Le contraddizioni nel Movimento 5 Stelle: Il caso-Genova

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Le contraddizioni nel Movimento 5 Stelle: Il caso-Genova

Messaggio  Admin il Gio Mar 23, 2017 8:46 pm

Movimento 5stelle: i nodi vengono al pettine

Lo avevo previsto, ma speravo che succedesse più tardi. Che i nodi venissero al pettine. Speravo si facesse in tempo a conquistare il governo ovvero il potere, prima della resa dei conti con la realtà. Uso il “noi” perché anch'io sono un sostenitore del movimento 5 stelle, ancora adesso, e credo che lo sarò ancora per un po' di tempo: mi affido a quel carro, e con le mie deboli forze e possibilità spingo lo stesso carro verso determinati traguardi. Quando è esploso il caso Genova ho temuto il peggio; ma il peggio, ovvero il crollo nei consensi o un forte calo di fiducia degli elettori, sembra non arrivare: negli ultimissimi sondaggi si palesa addirittura una crescita impetuosa, addirittura un boom nelle preferenze del corpo elettorale. Sono stato questa volta superficiale, non avendo tenuto conto di quanto poco il popolo italiano abbia una vocazione democratica, e di quanto poco valorizzi la coerenza (un poco sì, ma non più di tanto). Ma è pesantissimo il travaglio della parte migliore del movimento, di quelli che occupano posti, o meglio svolgono ruoli importanti nel corpo dell'organizzazione, di quelli che hanno sulle spalle una lunga esperienza di militanza nel sociale, di quelli che nella democrazia e nella coerenza ci credono, di quelli che sono sempre più a disagio nel dover convivere con una base di tifosi decerebrati e intolleranti (teppisti, come loro stessi li definiscono, a detta de “Il Fatto Quoidiano”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/17/genova-grillo-kali-defenestra-la-candidata-m5s-e-segna-autogol/3458590/ ). Si dice che lo stesso Di Battista, che è un puro idealista, sia rimasto assai turbato dalla recente decisione del leader, ed immagino quanto debba costargli quella maschera sotto la quale nasconde il suo stato d'animo, quella faccia da imbecille sorridente, quella faccia da ipocrita con la quale risponde nelle interviste “io mi fido di Beppe”). E lui si fida senz'altro, come mi fido io, come si fidano quasi tutti nel movimento; ma per alcuni il prezzo da pagare è altissimo. Perché sono (ancora) dei democratici, perché nella democrazia ci credono. Io non pago quel prezzo, perché il bagno nella evidenza della “insostenibilità della democrazia” lo ho già fatto (v. http://vivaibidelli.forumattivo.com/t608-riflessioni-sulla-democrazia-e-sulla-sua-fine ), ho già fatto in me stesso un sofferto funerale a quell'ideale della mia giovinezza e della mia maturità (che nel mondo occidentale non si presenta più neppure come ideale, ma come ovvietà, come norma di vita “normale”, come profilo del bene, del giusto, del vero). Lo zio Beppe forse non paga alcun prezzo, essendo un “praticone” illuminato, poco vulnerabile dai problemi teoretici e di idealità. Ed è pure un impulsivo su tutto, uno che dopo aver sacralizzato la democrazia è capace di rinnegarla da un giorno all'altro, senza soffrirne. Siamo solo al primo passo, con la salutare scoperta della necessità di un controllo superiore alla base, sugli orientamenti della base stessa. Ma l'opera si compirà alla svelta, con il sacrosanto ripudio della democrazia. Zio Beppe è veloce, è un intuitivo in osmosi con la realtà, ed è quasi veloce nel cambiamento quanto quella. Non avrà nessun pudore, nel rinnegare o superare l'idea di democrazia. Ma io penso ai migliori dei suoi, dei nostri: sono quelli a me più affini, sono come ero io fino a pochi anni fa. Patiranno delle pene vicine alla soglia della pazzia. Sono quelli a me più vicini: altro che la base dei tifosi ultras, intransigenti e violenti come tutti gli ultras! Beppe è più vecchio anche di me, ed è stato obiettivamente un incosciente, per non dire un criminale, a drogare loro e la base del movimento, di democrazia. UNO VALE UNO, “STO CAxxO!” NON E' COSI' E NON DEVE ESSERE!!! ANCHE PER IL BENE DI QUELL'UNO!

