FRANCESCA DONATO E IL MOVIMENTO CINQUE STELLE

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FRANCESCA DONATO E IL MOVIMENTO CINQUE STELLE

Messaggio  Davide Selis il Mar Apr 08, 2014 7:41 pm

Fra le mie amicizie virtuali, che talvolta diventano reali, ne ho contratta una di recente; in quel meraviglioso canale comunicativo che è TWITTER ho realizzato una "amicizia" che è il mio fiore all'occhiello. Si tratta niente di meno che di Francesca Donato, la brillante e avvenente avvocatessa che guida il movimento per l'uscita dall'EURO. Si, proprio Lei, la travolgente bionda e bella Signora che è stata più volte ospite a Ballaro' ed in altri importanti programmi televisivi. La mia personale posizione sul suo cavallo di battaglia è ancora dubbiosa nonché timorosa, e verrà trattata in un topic a parte, nella sezione deputata alle grandi contraddizioni; qui ed ora, anticipo soltanto che pure io propendo per la necessità di abbandonare la moneta unica europea, ma questo passo mi pare ad alto rischio ed ho dei motivi molto personali per temerlo.
Di recente, "ladyonorato" (è questo il nick prevalente di Francesca) ha pubblicato nel suo blog una critica succosa e circostanziata al Movimento Cinque Stelle ( http://www.progettoeurexit.it/author/francesca-donato/ ), che è il mio principale referente politico, anche se non sono iscritto; ho promesso alla bella Lady una replica al suo articolo, ed ogni promessa è un debito, anche quando il nostro impegno è non sollecitato e perfino non gradito.
Per comodità di lettura e di critica, dedicherò il post successivo a questo, ad una trascrizione letterale ed integrale del testo in esame; in puntate successive tenterò quindi di offrire un mio commento.
(Continua)  

Davide Selis

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Lo scritto di Francesca Donato

