, con una ragazza idealista ed umanitaria sua conterranea, e con Daniel Selenita, che aveva i suoi antenati paterni nella stessa terra. Selenita ricevette dal Tizio solo del bene, delle attenzioni e dei segni di affetto, e fu sempre convinto che questa benevolenza, questa stima speciale, questa forma di rispetto e di affetto a lui riservata fosse dovuta alla comune origine etnica, che in quella determinata terra produce quasi sempre una sorta di preferenza a priori, anche se involontaria ed inconscia. L’autore di questa trama tende ad accogliere l’interpretazione del suo personaggio, ma si sente in dovere di aggiungere che poteva *anche* fare parte del piano avere l’amicizia di due brave persone, due innamorati del forum nel senso positivo e propositivo, per meglio nascondere la vera manovra. Difficilmente, agli occhi della pubblica opinione, avrebbe potuto puntare a distruggere il forum l’amico del cuore di due persone che amavano tanto questo spazio e la sua vita.

Prevalevano di gran lunga i rapporti conflittuali, come si è detto. Questi furono ulteriormente esasperati quando il Tizio e la sua conterranea presero a chattare nel forum a getto continuo, nel loro dialetto, imponendo la loro terra ed i loro simboli culturali a tutti (fu questo un errore della nobilissima Rosanna, l’amica telematica del Tizio) e compiendo anche qualche goliardica, frequente digressione nella volgarità. Questi tratti non proprio raffinati furono aspramente commentati da Luca Carobi, uno dei miei personaggi più nobili, il quale invocò a vuoto pure un intervento censorio dell’Amministrazione (Figuriamoci ! Il primo killer aveva ricevuto l’ordine di dormire, o di innamorarsi, o di svagarsi !).

Commise un errore Luca, agli occhi di Selenita e dell’autore di questa trama, quando rinfacciò alla coppia goliardica la mancanza di 4 requisiti-base, ovvero le quattro discriminanti per non cadere nella volgarità. Due di queste doti erano la Sensibilità e la Cultura. Fu una valutazione piuttosto dura, un giudizio sferzante che poteva ferire, e pare antipatico alla sensibilità di molti rinfacciare la Cultura a chi ne ha di meno, ma possiede altri valori. Tuttavia, ammesso e non concesso che Luca, uno dei miei personaggi preferiti, qui abbia sbagliato qualcosa, aveva pur tuttavia il diritto di esprimersi autenticamente in quel modo, peraltro civilissimo.

Dall’altra parte si rispose in maniera assai meno educata, anzi con un tratto violento, e qui si entrò in una fase nuova. Fino ad ora le schermaglie fra il Tizio ed i suoi avversari erano state anche aspre ma sempre corrette, adesso invece si andò avanti con colpi proibiti come frasi antisemitiche e minacce di bastonate e perfino di morte. Selenita assisteva a questa schermaglia impotente, preoccupato per gli eccessi e cercando di tamponare, di separare i contendenti, di riportarli alla normalità dei rapporti di un forum.

Selenita fu l’unico a credere che le enormità espresse da Tizio fossero pagliacciate goliardiche, gli altri del suo club virtuale le presero sul serio. L’autore di questa trama, potendo scrivere oggi, quando il tempo ha già minimamente decantato la vicenda, ed avendo potuto riflettere sulla stessa, ritiene che Tizio non volesse né scherzare
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Re: Una trama di "fantapolitica": "VITA E MORTE DI UN FORUM".

Messaggio  Admin il Mer Set 02, 2009 8:26 pm

Selenita fu l’unico a credere che le enormità espresse da Tizio fossero pagliacciate goliardiche, gli altri del suo club virtuale le presero sul serio. L’autore di questa trama, potendo scrivere oggi, quando il tempo ha già minimamente decantato la vicenda, ed avendo potuto riflettere sulla stessa, ritiene che Tizio non volesse né scherzare né bastonare né uccidere, ma che volesse *spaventare*.