Nel mio piccolo, ancora una volta devo assaporare in me stesso la costante più amara, ripugnante e basilare di questa vita, ovvero la regola della contraddittorietà interna al reale. Mi sento umanamente tanto vicino ai libertari, ai perplessi e/o indignati, sento la loro sofferenza. Mi sento emotivamente lontanissimo dallo zio Beppe, e non da oggi. Ma la mia ragione, nella fattispecie attuale “dà ragione” allo zio Beppe, come ha fatto lo scorso martedì Massimo Cacciari a “Di Martedì” ( http://www.la7.it/dimartedi/rivedila7/dimarted%C3%AC-puntata-21032017-22-03-2017-208053 ). Per fortuna non si perdono i consensi popolari, ma si perde la parte migliore del movimento, o la si incrina. E si deve pure assistere ad uno spettacolo ignobile, ripugnante. Mi spiego: a tutti gli uomini di buona volontà dà fastidio che il popolo venga chiamato, e sobillato, a eliminare Gesù e salvare Barabba. Dà fastidio anche ai non credenti, perché si tratta comunque di preferire un colpevole a un innocente, condannando a morte quest'ultimo. Ma a me e a quelli a me affini, dà ancora più fastidio che la volontà di una comunità piccola venga violentata dalla comunità più grande della quale la comunità piccola fa parte, nella sfera di interessi e diritti esclusivi della comunità piccola. Anche questo caso di violenza è dovuto alla incoscienza dello zio Beppe. Prosit, andiamo avanti. Verso il governo Di Maio, o Appendino.    


Ultima modifica di Admin il Sab Mar 25, 2017 1:01 am, modificato 5 volte

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L'Intuitivo (Beppe) e il Normalizzatore (Cassaleggio senjor/junior)

Messaggio  Franz il Gio Mar 23, 2017 9:50 pm

Condivido del tutto questo articolo sulla "svolta autoritaria" pentastellata, sia razionalmente che emotivamente.
Voglio aggiungere un piccolo ulteriore elemento di riflessione.
Zio Beppe è un formidabile intuitivo, allo stato selvaggio, e incapace di pianificazione razionale.
E' per questo che si buttò fra le braccia di Gianroberto Casaleggio, che gli garantì un disegno e una struttura robusti, capaci in teoria di reggere l'urto dei piani ambiziosissimi anche di quest'ultimo.

Ma Casaleggio era un uomo di comando, che non andava per il sottile, e ha sempre preferito l'ubbidienza al merito.
Da molti anni (inizialmente con amara sorpresa) leggo le voci di singoli o gruppi epurati dal movimento e trovo spesso nella loro risentita amarezza molte ottime ragioni.

Mi viene da chiedermi se Casaleggio stesso, e ora il figlio Davide (che sembra proseguire senza scrupoli quel ruolo di 'tirannello ex-machina' che fu di suo padre) abbiano davvero mai creduto al dogma della democrazia dal basso, e della volontà popolare come quanto di più desiderabile ci sia nella cosa pubblica.
Anch'io continuo a sperare nel Movimento: solo da quelle parti echeggiano ancora, e spesso, tematiche e voci assolutamente attuali e rispondenti alle pressanti urgenze della realtà.
Ma il mio entusiasmo è ogni giorno minore, e, come scrivi tu, temo che anche i più intelligenti e illuminati finiscano per essere annichiliti sotto il peso della contraddizione.

Franz

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Re: Le contraddizioni nel Movimento 5 Stelle: Il caso-Genova

Messaggio  Admin il Sab Mar 25, 2017 11:51 am

Cassimatis querela Grillo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/24/m5s-genova-lex-candidata-cassimatis-querela-per-diffamazione-beppe-grillo/3473870/
Mi insegnò un grande avvocato che "chi non è pulito non fa querele". Brava Cassimatis, so quanto debba esserti costato questo passo, ma è segno che sei del tutto pulita. Sia umiliato Beppe Grillo. Tutta salute. Ne ha bisogno, ne ha diritto e gli fa bene. Ha tanto bisogno di un bagno di umiltà per migliorare ancora. Sia umiliato Beppe Grillo.

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Re: Le contraddizioni nel Movimento 5 Stelle: Il caso-Genova

Messaggio  Admin il Sab Mar 25, 2017 7:47 pm

A Genova vi era un rischio infiltrazione, che venissero eletti dei futuri probabili (ma non certi) traditori? Caro Beppe, LA DEMOCRAZIA E' UN RISCHIO, UN RISCHIO TREMENDO. Non si può esaltare ogni minuto la democrazia, ed estremizzarla nelle sue applicazioni, e non volerne correre i rischi.

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