Messaggio  Davide Selis il Mar Apr 08, 2014 7:45 pm

Continua:
Ed ecco l'articolo di Francesca Donato:
"Vista la crescente quantità di interrogativi che mi vengono posti su Twitter e Facebook circa la mia opinione sulle posizioni del M5S riguardo all’uscita dall’euro, all’idea di un referendum ecc., ritengo opportuno chiarire in questo post la mia opinione su tali argomenti e sul M5S in generale.
Premetto che sono stata per lungo tempo una sostenitrice del Movimento e delle sue istanze di onestà e correttezza nello svolgimento degli incarichi istituzionali, dell’appello alla solidarietà fra cittadini nella crisi, nel richiamo dell’importanza della partecipazione democratica del popolo alle decisioni politiche e nella denuncia dei misfatti dei poteri finanziari sovranazionali che indirettamente ci governano.
Ho sempre avuto e continuo ad avere la massima stima per i deputati grillini, nonché per i numerosi attivisti, mossi da profondo senso civico ed ammirevoli ideali che condivido in maggior parte.
Tuttavia, con l’andare del tempo, non ho potuto non restare delusa nel constatare l’assenza di un programma economico convincente e, ancor più, nell’assistere ad un modo di procedere di fronte ai nodi essenziali del confronto politico, che ha incominciato a preoccuparmi ed insospettirmi.
Riguardo ai contenuti, ad esempio, dalle iniziali posizioni di critica all’euro, espresse da Grillo pubblicamente ed in più occasioni, in cui prefigurava l’intenzione di perseguire la strada dell’uscita dall’Eurozona, si è passati a dichiarazioni di segno molto diverso, espresse da Casaleggio in vari contesti, nelle quali ha chiaramente espresso la sua contrarietà all’eurexit (dicendo che se abbandonassimo l’euro la lira varrebbe zero) e addirittura stoppando in maniera brutale le proposte dai contenuti euroscettici dei deputati del Movimento, ammonendoli di “non occuparsi di macroeconomia, ma di pensare a problematiche semplici”, ovvero a denunciare le piccole ruberie dei nostri parlamentari e altre questioni più “terra terra”. So da fonti certe che tale atteggiamento ha creato non pochi malumori e delusione fra gli stessi deputati.
Quando poi la linea di Grillo si è assestata sul “facciamo un referendum per la PERMANENZA dell’Italia nell’euro”, la realtà è divenuta chiara.
L’assoluta inammissibilità di un referendum del genere, secondo la nostra Costituzione – che dunque dovrebbe essere modificata ad hoc per consentirlo (con i tempi necessari, ovvero più di un anno), modifica su cui sarebbe a dir poco impervio trovare un accordo – evidenzia da sè come tale proposta sia un espediente ingannevole per non effettuare l’uscita dall’euro e posporre ogni decisione in merito a data da definire, sotto il pretesto che “devono decidere i cittadini”.
Che questo sia un pretesto, dovrebbe essere chiaro – oltre che per il fatto stesso dell’inammissibilità della procedura – per varie ragioni, tra cui: 1) la volontà popolare si esprime attraverso il voto ai partiti, nelle elezioni politiche, sulla base del programma dagli stessi presentato. Quindi il voto a maggioranza ad un partito che propone l’eurexit è la più chiara e forte espressione della volontà popolare; 2) il referendum viene invocato SOLO sul tema dell’uscita dall’euro, e non su altri punti del programma che meriterebbero un’indagine circa la reale condivisione popolare, come il reddito di cittadinanza o le politiche sul lavoro. Ma su tali temi, nessuna esigenza di “far decidere i cittadini” pare sussistere; 3) nonostante l’evidentissimo interesse da parte della base grillina nei confronti delle proposte degli economisti “no euro”, più volte invitati a convegni e seminari ed interpellati dagli attivisti, dai “responsabili economia” e dai deputati 5Stelle, mai una sola volta i “vertici” Grillo e Casaleggio hanno contattato gli stessi economisti, nemmeno per un incontro informale. Ciò dimostra l’assoluto disinteresse e la chiara presa di distanza dai fondatori del Movimento rispetto alle proposte concrete ed autorevoli di euroexit.
Per le suddette ragioni, per chi come la sottoscritta ritiene che l’uscita dall’euro sia questione fondamentale e prioritaria per il recupero della sovranità monetaria ed economica nel nostro Paese, il programma del M5S non può che essere bocciato.
Ma ci sono anche altri aspetti molto importanti su cui ritengo doveroso soffermarsi e riflettere.
Riguardo al secondo punto critico che ho sopra indicato, cioè il modo di procedere del M5S, ovvero il deferimento al sistema del voto online per le decisioni e le proposte di legge che i deputati hanno il compito di promuovere, ci sono forti elementi di perplessità su cui non ritengo giusto tacere.
Come tutti sappiamo, la peculiarità del M5S è che tutte le decisioni vengono prese dalla “base” (cioè gli iscritti al movimento tramite il blog) online, cioè attraverso un voto espresso sul blog stesso. In base ai voti espressi, si calcola la maggioranza dei favorevoli o contrari ad ogni proposta o questione data, e in tal modo si stabilisce la linea d’azione e la linea “politica” del movimento. Apparentemente, almeno. Già, perché sarebbe il caso di chiedersi se davvero le cose stiano così.
Presupposto essenziale per la veridicità ed autenticità di tale sistema dovrebbe essere l’assoluta certezza del corretto funzionamento del sistema di voto online e l’indubbia attendibilità dei risultati. In pratica, dovrebbe essere garantito un sistema di controlli sui meccanismi di funzionamento, da parte di autorità indubbiamente indipendenti. Ma tale garanzia esiste? In parole povere, chi può controllare che il meccanismo di conteggio dei voti online funzioni correttamente? Chi può garantire l’assenza di eventuali manomissioni? Chi può esaminare l’elenco degli iscritti, il numero dei votanti, le percentuali di voto e certificarne l’attendibilità?