L’autore sostiene che Tizio da qui in poi sia andato oltre le consegne ricevute dal Capo, di fare casino ma non oltre il confine della legalità, che si sia lasciato prendere la mano dalla propria natura passionale e da una certa “caratterialità”… Tuttavia il burattinaio, rendendosi conto che il pupo faceva ormai qualcosa di testa sua, lasciò correre perché non riusciva più a domarlo e non poteva sconfessarlo pubblicamente ( se si rompeva l’alleanza vi era la possibilità di un ricatto: dirò a tutti che tu mi hai mandato). D’altra parte, anche così, pur con qualche rischio in più, i conti tornavano e forse anche meglio: il killer faceva un lavoro utile al perseguimento del fine prestabilito.

Lo stadio degli insulti diventava ora una fase irreversibile, e questi volavano da tutti le parti, dal Tizio contro gente raffinata, gentile d’animo e pacifica come Carobi, Salvatori, Tavernari, la Imperatori (tirata in ballo gratuitamente, per aumentare il caos e la violenza) e contro diversi nuovi loro alleati, esasperati dallo straripamento e dalla focosità del Tizio. Ma anche da tutti questi ultimi contro il Tizio. Il forum era ormai divenuto la bettola dei litigi truculenti, si lanciavano allusioni volgari e totalmente gratuite, circa la sfera sessuale di persone che mai avevano offerto degli appigli per questi attacchi, persone che erano tutt’altro che ambigue o ridicole. Se qualcuno mostrava di ritirarsi, per stanchezza o per scelta, dalla mischia, il Tizio continuava, instancabilmente, a bombardarne l’ immagine, finché questo non si sentiva costretto a rientrare per difendere la propria dignità e per sfogarsi.


Il Capo, il mandante, non aveva previsto né voluto questa piega, ma non era in grado di fermare il proprio killer. A questo punto, con l’intelligenza da grande politico che aveva, colse al volo la potenzialità, l’opportunità vantaggiosa che questa situazione pure gli offriva. Alzò la posta. La missione del killer non sarebbe stata più soltanto quella di far fuggire dal forum gli interlocutori ed i lettori. Si poteva trovare il pretesto per chiudere finalmente le “Discussioni libere”, e, nell’altra sezione, esercitare un controllo capillare sugli I.P., sui multi-accounts, sulla provenienza di ogni messaggio. V’è da chiarire che le identità doppie, triple e quadruple erano da tempo divenute un vezzo dei servilissimi dirigenti di quell’organizzazione. Per questo tramite, questi personaggi senza palle potevano sfottere o criticare il Capo rimanendo nascosti, e facendolo poi trionfare nei congressi.

Il Capo mal sopportava queste “siringate” di aggressività e queste critiche al suo operato effettuate sotto la maschera di una identità fasulla, e pensò che poteva finalmente avere adito a proibire le maschere senza passare per un gendarme o un dittatore. Bastava sostenere che i nomi d’arte e le identità nascoste erano serviti per delinquere, e quindi, ancora una volta, come all’inizio di questa storia, PER PROTEGGERE LA GENTE PACIFICA E INDIFESA, andavano aboliti.

Sono opportuni a questo punto due passi indietro paralleli.
Primo passo: prima che il secondo forum degenerasse in questo modo, fin dalle prime avvisaglie di situazione fuor di controllo, di aggressività particolare e provocazione costante nei confronti di alcuni dei frequentatori, persone come Carobi, Salvatori, Imperatori e Selenita si erano appellati a più riprese ai gestori del sito, a Pomodoro Inglese che non dava segni di vita se non per cose futili, ed allo stesso Capo, chiedendo con energia l’attenzione del moderatore su quanto stava avvenendo. Niente. Nessuna risposta. Un silenzio gelido.

Finalmente, quando il Tizio ne sparò una particolarmente corposa (ma non più di tante altre), ricomparve brevemente Pomodoro Inglese, tirato per la giacca da diverse mani, per bannare a vita il Tizio
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Re: Una trama di "fantapolitica": "VITA E MORTE DI UN FORUM".

Messaggio  Admin il Mer Set 02, 2009 8:29 pm

Nessuna risposta. Un silenzio gelido. Finalmente, quando il Tizio ne sparò una particolarmente corposa (ma non più di tante altre), ricomparve brevemente Pomodoro Inglese, tirato per la giacca da diverse mani, per bannare a vita il Tizio (“Cercati un altro forum” !). IL TIZIO CAMBIO’ NOMINATIVO E INDIRIZZO, MA CONTINUO’ BEFFARDAMENTE A IMPERVERSARE, E FIRMANDOSI COME PRIMA IN CALCE AGLI INTERVENTI. E si permise di lanciare allusivi messaggi minacciosi a Pomodoro Inglese, del tipo :”non mi tagliare la strada ché non ti conviene, se vuoi che io non tagli la tua”.

