GLI IMPIEGATI STATALI E LE RAPPRESENTANZE SINDACALI DI BASE

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GLI IMPIEGATI STATALI E LE RAPPRESENTANZE SINDACALI DI BASE

Messaggio  Davide Selis il Dom Mar 18, 2012 7:48 pm

I lavoratori dipendenti dei ministeri da pochi giorni hanno eletto le nuove RSU, ovvero gli organismi istituiti da qualche lustro per rappresentare gli stessi lavoratori nelle contrattazioni e nelle consultazioni locali (vale a dire nei rapporti sindacali interni ad ogni singolo ufficio dell'amministrazione dello Stato). Questi organismi servono pure per stabilire il grado di rappresentatività di ogni sigla sindacale a livello nazionale, tramite il conteggio dei voti ottenuti dalle diverse organizzazioni nelle varie periferie o luoghi di lavoro, e quindi le quote percentuali (o fette di potere) di cui dispone ogni sindacato per poter incidere nelle trattative nazionali, nelle quali si avvallano o si respingono i contratti e gli accordi che valgono per tutti gli uffici della stessa Amministrazione.
Sfidando l'impopolarità, da molti anni io non nascondo il mio scarso apprezzamento per questi organi di rappresentanza, che oggi si chiamano “RSU” e ieri, mutatis mutandis, “CONSIGLI DEI DELEGATI”. I motivi di questo mio dissenso sono stati ampiamente esposti in passato in diverse sedi, ed anche nel forum sindacale della UILBAC, in un confronto serrato con sindacalisti del calibro di LEONARDO VITOLA, GIUSEPPE PIRAZZO, EDOARDO RADOLOVICH, LELLO SEPE. Se sarà il caso riprenderò anche in questo forum, nella sezione dedicata ai temi sindacali, i motivi della mia posizione personale. Che è una posizione che nasce anche da una sofferta esperienza, in quanto fui il coordinatore del primo consiglio dei delegati costituito nel ministero dei Beni culturali. Sia sufficiente qui un elenco sintetico delle mie riserve, senza trattazione tematica: 1) queste strutture di base soffrono di una mancanza di preparazione, di dilettantismo, per quella che è una funzione difficilissima da svolgere. La contrattazione sull'organizzazione del lavoro è infatti un'arte che richiede molte, troppe attitudini compresenti, e chi le possiede tutte è naturale che sia uomo (o donna) di apparato sindacale, e non uomo (o donna) di base; 2) i rappresentanti legati al luogo di lavoro, i quali resteranno in quel posto anche quando il loro mandato sarà scaduto, è quasi inevitabile che siano condizionati da una soggezione verso il dirigente, oltre che da umane simpatie o da accondiscendenza verso i privilegi di qualche collega; 3) la pressione della base, della massa dei colleghi, è una forza quasi irresistibile su chi deve permanere ogni giorno “sotto tiro”, e non sempre questa forza o spinta della pubblica opinione è positiva.
(Continua)

Davide Selis

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Re: GLI IMPIEGATI STATALI E LE RAPPRESENTANZE SINDACALI DI BASE

Messaggio  Davide Selis il Mar Mar 20, 2012 11:40 pm

Continua:
Nel post precedente spiegavo come io abbia sempre amato poco le RSU in quanto tali. Questa mia avversione ha raggiunto il suo apice alla vigilia delle ultime elezioni; queste recenti votazioni per i candidati di base, venivano infatti a cadere in un periodo storico in cui hanno perduto gran parte del loro senso, da quando cioè la legge 150 voluta da Brunetta ha soppresso la contrattazione decentrata sui luoghi di lavoro, affidando tutte le decisioni organizzative alle scelte unilaterali dei dirigenti periferici. Se prima, quando si poteva ancora contrattare, io preferivo che lo facessero le organizzazioni sindacali territoriali, figuriamoci ora, che non si può più contrattare e si può essere semplicemente informati delle decisioni che il dirigente assume autonomamente! Di ascoltare e poi riferire sono capaci tutti, che bisogno c'è di membri "eletti"???
Oltretutto, in un momento in cui i lavoratori statali vivono uno stato d'animo colltettivo di massima sfiducia e di avversione verso le organizzazione sindacali ed i loro apparati, percepiti come "altro-da-sè" e spesso addirittura come forze ostili ai loro interessi, in questo stesso momento i medesimi lavoratori sono chiamati ad una operazione che parrebbe servire soltanto ad accrescere il potere degli apparati, ovvero di forze a loro estranee, se non ostili?
Perchè mai i lavoratori dovrebbero farsi strumentalizzare così? Eppure, i lavoratori hanno risposto in massa, si sono mobilitati come non mai per eleggere i propri rappresentanti ed hanno vissuto con molto pathos questa tornata lettorale, come in passato non succedeva.
(Continua)

Davide Selis

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Re: GLI IMPIEGATI STATALI E LE RAPPRESENTANZE SINDACALI DI BASE

Messaggio  Davide Selis il Lun Apr 02, 2012 10:31 am

Continua:
Nel post precedente scrivevo della forte partecipazione, anche emotiva, dei dipendenti statali per l'ultima elezione delle RSU, e del lato paradossale di questa vicenda. Il paradosso è aumentato dal fatto che per lo più questi organismi rinnovati di recente, avevano deluso i lavoratori, quanto ai risultati. Io ho cercato il motivo di questo psicodramma tanto partecipato, che ho visto scatenarsi nel mio luogo di lavoro, ma mi pare anche altrove. Ed ho trovato una mia risposta soggettiva al quesito, una risposta che per una volta è confortante: si è trattato di una reazione collettiva molto sana: la gente si sente soffocata dalla pseudo-democrazia e vuole riprendere a contare, o per lo meno ad esprimersi autenticamente. Inoltre, queste elezioni hanno a mio parere sancito in moltissimi casi il primato ed il trionfo delle persone belle su quelle "bruttine". Altre volte l'esito non fu così confortante. Dopo tanto bombardamento mediatico, dopo tanti inganni imposti dal potere e dai manipoplatori delle coscienze, le stesse coscienze si rivoltano e gridano: "CI SONO ANCORA!". Ci sono ancora il buon senso, il senso etico, il buon gusto ed i valori del nostro popolo. Ci sono ancora e non vogliono morire, e danno anche improvvise manifestazioni eclatanti di vitalità. Speriamo che non sia il canto del cigno, ma una nuova alba o una riscossa nascente. Se le elezioni delle RSU sono servite anche soltanto a dare espressione a certi valori e a dare ossigeno, nonché a tenere allenate certe doti umane, se sono servite a DISTINGUERE IL BENE DAL MALE, per la prima volta io amo le RSU.
LE RSU SONO MORTE, VIVA LE RSU.

Davide Selis

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Re: GLI IMPIEGATI STATALI E LE RAPPRESENTANZE SINDACALI DI BASE

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