A quanto mi risulta, nessuno. Può essere che non sia così, ed in tal caso attendo informazioni chiarificatrici. Ma se invece il meccanismo è “blindato”, come a me risulta essere, in quanto la piattaforma software che gestisce il blog fa capo ad un server con sede negli Stati Uniti, non è soggetta ai report di Google come tutti i siti web e quindi ha un’attendibilità unicamente autoreferenziale, tutta la credibilità del meccanismo dipende da un unico parametro assiomatico: l’assoluta correttezza e buonafede della gestione dell’intero sistema, da parte del ramo della società che se ne occupa, che fa capo a Casaleggio.
Orbene, fondare un movimento su una presunta democrazia diretta, quando il suo corretto funzionamento è rimesso al volere di un singolo soggetto privato ed esente da ogni controllo, mi sembra francamente una colossale presa in giro.
E le ragioni per dubitare della totale sincerità e coerenza con gli ideali del Movimento dei leaders Grillo e Casaleggio, purtroppo, ci sono e sono gravi.
In primis, non è mai stata chiarita la fonte dei finanziamenti di cui il M5S ha avuto disposizione per creare la propria struttura, a cominciare proprio dalla piattaforma web. A detta di esperti, difatti, l’enorme mole di traffico dati che transita dal blog di Beppe Grillo, che di fatto è la “sede” del M5S, richiede una struttura dati altrettanto imponente, la quale ha dei costi di gestione, sin dall’inizio, molto elevati. Grillo non ha mai spiegato dove ha trovato tali risorse. Di certo non possiamo credere che siano state le contribuzioni volontarie dei grillini a sostenerli e a continuare a coprirli costantemente.
Quindi devono esserci stati, ed esserci tuttora, cospicui finanziamenti dietro la nascita e la crescita del Movimento. La cui fonte rimane ad oggi sconosciuta. E converrete con me che l’individuazione dei finanziatori, in un movimento politico, non sia un dettaglio irrilevante.
Inoltre mi lascia perplessa proprio la posizione di Casaleggio nel consesso imprenditoriale internazionale. Il fatto che partecipi ad incontri a porte chiuse in circoli elitari riservati a membri dell’alta finanza mondiale, come il Forum Ambrosetti di Cernobbio, mi sembra in leggera contraddizione con la dichiarata estraneità agli interessi dell’alta finanza, delle banche e dei “poteri forti”, sbandierata da Grillo e dagli stessi deputati grillini nei vari comizi.
Infine, scendendo nel merito di alcuni importanti passaggi politici ormai trascorsi, mi risulta di difficile comprensione la scelta, ad esempio, di non indicare alcun candidato premier alle scorse elezioni politiche. Che senso aveva? Se avesse vinto le elezioni, chi si sarebbe proposto al Paese come Presidente del Consiglio?
Ancora, non mi piace – come non piace a molti – la linea di tolleranza zero verso le opinioni critiche verso le posizioni di Grillo, per cui si mette al voto l’espulsione (puntualmente approvata, sempre “online”) dei “dissidenti”. L’aver proibito ai propri parlamentari qualsiasi espressione critica o posizione personale riguardo ai diktat impartiti dai vertici mi pare del tutto contrario ad ogni principio di libertà di espressione, pensiero e critica, che al di là dello “statuto non statuto” del Movimento, sono garantiti dalla nostra Costituzione, la quale peraltro proibisce il vincolo di mandato. Ma tutto ciò, ai grillini, pare irrilevante.
Ma la cosiddetta goccia che fa traboccare il vaso è la preannunciata sanzione, annunciata da Grillo pochi giorni fa, per i futuri deputati eletti al Parlamento europeo che si sognassero di intraprendere iniziative “autonome” o assumere posizioni “non in linea” con la volontà della base (individuata come sopra, sempre online) di ben 250.000 euro, oltre all’immediata espulsione. Ciò si traduce in un vero e proprio ricatto, un guinzaglio elettrico al collo dei futuri eurodeputati grillini, che verranno subito richiamati all’ordine con una scossa non appena avranno a manifestare un qualche proprio giudizio personale su qualsiasi contenuto politico.
Questo dimostra una volta di più che la verità è ben diversa da come ci viene raccontata dai fondatori del M5S.
Chi voterà quei candidati, non eleggerà loro, bravissime persone, animate da ideali e passione, capaci di ragionare, scegliere secondo coscienza e lottare per l’Italia come vorremmo. Ma eleggerà i due guru, che senza nemmeno candidarsi (e quindi assumersi di fatto personalmente alcuna responsabilità per errori o fallimenti) telecomanderanno i loro soldatini per far loro fare quello che vogliono.
E qui il punto finale è: cosa dovranno fare, cosa vogliono che facciano, veramente? La mia risposta, alla luce di tutto quanto si è visto finora, è: nulla.
Il fine reale è quello di autorizzare solo azioni estemporanee, di impatto mediatico, ma di nessuno reale spessore politico: fare un eterno “ostruzionismo” di maniera, senza mai realizzare alcun progetto preciso o alternativo a quello voluto dal sistema esistente, dal cosiddetto “regime”. Anche perché, alla luce dei fatti, tale progetto non c’è. C’è solo la volontà di raccogliere in un contenitore ermetico i voti della maggioranza dei cittadini esasperati, disperati, sapientemente orientati ad inglobare le cause di tutti i nostri guai nella “corruzione dei politici”, per tenerli poi quiescenti, a bagnomaria, e neutralizzarne la portata realmente rivoluzionaria.
Questa è la conclusione, amarissima, cui sono pervenuta dopo lungo riflettere. Può essere sbagliata, in tutto o in parte, ma per me è l’unica capace di spiegare le troppe incongruenze nell’azione del M5S.
Non pretendo di convincere nessuno, né di dispensare verità assolute. Ma la mia coscienza ed il mio irrefrenabile bisogno di dire sempre chiaramente quello che penso, mi obbligano ad affrontare questo spinoso argomento, nella speranza di spingere qualcuno a riflettere, indagare, cercare altre risposte e – perché no – smentire autorevolmente e con dati verificabili le mie affermazioni.
Cerchiamo sempre la verità, tutti quanti e tutti insieme. Senza verità e trasparenza, parlare di democrazia è un inganno.
5.04.2014
Francesca Donato"