Perché il Tizio fu bannato una volta sola, dopo forti, reiterate pressioni? E perché fu poi lasciato ripresentarsi e procedere indisturbato per molto tempo ? E perché le sue vittime non fecero “nero” Pomodoro Inglese e lo stesso Capo, per questo lassismo e per queste contraddizioni ? E perché le stesse vittime continuarono e continuano a stimare Pomodoro ? I due ultimi interrogativi verranno lasciati in sospeso per tutta la storia dall’autore di questa narrazione fantastica, il quale, detto in confidenza, non sa come saltarci fuori, come risolvere questa contraddizione della sua trama.


Secondo flashback. Il Tizio aveva da sempre adottato diversi stili di scrittura, che alternava. Uno di questi, assai frequente, era molto sgrammaticato e pieno di assurdi accenti finali su tutti i monosillabi. Questa mancanza di ortografia fu un motivo di scherno per il Tizio da parte di gente molto colta, come Salvatori, Carobi, Carlo Boncompagni. Salvatori, nella sua generosità, in un momento di tregua, giunse a dare il buon consiglio al Tizio di scrivere la malacopia di ogni messaggio sulla lavagna di “microsoft word”, per fruire della segnalazione automatica degli errori.

Non cascò in questo inganno Selenita, che è un personaggio molto meno colto di quelli appena menzionati, ma ha avuto nel suo passato la ventura di imbattersi nelle lettere anonime e di aver poi interrogato esperti di queste faccende. Esiste uno stile delle lettere anonime, di stampo minatorio o minaccioso: si scrive volutamente in modo sgrammaticato al massimo, come se fosse una persona estremamente ignorante a redigere la missiva, ma tutto ad un tratto compare nel testo, qua e là, una “tiratina” corretta e filante, di ben altra levatura, con il quale accorgimento si avverte il lettore a cui è indirizzato il messaggio, che stia molto attento, non si sta affatto scherzando, c’è una minaccia seria per lui. Il contenuto della “tiratina” contiene anche una allusione che bisogna saper cogliere, e generalmente può coglierla solo il destinatario dell’”avvertimento”. “Attento che io so questo…, che posso farti questo…”.

Selenita però credette che il Tizio, esperto uomo di mondo, stesse solo giocando a fare l’”eroe nero”, per il gusto di creare tensione. Oggi, l’autore di questa trama immaginaria si chiede, e chiede ai suoi lettori, se il pupo sfuggito di mano al burattinaio non stesse minacciando il burattinaio stesso, non stesse esercitando un ricatto…


Dopo aver fatto le due opportune digressioni, torniamo al punto. Avevamo lasciato il Capo alle prese con un problema ormai quasi ingestibile, il Capo che decideva di “raddoppiare” anziché ritirarsi sconfitto e con le ossa rotte. Sullo stato d’animo del leader va spesa qualche parola in più: egli aveva lasciato crescere la tensione negli scontri personali perché non riusciva più a sedarla, aveva messo in moto un meccanismo che era sfuggito al suo controllo. Ma non vedeva l’ora di farla finita, di avere un pretesto per chiudere la baracca con tutti i “burattini” dentro. Un semplice insulto proferito non bastava per autorizzare questa decisione, perché si sarebbe potuto obiettare : “Perché non espelli il trasgressore, invece che chiudere il forum ?” e, se lui avesse fatto così, avrebbe dovuto espellere il Tizio per primo o, tutt’al più, per secondo o per terzo, e questo non poteva farlo perché era ricattabile dal Tizio.


Mentre gli insulti si accumulavano, e non c’era più un dibattito che rimanesse vergine, cresceva la preoccupazione del capo, che nella sua vita se ne era sempre fregato delle sofferenze e delle ferite della gente, ma non se ne fregava affatto di un proprio rischio penale, se qualcuno avesse finito per rivolgersi alla Magistratura e la medesima avesse ravvisato dei reati nella conduzione del forum.


