Antigianfranco 4 (L'incentivo pomeridiano)

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Antigianfranco 4 (L'incentivo pomeridiano)

Messaggio  Admin il Gio Set 03, 2009 9:32 pm

Prima che chiudesse i battenti il forum del CPL avevo lanciato in quella sede uno dei miei topic più scottanti, polemici e sgradevoli, sotto il titolo "Tradimenti, finte ed inganni di un sindacalista".
Copio ed incollo una buona parte di quella trattazione perchè è inerente al massimo alla riflessione che qui voglio riprendere e portare a compimento, relativa agli incentivi dei custodi ed alla posizione della UILBAC al riguardo.

"L’idea di istituire un compenso per il servizio prestato al mattino dai custodi del BAC fu una trovata della UIl, se non vado errato, e risale a più di tre anni or sono, quando si elaborava la piattaforma del penultimo CCIM. Questa novità rimase lettera morta fino ai nostri giorni, e finalmente sta per essere realizzata nell’attuale, ultimo CCIM.


L’argomento che il sindacato faceva valere allora era di certo discutibile, ma molto pregnante: in diversi musei si verifica una carenza di personale al mattino ed un surplus di presenze nel pomeriggio, perché i custodi inseguono l’incentivo pomeridiano e riescono in tutti i modi, anche irregolari, a fuggire dal turno mattutino a vantaggio di quello pomeridiano. Stabiliamo un “gettone” di ricompensa anche per il turno di servizio antimeridiano, equipariamolo all’incentivo del pomeriggio, e questa disfunzione finirà.


Questa novità ipotizzata piaceva molto ai custodi, anche ai molti delle sedi “ a rischio”, quelle cioè dove non si riesce più a reggere un doppio turno quotidiano di apertura a causa delle carenze di organico, dove si può da un momento all’altro essere costretti ad eliminare l’apertura al pubblico di pomeriggio con conseguente impoverimento dei custodi, che perderebbero una buona parte del salario accessorio, la parte legata alle presenze pomeridiane.
(continua)

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Re: Antigianfranco 4 (L'incentivo pomeridiano)

Messaggio  Admin il Gio Set 03, 2009 9:36 pm

Continua:
Il penultimo CCIM è sempre stato, nel suo piccolo, una grande “incompiuta”. Prevedeva una appendice, una contrattazione successiva alla firma per determinare gli importi delle vecchie indennità rivalutate, e quelli delle nuove.

In vista di questa trattativa, la UIl dei Beni Culturali tenne assemblee in alcuni territori, non in tutti (a quel tempo io ebbi un forte sospetto che venissero evitate le sedi più calde, quelle in cui era più viva la passione sindacale ed abbondavano i contestatori della linea ufficiale) e presentò in queste riunioni una ipotesi-griglia riguardante i nuovi importi.

Questa stessa “tabellina ipotetica” veniva al contempo diffusa in circolari inviate a tutti i luoghi di lavoro. Come lessi le cifre, io trasalii. Veniva aumentato enormemente il compenso pomeridiano e si istituiva una indennità ridicola per il mattino. Mi rivolsi incazzato al mio coordinatore regionale chiedendogli lumi per questa apparente presa in giro sindacale. Mi rispose il coordinatore più o meno in questi termini: forti erano le resistenze della controparte per il gettone mattutino, bisognava conquistare questa nuova remunerazione in qualsiasi modo, far passare il principio, la novità, la piccola “rivoluzione culturale”. Una volta aperta la faglia, con il tempo si sarebbe potuto incrementare questo incentivo ed avvicinare il suo importo a quello del compenso pomeridiano.

Ho ricordato più sopra che si fecero alcune assemblee nei territori per presentare e dibattere il nuovo CCIM. Ma presto le danze si interruppero, senza alcuna giustificazione. E di completare il CCIM non si parlò più.

Unico in tutta Italia un certo Giuseppe Salvadore, custode B3 iscritto alla UIL, pose dei quesiti nei forum circa la latitanza sindacale su questo obiettivo, che veniva lasciato in sospeso senza alcuna spiegazione. Non ebbe alcuna risposta, ed ancor meno ebbe risposte quando alzò i toni, sia pure educatamente e moderatamente, ricordando che i lavoratori ci stavano perdendo molto denaro, dei soldi che erano stati promessi e fatti sentire già in tasca.

Se si arriverà oggi, con il CCIM attuale, a realizzare gli importi maggiorati e quelli nuovi, i lavoratori avranno perduto comunque migliaia di euro. I signori Cerasoli e Rossi hanno fatto mancare migliaia di euro ai lavoratori per un loro disegno politico. Conveniva loro affossare tutto e rimandare, come cercherò di sostenere in un prossimo intervento.

