IL FENOMENO DI MAIO

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Messaggio  Admin il Mar Mag 22, 2018 11:54 pm

IL FENOMENO DI MAIO

Questo giovanotto è un esempio eclatante della nostra petizione di principio: l'intreccio perenne del bene e del male, intreccio visto come qualità di ogni ente. Da parte di alcuni giornalisti anziani, che sono sempre carichi di livore (io penso a Vittorio Feltri, ma non è l'unico) e dai loro sbrigativi e polemici imitatori che imperversano nei “social”, piovono giudizi di disprezzo per la giovane età, condita di inesperienza e dunque di presunta presunzione e faciloneria, di questo giovane uomo. Tali critici non prendono in considerazione nemmeno per un momento che potremmo trovarci di fronte ad un genio, e che i trent'anni di un genio valgono più dei sessanta di un semplice grande statista. Se Di Maio sia un imprudente oppure un genio, io tengo per ora il giudizio in sospeso, perché mi ritengo percettivamente acuto e più di una volta “Giggino” mi ha dato una impressione di genialità.
In ogni caso, la sicurezza e scaltrezza di un debuttante come Di Maio danno naturalmente fastidio agli uomini di una certa età, come chi scrive queste note, soprattutto se essi hanno praticato l'arte della politica nella loro vita, perché da sempre gli anziani presumono di sapere qualcosa in più dei giovani. Quando poi Di Maio fa il furbo per mettere nel sacco pure noi uomini più che maturi, la nostra irritazione sale ancor più e può diventare rabbia. E “Giggino” fa senz'altro il furbo e lo fa da sempre, è un dato sempre più chiaro. Fa il furbo da quando finse di essere un grillino, mentre lasciava che un istrione-sognatore creasse una comunità di “pensiero” e di sentimenti sempre più grande e sempre più convinta (ad ognuno il suo: solo Grillo aveva il carisma per questa impresa), una comunità che poi Di Maio avrebbe cercato di guidare trasformandola in partito politico, ovvero nell'esatto contrario di quella connotazione originaria, che era stata sempre rivendicata con sfida ed orgoglio. La trasformazione si sta compiendo oggi, in un modo incredibilmente non traumatico e indolore. Strada facendo, Di Maio aveva lasciato intendere talvolta, con dei minimi dosaggi molto prudenti della sua vera anima, che quest'anima era molto diversa da quella del padre-padrone del movimento, quel padre padrone che oggi viene spodestato senza colpo ferire. La sua anima era ed è diversa, è quella di un politico vero e per nulla democratico nello spirito, nonostante la pratica delle votazioni online (un tributo alle origini, che i tempi non sono ancora maturi per superare). E questo politico vero sta compiendo un capolavoro che avrebbe fatto invidia ad Andreotti: la trasformazione del movimento nel suo contrario, come si diceva, senza perdere i consensi ed anzi accrescendoli.
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Re: IL FENOMENO DI MAIO

Messaggio  Admin il Gio Ago 16, 2018 9:35 pm

Di Maio mi sta piacendo, al governo. Nell'ultimo tragico caso del crollo del ponte di Genova, io condivido il giudizio di Francesca Donato: "Comunque anche in questa funesta circostanza, sono piacevolmente sorpresa dalla coerenza e chiarezza delle posizioni assunte dal Governo. In particolare Di Maio si rivela inflessibile e coraggioso non meno di Salvinì". Prima d'ora, qualche parola spesa contro l'arroganza e lo strapotere dei potentati europei e contro la dittatura dei mercati (ha detto che l'Italia resisterà al rialzo dello spread, e non si farà intimidire), e qualche presa di posizione che rivela la sua anima cattolica (il no alle aperture domenicali degli esercizi commerciali), che a me non può che fare piacere. Di Maio mi piace e gli voglio bene. Ma devo essere intellettualmente onesto, a dispetto della mia componente emotiva, per cui: ho condiviso il fastidio di Massimo Cacciari quando in televisione esprimeva la sua TOTALE CONTRARIETA'  
allo stile spregiudicato di Luigi Di Maio: se si cambia posizione sull'euro, e su altri temi nevralgici, bisogna dire ai cittadini perché si ha operato questo cambiamento, ed in prima istanza riconoscerlo! Oggi  ben pochi elettori si accorgono e si indignano di questi cambiamenti, compresa l'ultima virata, relativa agli aeroplani da combattimento F35. La base del movimento è ormai una base di tifosi decerebrati, come Beppe Grillo la ha voluta (tragicamente).
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Re: IL FENOMENO DI MAIO

Messaggio  Admin il Sab Ago 18, 2018 9:30 pm

Di Maio sta posponendo tutto: la coerenza, che è un suo principio da sempre conclamato, la dignità sua personale, del movimento e dei suoi attivisti; tutto sta posponendo al reddito di cittadinanza. Per raggiungere quell'obiettivo è necessario infatti tenersi buoni determinati poteri forti, con i quali lui ha di certo fatto patteggiamenti segreti, perché in Italia, anche se hai il consenso popolare, non puoi governare se certe forze non ti vogliono. Lui ha fatto patteggiamenti segreti: la mia intuizione me lo dice con certezza ma di più non posso dirvi, se no cadrei in un ossimoro. Lui, proprio lui, che incarnava il mito della trasparenza e del rimettere alla base le decisioni che contano! Dio sa quanto io soffrivo nel vedere Grillo e Casaleggio andare, e portare il movimento, da una parte così sbagliata come la democrazia di base a suffragio diretto, che secondo me ed anche secondo il Di Maio attuale è una forza pericolosa, che può diventare distruttiva ed autodistruttiva. Di Maio, tutto sta posponendo al reddito di cittadinanza, ed io gli sto perdonando tutto, e resto suo simpatizzante e sostenitore, in vista di quell'obiettivo che mi sta maledettamente a cuore. Ma credo improbabile che il reddito di cittadinanza venga realizzato, per ragioni che vi esternerò un'altra volta. Se sarà un aborto o un fallimento, povero Di Maio a quel punto! Avrà contro non solo tutto il meridione italiano che ha illuso, ma anche individui maturi e tranquilli, uomini di pensiero come Massimo Cacciari ed il sottoscritto. Rendere testimonianza alla verità è la mia missione di vita, e per amore di Luigi e del suo progetto politico, ho taciuto finora. Ed ho soffocato la mia rabbia nel vedere morire "senza farti un saluto" e senza un perché esplicito e condivisibile, istanze sentite come il "NO EURO", il "NO F35"  e il "NO TAV" (quest'ultimo NO è stato sostituito da un NI, ma io voglio il NO). Avrei voluto esprimere il mio sdegno ed il mio disgusto per questa separazione spregiudicata e completa dell'etica dalla politica, operata da "Giggino" con assoluta disinvoltura. Ma io non sono Massimo Cacciari: non ho i suoi talenti, la sua possibilità e capacità di andare in televisione, e poi... IO VOGLIO IL REDDITO DI CITTADINANZA. Se non sarà attuato, Luigi avrà tutta la società italiana, me compreso, inferocita contro di lui. Che Dio gliela mandi buona, anche perché gli voglio bene. Se poi Giggino saprà resistere alla caduta del suo cavallo di battaglia restando in piedi e pure rimanendo a combattere. non sarà soltanto un fenomeno, ma IL FENOMENO DEI FENOMENI POLITICI.

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