Non sapendo come saltarci fuori con dignità, costrinse Pomodoro, che per lui andrebbe nel fuoco, a fare la figura dell’imbecille. Pomodoro, che finalmente era attivo e vigile da qualche tempo (perché si stava preparando la mossa finale) ma si limitava a redarguire questo e quello, senza bannare nessuno (per i motivi esposti più sopra), una certa sera, durante una delle solite schermaglie, in risposta ad un intervento di uno dei perseguitati, anziché cominciare ad estrarre i cartellini rossi, sparò: “IL FORUM E’ CHIUSO”.
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Re: Una trama di "fantapolitica": "VITA E MORTE DI UN FORUM".

Messaggio  Admin il Mer Set 02, 2009 8:32 pm

Continua:
anziché cominciare ad estrarre i cartellini rossi, sparò: “IL FORUM E’ CHIUSO”.

Immediate furono le proteste, vibrata quella di Giusto Salvatore, che fu scagliata sul forum delle questioni sindacali. Perché l’altro spazio di comunicazione era appunto chiuso, non più raggiungibile. Salvatore sosteneva con accenti forti ma civilissimi l’assurdità di aver equiparato una persona da sempre seria, corretta, stimata e stimabile come Luca con il Tizio, e di avere uniformato i trattamenti con una censura collettiva, non aver saputo o voluto distinguere tra vittime e carnefici.

Seguì immediatamente un’altra protesta, ancora più vibrata, di Selenita, il quale sosteneva, con frasi aspre, essere assurdo che una scelta tanto impegnativa come la chiusura del forum venisse fatta prendere da un semplice moderatore, e non si volesse compromettere il Leader.

Pochi minuti dopo, misteriosamente, il forum “libero” riapre ed in quella sede Pomodoro Inglese risponde, pacatamente e con un tratto di signorilità, alle dure accuse di Selenita, sostenendo che egli, come responsabile dell’intero settore della comunicazione nell’Organizzazione, ha anche la facoltà di prendere la decisione che Selenita contesta. Il post durissimo dello stesso Selenita figura “moved”, mentre quello precedente di Giusto Salvatori è stato cancellato. In seguito, alle richieste di spiegazioni sulla scomparsa del topic di Salvatori, Pomodoro risponderà che è stato tolto perché chiedeva la riapertura del forum (MA NON E’ VERO !), ed essendo questa già avvenuta, diventava superfluo.


A questo punto chiediamoci: che cosa è successo ? Perché tutte queste stranezze e contraddizioni nel giro di pochi minuti ? Nel racconto vero e proprio verranno forniti alcuni particolari (la trama è sempre necessariamente sintetica) che da soli gettano qualche raggio di luce su quella notte tenebrosa. Per esempio, Salvatori, Selenita e Carobi erano tutti e tre *on line* durante quei momenti decisivi. Essi notarono il nome del Leader, bello grande come sempre, nell’elenco di coloro che stavano consultando il forum mentre succedeva quanto si è detto: uno di loro interveniva in modo polemico, Pomodoro chiudeva il forum, Salvatori e Selenita insorgevano, Pomodoro faceva marcia indietro. Ma non voglio appesantire ulteriormente il discorso, per cui vi trasferisco subito “dietro le quinte”. Il Capo aveva ordinato a Pomodoro Inglese di chiudere il forum, ma di simulare una propria autonoma iniziativa riguardo a questa decisione. Ora legge le reazioni. Teme che si moltiplichino. Telefona in quei pochi minuti al suo
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Re: Una trama di "fantapolitica": "VITA E MORTE DI UN FORUM".

Messaggio  Admin il Mer Set 02, 2009 8:34 pm

Ora legge le reazioni. Teme che si moltiplichino. Telefona in quei pochi minuti al suo fedele assistente e gli dice più o meno: “ Pommy, qui butta male. Quello stronzo di Selenita formalmente ha ragione, la responsabilità è politica e dovrei prendermela io. Se insiste (ed è il tipo che insiste) ci mette in serio imbarazzo. Ma soprattutto se continuano le proteste nel forum sindacale se ne accorgono i nostri avversari di un altro forum e ci marciano con le loro polemiche, ci ridicolizzano. La rubrica delle “discussioni libere” non la leggono, o comunque non la prendono sul serio, quindi ci conviene dirottare le polemiche su quel binario morto. E poi, soprattutto, riaprendo quel forum le polemiche per la sua chiusura dovrebbero cessare. Pommy, contrordine. Pommy, riapri !”.


