OLTRE QUEL MURO (DI BERLINO)

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OLTRE QUEL MURO (DI BERLINO)

Messaggio  Admin il Lun Mar 12, 2012 2:09 pm

Una autocritica almeno parziale si impone, la impone la storia, a tutti noi che ci rallegrammo per la caduta del muro di Berlino. Io a quell'epoca ero già grandicello, e disilluso circa i sogni dell'umanità. Il crollo delle speranze collettive degli anni '60 era stata una vaccinazione per tutta la mia generazione, la generazione che tanto aveva vagheggiato un mondo nuovo, una civiltà nuova, un benessere diffuso, la fine delle guerre, un nuovo paradiso terrestre. Forse, per non illudersi così potrebbe bastare una conoscenza della storia, anche limitata e superficiale; io ritengo infatti che la storia sia una maestra di vita, ma che possa darci un solo insegnamento: il mondo è sempre andato male e non può andare che male. Questo dato di esperienza, proposto ed “urlato” dalla storia, viene a confermare un convincimento dei molti credenti che si rifanno dalla Bibbia, al racconto del paradiso perduto. Tuttavia è più forte di noi: lo studio della storia non basta a vaccinarci dall'ancorare la Speranza, che è una virtù, al futuro terreno; non è sufficiente a questo nemmeno la fede per i credenti, ed anche le delusioni personali più amare stentano molto in quest'opera di profilassi. E' infatti costitutivo dell'uomo illudersi che dietro il limite della propria esperienza contingente, dietro la siepe che di volta in volta impedisce la libertà e la crescita collettiva, vi sia qualcosa di luminoso e di radiante. Ed invece ogni volta si trova il buio, oltre la siepe.
Così è stato anche per il muro di Berlino, perché la sua caduta non ha portato più pace, libertà e benessere sul pianeta, ma forse il contrario. Io ero già grandicello e vaccinato, dicevo più sopra,        troppo grande e vaccinato per esultare ballando come hanno fatto tanti giovani tedeschi, e tuttavia fui contento; e soprattutto avevo seguito emotivamente, con entusiasmo e passione, la precedente opera di demolizione del socialismo reale portata avanti da M.Gorbacev e Giovanni Paolo II, gli sforzi titanici dei quali erano stati ben diversi e ben distinti, ma convergenti nel risultato.
Come è andata a finire è sotto gli occhi di tutti: il vecchio capitalismo industriale, non più contrastato ha generato un figlio, il capitalismo finanziario globale, un nemico dell'uomo molto peggiore, il quale si è impadronito dell'intero pianeta ed appare invincibile.
Noi che fummo anticomunisti, cerchiamo di esercitare la rimozione sullo spettacolo che abbiamo sotto gli occhi, sulle masse dei disperati dell'est che vengono da noi e che stavano molto meglio prima, sotto i loro tiranni. Noi raccontiamo a noi stessi che questi disperati sarebbero venuti di corsa in occidente anche prima della caduta del muro, solo che non potevano farlo. Ma questo non è vero. Basta parlare con questa povera gente per rendersi conto che PRIMA NON SAREBBERO MAI VENUTI, ANCHE POTENDOLO FARE. Sarebbero rimasti tanto volentieri in una povertà che era pur sempre vivibile, con le loro famiglie, famiglie che oggi sono costretti ad abbandonare. Noi cerchiamo di esercitare la rimozione, ma ogni tanto ci imbattiamo in una sorta di bomba che ce la fa saltare, la realtà si impone. L'ultima “bomba” che io mi sono preso è recente: sono venuto a sapere con certezza da una amica ucraina (il paese della rivoluzione liberale arancione), che oggi in quel paese un bambino residente in campagna, se si ammala ed ha bisogno di una autoambulanza che lo porti all'ospedale in città, non viene prelevato nemmeno, quando i suoi genitori non possono pagare il carburante per il tragitto dell'ambulanza. Ed una volta ricoverato, questo bambino viene curato soltanto finché i genitori pagano le cure e la degenza, che sono costosissime. Quando i genitori non possono più pagare, le cure vengono sospese, qualunque sia la conseguenza per il bambino. Quando cadde il muro di Berlino, i critici più avveduti avevano previsto questo stato di cose, e lo avevano sussurrato non creduti, coperti dell'euforia generalizzata. Ma questi critici, se erano liberali (Satana è liberale, io non ho dubbi da tempo) ritenevano e predicavano che queste conseguenze durissime sarebbero state un prezzo momentaneo da pagare alla storia, per la liberazione e la crescita dell'economia dei popoli ex-comunisti. I quali ultimi  avrebbero finito per raggiungere, oltre alla nostra stessa libertà, il nostro diffuso benessere, ed il nostro stesso “welfare” provvido e generoso. E' ormai evidente che il cammino della storia va all'incontrario delle nostre ingenue speranze di ieri: siamo noi che stiamo raggiungendo loro, i poveri ex-comunisti. Con una corsa ad ampie falcate, ormai.    


Ultima modifica di Admin il Mer Dic 23, 2015 11:03 am, modificato 1 volta

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Re: OLTRE QUEL MURO (DI BERLINO)

Messaggio  Bianca il Sab Apr 21, 2012 8:57 pm



Una bellissima canzone degli Scorpions celebrò quel momento storico pieno di grandi speranze.
Noi aspettiamo ancora buoni venti portatori di giustizia e democrazia!

Bianca

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