Davide Selis

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Re: FRANCESCA DONATO E IL MOVIMENTO CINQUE STELLE

Messaggio  Davide Selis il Ven Apr 11, 2014 8:02 pm

Circa una presunta ipocrisia dei “vertici” del movimento riguardo all'uscita dall'euro, Francesca Donato a mio avviso cede alla propria natura passionale, a quella stessa carica di passionalità militante che è tanto benefica nei dibattiti televisivi. Ma la critica è tutt'altra cosa, e non si possono avere tutti i carismi.
Per quanto riguarda Casaleggio non è vero che il cosiddetto “guru” non voglia l'uscita dall'euro e la svalutazione competitiva; SEMPLICEMENTE non le vuole QUI ED ORA. Si riveda il filmato delle sue dichiarazioni: http://scenarieconomici.it/video-23-05-2013-casaleggio-se-usciamo-dalleuro-non-risolviamo-il-problema/
Secondo Casaleggio è necessario rimandare una eventuale (ma niente affatto esclusa) svalutazione competitiva a quando avremo risolto certi nodi strutturali della nostra economia: burocrazia, corruzione, inefficienza... Indubbiamente l'impostazione è diversa rispetto a quella di “ladyonorato”: quest'ultima vede il proprio paese in agonia come lo vede Casaleggio e intende praticare una terapia d'urto. Casaleggio non crede in questa terapia perché avrebbe per gli italiani il costo di non poter più fare le vacanze all'estero. Ora, se GianRoberto si preoccupa delle vacanze all'estero mentre il popolo non mangia più come prima e i produttori di ricchezza si suicidano, evidentemente concepisce una terapia migliore, tale da salvare ANCHE, PERFINO le vacanze all'estero. Vorrei che svelasse i suoi piani, o le sue speranze, vorrei che ci dicesse quale medicina o protocollo terapeutico auspica per la povera Italia. Ma se tace, come sta facendo, si rivela un campione di democrazia: non sta a lui prevaricare, sarà la base a decidere il da farsi quando il movimento avrà preso il potere in Italia.
(Continua)