E l’Amministratore fedele riapre, e si trova subito impegnato in un residuo di discussione polemica, condotta pacatamente da ambo le parti, con Selenita, che gli rinfaccia la scomparsa del post dell’amico Salvatori (sappiamo già la risposta, falsa), e di essere solo l’esecutore di disposizioni superiori, tenute nascoste alla base (nega, attribuisce a sé medesimo la paternità delle scelte contestate), e di aver agito in modo incomprensibile, chiudendo lo spazio telematico invece di espellere i turbolenti (risponde con una ILLOGICITA’ DISARMANTE: “Invece, è proprio quello che sto facendo ! (bannare)”. L’accusa non era di non aver bannato qualcuno DOPO la chiusura del forum, ma di non averlo fatto PRIMA, e di non averlo fatto ANZICHE’ CHIUDERE. L’accusa resta in piedi con tutta la sua pesantezza).


Prima di procedere, è opportuno ricordare le principali contraddizioni fin qui rilevate nella condotta della leadership e della sua amministrazione telematica:

1) si chiude il vecchio forum e si assume un super-tecnico per avere una efficace protezione dai disturbatori anonimi.
2) I disturbatori anonimi si ripresentano, indisturbati.
3) I disturbatori anonimi non vengono bannati, nonostante molte segnalazioni e proteste.
4) A furor di popolo uno viene bannato.
5) Questo si ripresenta con un nickname nuovo ma con la stessa firma ed imperversa ancora a lungo, indisturbato.
6) Invece di bannare questo ed altri che hanno trasceso, si chiude il forum.
7) Si riapre il forum, senza nessuna spiegazione riguardo alla precedente chiusura ed alla riapertura.
Non è chiaro se veramente Pomodoro Inglese effettui quelle espulsioni o sospensioni annunciate nella replica a Selenita. Ma la situazione precipita di lì a poco. Un post del Tizio è più violento degli altri, e contiene tesi esplicitamente antisemitiche. Selenita, nonostante i personali buoni rapporti con il Tizio, reagisce per primo, con sdegno. Reagiscono in tanti. Anche Rosanna, l’amica telematica del Tizio, si dissocia con convinzione da lui. L’Amministrazione incassa tutto senza reagire.


In risposta ad un durissimo e sacrosanto post di Carobi, che interpella personalmente l’Amministratore riguardo al post scottante, il webmaster risponde che non ci vede nulla di male. La situazione ristagna, ma è piena di veleno. Dopo due giorni, ad una sortita, non delle peggiori, del Tizio,
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Re: Una trama di "fantapolitica": "VITA E MORTE DI UN FORUM".

Messaggio  Admin il Mer Set 02, 2009 8:36 pm

In risposta ad un durissimo e sacrosanto post di Carobi, che interpella personalmente l’Amministratore riguardo al post scottante, il webmaster risponde che non ci vede nulla di male. La situazione ristagna, ma è piena di veleno. Dopo due giorni, ad una sortita, non delle peggiori, del Tizio, questi viene bannato. Si ripresenta per due o tre volte con differenti nicknames e viene bannato ancora, senza scampo. Mentre scrivo sta esalando gli ultimi respiri nel forum, con un ultimo soprannome, ma, stranamente, MUORE CON COMPOSTEZZA E DIGNITA’, SENZA FARE POLEMICHE CONTRO IL LEADER O L’AMMINISTRATORE, MA INTERESSANDOSI ATTIVAMENTE E SOMMESSAMENTE A PROBLEMI UMANITARI ( il che, con toni più roboanti, era sempre stato uno dei suoi cavalli di battaglia).

In un sito internet affine e parallelo a quello di cui trattiamo, frequentato dagli stessi personaggi che abbiamo incontrato in questa trama, English Tomato nel frattempo deve rispondere ad altre critiche che gli sono mosse.
Perché è stato così a lungo inattivo come moderatore ? Perché in agosto era in ferie. Ma non dice perché abbia latitato in giugno ed in luglio, quando la situazione andava degenerando e si levava il grido di alcuni affinché l’arbitro riprendesse il controllo degli interventi. E perché se ne sia andato in vacanza tranquillo, lasciandosi alle spalle una bolgia infernale e penalmente rischiosa, senza provvedere ad una sostituzione, per quello stesso ruolo che egli aveva lasciato di fatto scoperto per tanto tempo.


