Gente da museo.

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Gente da museo.

Messaggio  Bianca il Ven Set 25, 2009 1:08 am

C'è la coppia di mezza età : i due arrivano belli decisi innanzi al portone d'ingresso tuttavia quando scoprono che, udite,udite bisogna pagare addirittura 2 euro per il biglietto d'ingresso, confabulano un po', poi se la danno a gambe levate.
Se la gentile custode gli si para davanti e sorridendo chiede loro "posso esservi utile?", puntualmente le viene risposto "ehhhh, volevamo dare un'occhiata. Ehhhhhhh, semmai veniamo un' altra volta oggi non abbiamo tempo". E non li vedi più.


Poi il mini gruppetto, ordinariamente composta da tre o quattro anziani, capitanati da un donnone che con cipiglio arriva innanzi alla biglietteria e categoricamente esclama "Noi abbiamo più di 65!", come dire "Guai a te se provi a fregarci facendoci pagare il biglietto". Quella più messa male del gruppetto si siede in sala e resta lì muta a guisa di istallazione.Gli altri fanno il giro completo al seguito del donnone, che a fine visita sfoga sul povero custode, quasi fosse colpa sua, il proprio disappunto sulla struttura dell'edificio museale, quindi sul fatto che in Italia s'investe poco nella cultura, che in Francia/Belgio/Olanda "hanno quattro sassi e li sanno valorizzare" etc ...

Poi c'è quella che viene perché deve far passare il tempo: l'amante ha avuto un contrattempo quindi nell'attesa ti ritrovi 'sta qua in museo, tutta in tiro, che qualche custode uomo ci prova anche a dire una parolina garbata per agganciarla, ma quella si muove con il piglio di chi dice "Gli uomini sono tutti bastardi". Fa un giro veloce, scazzatissima e quando poi ti avvicini per illustrarle come prosegue l'itinerario di esposizione, ti risponde "Devo andare, sarà per un altra volta! Adesso ho un appuntamento". L'avevano capito anche le statue.

Comunque nei musei vengono più spesso belle donne che begli uomini. Forse spruzzano un repellente all'ingresso. In linea di massima i begli uomini un tempo si presentavano con una cadenza biennale, almeno stando a quanto raccontano le custodi più grandi (cioè con più anzianità di servizio). Dato che siamo in tempi di crisi, la frequenza ormai è quinquennale. Se per qualche fortunata congiuntura astronomica, cometa di Halley et similia, la custode femmina è in procinto di relazionarsi con un utente maschio che le fa una domanda in cui ella può dar sfoggio al suo repertorio storico-letterario , ecco che viene puntualmente interrotta da dalla visitatrice-scocciatrice di turno "scusi, ma io vorrei sapere..." Ma perchè non ti compri un libro?! E non si fa in tempo a rispondere, o meglio a liquidare frettolosamente l'impicciona, che lui, il Bello del Quinquennio, è scomparso per sempre.

In genere però la custode donna si trova suo malgrado ad essere l'oggetto di desiderio di una specifica tipologia di visitatore: maschio, di solito milanese, l'età oscilla tra i 55 e i 60 anni,ma anche oltre, insomma uno che pensa ancora alla carriera piuttosto che alla pensione, anche quando sarebbe però il caso che pensasse proprio a questa.
Capita in museo, ti spiega, perché casualmente si è ritrovato in vacanza senza la seconda legittima consorte, di solito giovanissima. Più che i pezzi in esposizione restato colpito da un idrometro, quindi tocca spiegargli che quello non è in vetrina per essere ammirato. Dopo un po' ti racconta che ha un figlio grande con la prima moglie con cui è rimasto "in ottimi rapporti"e in questo momento sta attraversando una crisi esistenziale. Si era capito. Si ripresenta dopo qualche giorno e portando in dono alla custode niente meno che un idrometro.

da continuare

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Re: Gente da museo.

