Elezioni: io con Bifo

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Elezioni: io con Bifo

Messaggio  Davide Selis il Lun Feb 25, 2013 8:30 pm

Franco Berardi detto “BIFO” è un eroe della contestazione sessantottina.
Da giovani ci frequentammo assai poco, e quelle poche volte avemmo un dialogo sereno e garbato: Lui sapeva essere un signore anche con chi non sposava il suo stesso credo (a differenza delle maggior parte dei suoi compagni d'armi di allora). Per le sue idealità ha sempre pagato un prezzo alto: mi ricordo quando palpitai per Lui, al suo primo processo penale, in mezzo al pubblico (di parte).
La vita è più ricca dell'immaginazione: se mi avessero detto allora che da arzilli vecchietti ci saremmo trovati dalla stessa parte della barricata, non ci avrei creduto. Bifo ha pubblicato su Facebook, “ad urne quasi chiuse”, una dichiarazione politica che mi piacerebbe aver firmato assieme a Lui, consapevole che sarei stato un nano sulle spalle di un gigante. Il gigante è Lui.

https://www.facebook.com/notes/franco-berardi/mattina-del-25-febbraio/10151346485335369

Questo discorso mi coinvolge tanto, che voglio copiarlo ed incollarlo per intero:
Mattina di lunedì 25 febbraio 2013, in attesa di conoscere il risultato delle elezioni politiche nella provincia italiana dell’Unione Anti-Europea.
“Il giorno in cui Papandreou venne costretto con la forza a dare le dimissioni perché aveva osato chiamare il popolo greco ad accettare o respingere con un referendum il massacro deciso dalla classe finanziaria, avevo deciso che non avrei più votato. Invece, per quanto scarsa sia la mia fiducia nella democrazia rappresentativa, ci sono ricascato: ho votato per il movimento di Beppe Grillo.
Non l’ho fatto perché io creda nella possibilità di “cambiare l’Italia”, ma perché ho pensato che valeva la pena di dare il mio minuscolo contributo a rendere ingovernabile il paese.
La questione in gioco in queste elezioni è quella europea, tutto il resto son questioni di dettaglio.
Da quattro anni in Europa si sta svolgendo – non una crisi come ci hanno raccontato – ma una guerra (anti)sociale. Distruzione dei diritti del lavoro, dimezzamento del salario reale, imposizione di un orario di lavoro senza limiti, disoccupazione di massa, privatizzazione della scuola e della sanità. Questo è il programma del capitalismo finanziario in Europa. Il governo Berlusconi ha perseguito questo disegno finché ha avuto la forza per farlo. Il governo Berlusconi Bersani Monti ha perseguito questo disegno nell’anno passato. Il governo Bersani Vendola Monti che si prepara deve perseguire questo disegno nel prossimo futuro: azzeramento della civiltà sociale costruita da un secolo di lotta operaia, asservimento del cervello collettivo, distruzione della società europea da parte della Banca centrale e del ceto neoliberale.
Per far questo il capitalismo finanziario ha messo in moto un processo che sta già provocando fascismo, violenza razzista, guerra civile in larga parte del continente.
La sola cosa che possiamo auspicare è il crollo dell’Unione europea, di questa unione europea, che è l’anti-Europa. Il movimento di Beppe Grillo può piacere o non piacere. Non mi entusiasmano i suoi toni, i suoi metodi e non mi piace il suo giustizialismo, ma può svolgere la funzione di rendere ingovernabile la provincia italiana e di mettere così in crisi il progetto anti-europeo della classe finanziaria.
Per questo l’ho votato.
Nella provincia italiana si stava svolgendo uno scontro elettorale tra il partito della dittatura finanziaria – rappresentato dal funzionario Goldmann Sachs Mario Monti e dal Partito democratico – e il partito della mafia siculo-lombarda di Berlusconi. Il movimento di Beppe Grillo ha cambiato i termini della contesa, e in queste ore di attesa possiamo sperare che il movimento cinque stelle impedisca a entrambe le mafie di governare, e apra una fase di instabilità che potrebbe presto trasformarsi in un processo disgregativo su scala continentale. Valeva la pena votarlo, per questo.
Inoltre – lo dico ai miei amici e compagni un po’ snob che arricciano il naso di fronte al populismo e al linguaggio rozzo – è la prima volta che in un programma elettorale leggo la proposta di salario di cittadinanza e soprattutto la proposta di riduzione dell’orario di lavoro a trenta ore. Come potevo non votarlo?”



Davide Selis

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