Ed inoltre, rivendica il diritto a non ricevere certe critiche, perché non è pagato per il servizio di moderatore.
Più avanti ammetterà una propria negligenza, senza giustificarla.

Ma riprendiamo a seguire la nostra trama, per concluderla: poco tempo dopo, si verifica una nuova, momentanea chiusura del forum “libero”, questa volta esplicitamente ordinata dal Capo. Nel forum parallelo, dirà Pomodoro che questa sarebbe stata decisa dal Capo dopo aver letto il disgustoso post anti-semita; inizialmente, Pomodoro non avrebbe esaminato bene quel messaggio e non si sarebbe reso conto del contenuto scabroso, che in seguito avrebbe colto pure lui, in tutta la sua gravità.


Il Capo riapre all’improvviso, senza alcuna spiegazione, le “discussioni libere” che aveva chiuso d’autorità due giorni prima, durante un flusso ininterrotto di attacchi e contrattacchi fra i partecipanti. L’autore di questa storia gli fa fare questa scelta dopo che Selenita aveva adombrato, nell’altro forum, la possibilità di accogliere in quella sede gli “esuli”, rimasti senza una sede di dibattito. Si profilava il rischio di uno “scavalcamento politico”, che si creasse una cellula di dissenso e di critica permanente da parte dei delusi-sfrattati, un rischio di contestazione accanita che non fa mai bene a nessuna organizzazione, un rischio che prima delle elezioni non si poteva affatto correre. Il Tizio è bannato e sta morendo,e se è stato reso di nuovo accessibile il forum delle “Discussioni libere”, lo si è fatto nascondendo alla vista ed alla consultazione del pubblico tutti gli interventi scottanti che si erano accumulati negli ultimi tempi.


In conclusione: Il leader ha vinto. Il forum sindacale si presenta oggi del tutto sterilizzato e ridotto ad una pura e semplice “bacheca robotica”, una bacheca che ti risponde, su esclusivi temi tecnici. Il secondo forum non è stato soppresso (sarebbe stato il massimo traguardo), per i motivi spiegati più sopra, ma appare tramortito, è simile ad un territorio che ha subito la guerra ed i bombardamenti, una terra desolata dalla quale sono fuggiti quasi tutti gli abitanti e tutti i turisti, una terra dove nessuno
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Re: Una trama di "fantapolitica": "VITA E MORTE DI UN FORUM".

Messaggio  Admin il Mer Set 02, 2009 8:39 pm

una bacheca che ti risponde, su esclusivi temi tecnici. Il secondo forum non è stato soppresso (sarebbe stato il massimo traguardo), per i motivi spiegati più sopra, ma appare tramortito, è simile ad un territorio che ha subito la guerra ed i bombardamenti, una terra desolata dalla quale sono fuggiti quasi tutti gli abitanti e tutti i turisti, una terra dove nessuno dei pochi superstiti ha più voglia di tensioni. Chi si presentasse a fare del casino verrebbe automaticamente lasciato solo.


Ma come ha fatto il Capo a vincere, a superare quegli ostacoli di cui si diceva, la riottosità del Tizio ed il suo orgoglioso puntiglio ?


Dopo il post antisemita, il Capo ha capito che non si poteva più tergiversare né rischiare. Ha raccolto le proprie forze ed ha convocato il Tizio. Un grande leader sindacale è abituato anche alle trattative più dure, e sa fare capire alle sue controparti quando non è più disposto a cedere, costi quello che costi, costi perfino un pesante sputtanamento, con ombre durature sulla propria immagine.
Ma sa anche giocare d’astuzia, sa lusingare e promettere. Ha convinto il Tizio che la sua missione poteva considerarsi conclusa, compiuta con successo (cosa in buona parte vera). E gli ha promesso una formidabile soddisfazione per il futuro, da preferirsi all’annientamento di entrambi, che sarebbe stato il prezzo di un loro braccio di ferro.


Per il futuro: la vittoria elettorale a me, dice il capo, e a te prometto…a te prometto…un trionfo… la tua riabilitazione piena, la testa di Pomodoro, ed infine…IL RITORNO DEL CAPITANO !!!!
FINE

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