Messaggio  Bianca il Sab Set 26, 2009 9:53 pm

In taluni periodi il grosso dell'utenza dei musei è costituito dalle gite scolastiche: quelle più impegnative per i poveri custodi, sono le scuole medie. I ragazzi sono nella fascia anagrafica che è più propensa ad atteggiamenti strafottenti: i maschi molto spesso sono brutti a vedersi, indossano delle brache esageratamente larghe da cui spunta il bordo delle mutande , le femmine sono truccatissime, con la pancetta nuda anche in pieno gennaio, così che ogni tanto te ne sviene qualcuna in museo.
Complessivamente hanno l'aria di stare a prenderti anche un po'per il culo. Alle volte ti fanno pure il verso.
Se il custode li rimprovera, invitandoli a non fare casino, le professoresse lo guardano risentite.
Le insegnanti delle medie infatti sono di solito quelle più incasinate: una volta arrivate al museo, aspettano la guida a lungo prima di rendersi conto che non l'hanno prenotata,quindi si danno la colpa l'una con l'altra dei disguidi relativi alla visita, anche perché spesso non si conosco nemmeno tra colleghe, dato che ogni anno le cambiano di istituto.
Sempre più rare quelle splendide donne,dai capelli sempre in ordine (guai andare in gita senza messinpiega!) per lo più maestre elementari, che prima di fare entrare i ragazzi in museo li arringano inflessibili "Questo è un museo! qua dentro non si parla! non si tocca niente! qua dentro si sta in silenzio! Ci siamo capitiiiiiiiiii?"
E i bimbi a due alla volta, tenendosi per mano, sfilano davanti al custode augurandogli il buongiorno e quando se ne vanno ringraziano per la visita.

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Re: Gente da museo.

Messaggio  Bianca il Lun Set 28, 2009 7:45 pm

Complice la stagione estiva, non è raro ritrovarsi all'ingresso del museo visitatori a torso nudo, oltretutto in coerenza con la casistica menzionata sopra, non è che ti si pari innanzi dei Richard Gere prima maniera ( American Gigolò), ma piuttosto dei pensionati orgogliosi della loro panciona, manco fossero puerpere all'ottavo mese di gravidanza. Oppure striminziti e grigi impiegati dalla pancia floscia(n.d.r. ci sono milioni di italiani che bazzicano le palestre per scolpirsi la tartaruga, possibile che nei musei si vedano solo lumaconi?)
In genere l'approssimarsi di una figura femminile che indossa il reggiseno del bikini, riscuote l'approvazione del personale maschile in servizio al museo, insomma, di qualsivoglia forma e taglia, la visione di un paio di tette, spezza il tran tran lavorativo, se non che un museo è pur sempre un museo ed ecco che scatta la custode a reprime l'impudicizia altrui.
In linea di massima è preferibile infatti che sia una custode femmina ad affrontare certe situazioni, anche perché è antipatico che un uomo, quantunque custode, vada da un altro a dirgli di coprirsi, ancor più spiacevole, a mio giudizio, che sia un custode di sesso maschile a ricordare alla visitatrice discinta, quelle regole di buona educazione che insegnavano le brave mamme di un tempo. Anche perché ogni è più facile che in museo ti ritrovi le mamme in hot pants. Insomma non sta bene che un custode dica "signora, si rivesta!".
Chi scrive affronta certi problemi con molta, moltissima cautela "mi perdoni, cortesemente, se fosse possibile, sarebbe opportuno che la signora/ il signore si coprisse le spalle...certo oggi fa davvero caldo, però sa, questo è un museo, ci sono altri visitatori...".
Non molto tempo fa mi sono relazionata con una giovane donna che si è presentata appunto con il reggiseno del bikini e non appena io le ho chiesto se per cortesia, bla, bla...si è scusata e immediatamente si è levata il pareo per avvolgerselo intorno alle spalle.
Cioè praticamente per coprirsi il seno, si è scoperta il fondoschiena.
La stagione estiva comunque impone in ogni caso un abbigliamento piuttosto disinvolto al pubblico femminile: e così ti ritrovi magari l'ennesima bella ragazza della giornata, con indosso una striminzita gonnellina leggera, che con grande interesse si china a leggere una ad una le didascalie che illustrano le collezioni.
E così tu fissi con apprensione il tuo collega over 50 che a fronte di tanta brama di cultura inizia a sudare copiosamente.

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Re: Gente da museo.