Davide Selis

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Re: FRANCESCA DONATO E IL MOVIMENTO CINQUE STELLE

Messaggio  Davide Selis il Dom Apr 13, 2014 8:30 pm

Continua:
Passando ad esaminare la posizione dell'altro “vertice” del movimento, Beppe Grillo, la critica della Donato va ancora di più fuori bersaglio. Francesca infatti rinfaccia a Grillo la rivendicazione di un referendum, su di una materia che secondo la nostra Costituzione non può essere sottoposta a delibera con questa procedura. Ora, se l'Autrice dell'articolo che stiamo analizzando non fosse una persona di onestà morale indiscutibile, di evidente e limpidissima buona fede, diremmo che fa la furba, che gioca con le parole,o meglio con le idee. Se si raffredda per un momento (anche se a noi piace calda) e riflette, l'Autrice non può pensare che Grillo non sappia quello che Lei gli vuole insegnare, e che continui a non saperlo, e a portare avanti una istanza assurda facendo bruttissima figura. Nessun leader politico è così coglione, nemmeno Beppe Grillo. E' evidente che il referendum invocato da Grillo non sarebbe di tipo ABROGATIVO, ma CONSULTIVO, come prevede la Costituzione per sentire il parere del popolo riguardo a una determinata questione politica (una mera richiesta di parere legalmente non vincolante, quanto alla decisione successiva). Appurata la volontà popolare, questa verrebbe realizzata dai detentori del potere legislativo, secondo le stesse modalità "normali" che Francesca Donato propugna.
Ma la critica della gentile Autrice su questo punto, è più ampia ed articolata: “la volontà popolare si esprime attraverso il voto ai partiti, nelle elezioni politiche, sulla base del programma dagli stessi presentato. Quindi il voto a maggioranza ad un partito che propone l’eurexit è la più chiara e forte espressione della volontà popolare; 2) il referendum viene invocato SOLO sul tema dell’uscita dall’euro, e non su altri punti del programma che meriterebbero un’indagine circa la reale condivisione popolare, come il reddito di cittadinanza o le politiche sul lavoro”.
Tentiamo di replicare: 1) solo un partito o una coalizione che avesse la maggioranza ASSOLUTA dei suffragi, sarebbe legittimato moralmente a deliberare su di una questione che può significare SALVEZZA O ROVINA per il nostro popolo, per ognuno di noi. Con il sistema maggioritario ed i premi di maggioranza che esso contempla, ben difficilmente si ottiene questo esito.
2) Gli altri punti del programma, come il “reddito di cittadinanza” e le politiche sul lavoro, nei piani di Grillo e del movimento non tolgono nulla di tasca a nessuno, danno ai bisognosi senza togliere agli altri, e non rischiano di buttare un popolo nella miseria e nella disperazione. La differenza etica, di responsabilità morale per chi legifera, è evidente.
3)  Il terzo punto della critica si presta di più ad uno sfogo confidenziale, come potremmo fare noi nel nostro forum, che ad un blog come quello della Donato, strumento comunicativo deputato alla diffusione di idee e di programmi, e non di sensazioni, sentimenti, intuizioni; ovvero un blog che tende alla diffusione di un sapere di tipo “oggettivo e pubblico”, anziché “soggettivo e privato” = valido solo per chi ne condivide i presupposti.
Avendo l'Autrice confuso l'intimismo con la critica obiettiva ai contenuti di un pensiero, ho buon gioco a risponderLe che nessuno è tenuto a stimare né Lei né i suoi referenti scientifici, nessuno è tenuto a consultarli; io stimo Lei e me ne abbevero, ma per libera scelta... e potrei essere “no euro” anche senza stimarLa.
Il passo con cui “ladyonorato” conclude questa prima parte della sua disamina critica: “Per le suddette ragioni, per chi come la sottoscritta ritiene che l’uscita dall’euro sia questione fondamentale e prioritaria per il recupero della sovranità monetaria ed economica nel nostro Paese, il programma del M5S non può che essere bocciato”, se togliamo il termine “bocciato” che ricorda l'istituzione scolastica, la quale tende a valutazioni “obiettive”, e lo sostituiamo con “rifiutato”, è una conclusione davvero felice. Perché riporta il discorso nei termini iniziali: la confidenza di opinioni personali e di un sentire soggettivo. Aver abbandonato questa chiave deliberatamente soggettiva, per sostituirla con una critica “obiettiva”, è stato l'errore della Donato , che la espone a questa e ad altre critiche.
(continua)  