Messaggio  Bianca il Lun Set 28, 2009 10:35 pm

Il visitatore più pernicioso per il personale di custodia è colui che coltiva da autodidatta la disciplina inerente il materiale contenuto in museo, in genere si tratta di un esperto di storia locale,il più delle volte insegnate in pensione o impiegato comunale. Quest'individuo ogni volta che va a fare un giro con il cane nella collina dietro casa, s'imbatte puntualmente in straordinarie scoperte storico-archeologiche-artistiche etc. che ottengono addirittura qualche trafiletto sul quotidiano locale.
Avendo esaurito la sequela di amici e conoscenti con il resoconto dei propri studi,anzi diciamo che proprio non ne possono più, l'autodidatta trova finalmente colui che deve per forza di cose soggiacere in sua balia: il povero custode. Il tizio in genere attacca bottone chiedendo al personale di sala se è esposto un pezzo che lui si ricorda di aver visto in museo nel 1953. Chi è più sveglio tra il personale in servizio capisce l'antifona e cambia immediatamente sala, chi resta, non ha scampo. "Sa signorina, le voglio portare un libro che ho scritto..." siamo già alle minacce "perché vede io sempre avuto passione per queste cose...quando ero piccolo mio nonno mi portava nella tenuta della famiglia Tal dei tali, ora lei è troppo giovane, non se lo può ricordare", si appunto, non lo posso sapere! Ma lui imperterrito, con aria sognante ricorda i bei tempi andati " erano brava gente, avevano una figlia che andava a scuola con mia cugina...".
Quando il malcapitato o la malcapitata di turno, inizia a dar segni d'impazienza, guardandosi in giro alla ricerca di un collega che lo salvi, lui, l'autodidatta, lo capisce benissimo, ma fa finta di niente. E continua la sua solfa. Abbandona il museo dopo un paio d'ore e i custodi lo salutano con entusiasmo, perché finalmente si è tolto dalle scatole, se non che lui promette "poi ritorno a trovarvi!".

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Re: Gente da museo.

Messaggio  Bianca il Gio Ott 01, 2009 9:13 pm

I nostri connazionali sono persone fermamente convinte dell'importanza economica dei musei, solo che vorrebbero che nei musei ci andassero "gli altri" e comunque la maggioranza degli utenti pagando un biglietto irrisorio o comunque modesto, vorrebbero trovare pubblicazioni patinate e gratuite e un guida, o meglio un tuttologo personale che risponda a tutte le loro curiosità, tipo quando la fanno la sagra della frittella a Pian del Pisto, oppure dov'è qua vicino un ristorante che si mangia bene e ovviamente si spende poco. Beh, magari! se lo sapessi ci andrei io!
Poi ci sono le domande strettamente scientifiche, cioè sei innanzi al ritratto della mamma di Dagoberto I e se non che ti viene chiesto seccamente dal diffidente di turno "Come fate a saperlo?", che sottintende il significato "Mi state raccontando una balla! Voi non l'avete mai vista in faccia!".

Sarà che c'è la crisi. E così c'è quello che su 2 euro di biglietto vorrebbe sapere se c'è lo sconto dei soci Coop, poi c'è quella che pretenderebbe la riduzione per insegnanti dato che lei ha fatto la maestra volontaria all'asilo dove va il suo bimbo. Poi c'è quello che vorrebbe il biglietto gratis in virtù del titolo di laurea, perché ha fatto Lettere con indirizzo Artistico. Si ma 10 anni fa!
Come rammentavo innanzi i visitatori oltre i 65 anni non pagano e allo stesso modo entrano gratis nei musei le gite scolastiche. Ci sarebbe da considerare tuttavia che gli over 65 oggi sono gli unici con un reddito sicuro, non è che sarebbe sbagliato fare qualche agevolazione anche ai lavoratori precari. E le scolaresche? E questi bimbi che sfoggiano macchine digitali e telecamere che costano quanto un semestre di maggiorazioni? Roba che se il custode tira fuori il suo telefonino un po'd'antan, cioè un telefonino di quelli che serve "solo" a telefonare 'sti ragazzini lo guardano con commiserazione.

Tra le guide turistiche e i custodi le relazioni non sono sempre facili (a meno che le guide non siano delle bonazze). Alle volte quando le guide non hanno voglia di spiegare una collezione, oppure proprio non sono preparate su un determinato argomento si giustificano con la gita che conducono dando la colpa ai custodi che tengono chiusa quella specifica sala:" un vero peccato!", oppure se i custodi in turno sono di quelli più affabili, gli dispiace accusarli e allora li giustificano, si fa per dire "sono in pochi...sa i tagli...". Salvo poi dover inventarsi una scusa su due piedi quando invece il custode colmo di buone intenzioni, si accinge ad aprire ciò che loro vorrebbero fosse chiuso "ehh...ma veramente ora dobbiamo proprio andare al ristorante, abbiamo prenotato!".

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