Davide Selis

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Re: FRANCESCA DONATO E IL MOVIMENTO CINQUE STELLE

Messaggio  Davide Selis il Sab Apr 19, 2014 7:02 pm

Continua:
Francesca Donato ha scritto il post che si sta commentando, poco prima che Beppe Grillo chiarisse del tutto il suo pensiero ed orientamento riguardo all'auspicato referendum sull'euro; lo ha fatto in questo articolo: http://www.beppegrillo.it/2014/04/il_referendum_s.html  
Dalla lettura ho tratto un sospiro di sollievo (non mi piace infatti perdere un confronto, nemmeno con una bella Signora): lo “zio Beppe” con le sue parole conferma la mia interpretazione, anche se chiama “referendum di indirizzo” quello che io ho indicato come “consultivo”; dal contesto è comunque evidente che si tratterebbe di un passaggio preliminare ad una decisione degli organi legislativi, per dare orientamento alla stessa determinazione. Sarebbe dunque l'identica procedura che io ho indovinato (un po' di esperienza politica e l'età matura mi hanno reso perspicace) e spiegato nell'intervento che precede questo. Conoscendo l'onestà, la carica etica di Francesca Donato, ritengo che trovi evidente quanto me, dall'articolo che ho linkato, che anche Grillo è onesto, per lo meno su questo tema, e non sta menando il cane per l'aia, o “ciurlando nel manico” per il gusto di perdere tempo, non affrontare mai il problema, FAR SOPRAVVIVERE L'EURO.
(Continua)

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Re: FRANCESCA DONATO E IL MOVIMENTO CINQUE STELLE

Messaggio  Davide Selis il Lun Apr 21, 2014 11:42 pm

Continua:
Proseguendo nella sua critica, la leader “euro-exit” tocca un vero problema, circa l'inattendibilità di una presunta democrazia diretta, affidata ad un sistema di voto “on line” che nessuno è in grado controllare. Paradossalmente, è lo stesso Casaleggio a darle ragione, in una recente intervista: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/20/m5s-casaleggio-chi-non-mantiene-gli-impegni-deve-essere-cacciato/958479/ . Ma il “guru” del movimento sostiene pure di voler ottenere una modalità affidabile di controllo dei risultati, per garantirne trasparenza e attendibilità, ed annuncia i tentativi che sta facendo per risolvere questo problema. La critica della Donato è formulata con un linguaggio perentorio e apodittico, e con toni aspri: “Orbene, fondare un movimento su una presunta democrazia diretta, quando il suo corretto funzionamento è rimesso al volere di un singolo soggetto privato ed esente da ogni controllo, mi sembra francamente una colossale presa in giro”.., e soprattutto confonde il punto di partenza con quello di arrivo. La colossale presa in giro denunciata dall'Autrice ci sarebbe davvero, se la metodologia attuale non venisse adottata soltanto nei primi vagiti di democrazia diretta, ma fosse concepita come forma stabile, definitiva e permanente, per la determinazione delle scelte del movimento.
Al momento attuale, è vero, mancano garanzie obiettive convincenti sulle votazioni “on line” praticate dai 5STELLE. Quindi è possibile dubitare, sul piano logico e teoretico, della validità di queste votazioni, quanto agli esiti. Ma sul piano pratico e del buon senso svanisce ogni dubbio se si pensa come siano uscite dalle tastiere dei cittadini elettori due decisioni politiche clamorose, due deliberazioni su questioni nevralgiche, prese contro i “desiderata” dei due leaders carismatici: quella relativa all'abolizione del reato di immigrazione clandestina e quella che ha imposto a Beppe Grillo di partecipare alle consultazioni per la formazione del governo attuale. Basterebbero questi due episodi, che sono maiuscole prove di democrazia e di coerenza, a fugare ogni dubbio e ad incutere un grande rispetto. Perché mai la Donato continua (anche in altri suoi scritti) a chiudere entrambi gli occhi su questi due momenti, due passi politici così alti da rasentare il volo lirico? Perché, nell'articolo che stiamo commentando ed in tante altre occasioni, la nostra Autrice, anziché puntare sui difetti politici reali di Casaleggio e di Grillo, li attacca proprio dove essi si dimostrano due campioni, di etica e di coerenza? Perché Francesca li vede nani, o addirittura vermi, laddove sono due giganti? PERCHè UNA PERSONA INTELLIGENTE, LUCIDA ED ONESTA, CONFONDE I GIGANTI CON I NANI? Ognuno può dare la sua risposta a questo quesito; io taccio la mia, della quale pure sono convinto, ma chiarisco soltanto che non credo sia un caso di malafede, e non stimo chi possa pensarlo.
(continua)    
   
   

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Re: FRANCESCA DONATO E IL MOVIMENTO CINQUE STELLE

Messaggio  Davide Selis il Mar Apr 29, 2014 7:17 pm

Continua:
Anche i più grandi pensatori cadono talora in certe ingenuità, che solo la grandezza del loro impianto concettuale può far perdonare: per esempio, Aristotele ideò le “sfere reagenti”. Francesca Donato è tipo d'azione più che di pensiero, ed inoltre è una donna: le perdoneremo di slancio dunque la critica poco avveduta che muove ai 5 STELLE , relativa al mistero del finanziamento del blog di Beppe Grillo, quel blog che è l'anima, la sede e la struttura portante dell'intero movimento.
(“In primis, non è mai stata chiarita la fonte dei finanziamenti di cui il M5S ha avuto disposizione per creare la propria struttura, a cominciare proprio dalla piattaforma web. A detta di esperti, difatti, l’enorme mole di traffico dati che transita dal blog di Beppe Grillo, che di fatto è la “sede” del M5S, richiede una struttura dati altrettanto imponente, la quale ha dei costi di gestione, sin dall’inizio, molto elevati. Grillo non ha mai spiegato dove ha trovato tali risorse. Di certo non possiamo credere che siano state le contribuzioni volontarie dei grillini a sostenerli e a continuare a coprirli costantemente”.
Quindi devono esserci stati, ed esserci tuttora, cospicui finanziamenti dietro la nascita e la crescita del Movimento. La cui fonte rimane ad oggi sconosciuta. E converrete con me che l’individuazione dei finanziatori, in un movimento politico, non sia un dettaglio irrilevante”).
Replicherò con le parole di un mio amico blogger e scrittore, il quale è un ardente “grillino”: “I finanziamenti "oscuri" per la gestione informatica del blog di Beppe Grillo avrebbero dovuto esistere anche molto prima della nascita del suo progetto politico, dal momento che il blog in questione era già uno dei più trafficati al mondo”.
Aggiungerò di mio: nessuno può impedire ad un ricco signore di spendere il suo denaro come meglio crede, prima nel giornalismo d'opinione e poi nell'attività politica...
(Continua)

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Re: FRANCESCA DONATO E IL MOVIMENTO CINQUE STELLE

Messaggio  Davide Selis il Sab Mag 03, 2014 1:07 pm

Continua:
“Inoltre mi lascia perplessa proprio la posizione di Casaleggio nel consesso imprenditoriale internazionale. Il fatto che partecipi ad incontri a porte chiuse in circoli elitari riservati a membri dell’alta finanza mondiale, come il Forum Ambrosetti di Cernobbio, mi sembra in leggera contraddizione con la dichiarata estraneità agli interessi dell’alta finanza, delle banche e dei “poteri forti”, sbandierata da Grillo e dagli stessi deputati grillini nei vari comizi”.
Cara Francesca, per fare dell'apostolato o della contestazione si va dappertutto. Forse tu non stai per entrare nel Parlamento Europeo, ovvero in una assise che è sempre stata la roccaforte della difesa dell'EURO? Forse che Beppe Grillo non volle partecipare all'assemblea del Monte dei Paschi di Siena? Eppure nessuno dei suoi avversari, nemmeno Francesca Donato, si è mai sognato di rinfacciargli una collusione con certi interessi e manovre che vennero dibattuti in quella occasione. Quanto alla segretezza delle riunioni “a porte chiuse” alle quali partecipa Casaleggio, la cosa comincerebbe a puzzare se fosse lui a voler chiudere le porte di quegli ambienti! E inoltre, quando La Donato sarà deputato al parlamento europeo, non potrà intervenire a porte aperte!
Ma torniamo ad un punto già trattato: fin tanto che Casaleggio darà prove di democrazia mai vista, come quelle già ricordate, potrà pure, se crede, avere l'hobby delle frequentazioni più torbide. Casaleggio non è il Movimento 5 Stelle. Piaccia o non piaccia, lo ha dimostrato: egli era infatti convinto più ancora di Grillo, che spendersi per cancellare il reato di immigrazione clandestina sarebbe stata una mossa esiziale per il movimento. Ma i deputati e la base hanno voluto questo, e lui non lo ha impedito né osteggiato. Non ci siamo abituati, a questo tipo di democrazia: talmente poco avvezzi, che la rimuoviamo mentalmente.(Continua)  

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