Quando venne Cerasoli a Bologna, a chiedere il voto per il Consiglio Superiore, gli domandai in assemblea perché il vecchio CCIM fosse rimasto una “grande incompiuta”, perché mai non si fosse più tentato nemmeno di rivalutare le indennità di turnazione. Mi rispose trincerandosi nel sindacalese, mi rispose che al tavolo delle trattative non si era percepita “la sensibilità giusta”. Il vero motivo invece era ed è impresentabile.
(Continua)

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Re: Antigianfranco 4 (L'incentivo pomeridiano)

Messaggio  Admin il Gio Set 03, 2009 9:40 pm

(Continua):
Tutta la problematica del salario accessorio riferito alle posizioni di lavoro fu dunque congelata fino ad oggi. Personalmente mi imbattei per tre volte ancora in questo tema, durante gli ultimi tre anni, gli anni della “latenza”.

Una prima volta quando io ed il mio coordinatore regionale, che è anche un mio collega, ci guardammo negli occhi ammettendo una drammatica evidenza: a Bologna non si riusciva più a gestire la quotidianità assicurando un doppio turno di apertura della pinacoteca, e di lì a poco avremmo dovuto gettare la spugna. Il mio sconforto fu mitigato dalla speranza che vidi nel mio coordinatore, di riuscire a far modificare a nostro vantaggio la remunerazione dei turni, dirottando sui turni del mattino una buona parte del salario accessorio destinato alle prestazioni pomeridiane.

Dopo molto tempo, parlando al telefono con Gianfranco Cerasoli, e chiedendogli se un turno unico del tipo 10-16 desse luogo o meno al compenso dei turni pomeridiani, ed avendo ricevuto da lui una risposta negativa (in questo almeno è stato coerente), provai sconforto per la mia situazione lavorativa, che appariva senza sbocchi, e glielo manifestai. Anch’egli, tanto autorevole, mi accennò alla possibilità che si salvassero almeno i guadagni, miei e dei miei colleghi, tramite un ritocco dei criteri con cui si premiano le posizioni di lavoro. A questo punto la speranza di salvare almeno il mio reddito, pur perdendo come custode statale il potere e la dignità professionale attuali, questa speranza crebbe notevolmente. E questa speranza divenne una certezza soggettiva allorché Cerasoli venne a Bologna a perorare la causa della UILBAC per le imminenti elezioni del Consiglio Superiore.

Gianfranco insistette a lungo, sottolineò con vigore la necessità, sostenuta già dal sindacato tre anni prima, la necessità di remunerare il turno di mattina alla pari di quello pomeridiano, per impedire l’esodo dei custodi verso i pomeriggi lavorativi, che danneggia la funzionalità dei servizi al mattino, e produce un saccheggio del FUA, comportando la coda di accordi integrativi che sottraggono risorse ad altre importanti iniziative ed esigenze dei lavoratori.


Io a questo punto non avevo più dubbi. Tre anni prima il mio sindacato si era sbagliato (errare è umano) ed ora si ravvedeva, oppure era venuta ora a cadere qualche antica pregiudiziale a noi contraria ed adesso si poteva stare tranquilli. Se ce lo diceva Cerasoli…


Cosa succede poi ? Cerasoli vince le elezioni trionfalmente, con il voto anche mio e di molti altri uomini e donne di buona volontà, che non si pentiranno mai abbastanza di questo voto, un voto strappato con promesse ingannevoli. Si passa ai nuovi impegni, ad elaborare la piattaforma del nuovo CCIM. Quando esce il testo della “IPOTESI” a me ribolle il sangue: è lo stesso “scherzetto” di tre anni prima, ed ora non posso più avere dubbi: la direzione del mio sindacato ce l’ha nel sangue, nel dna, di privilegiare enormemente i pomeriggi e di nascondere questa preferenza ai lavoratori, predicando l’esatto contrario.


Ormai ho così poca fiducia nel mio sindacato che scelgo a tutta prima di non protestare nemmeno, né chiedere chiarimenti. Pirazzo invece mi convince a porre un quesito nel forum ufficiale del sindacato, amministrato da Scalera, dicendomi che se anche Gianfranco è ancora alle prese con i disagi del terremoto, ci sarà chi mi risponderà (e mi fa anche un nome importante).

Posto quindi, ma non ricevo alcuna risposta. Passano i giorni, Gianfranco rientra in attività e risponde A TUTTI TRANNE CHE A ME. Un poco alla volta il mio quesito scivola in seconda pagina. Provvedo a richiamarlo in evidenza con un secondo post, ed ancora una volta non mi risponde nessuno dello staff direttivo, ma lo fa invece un utente come me, un custode come me, che si firma ENRICOFIRENZE. Questo utente è a me noto, è uno degli interlocutori più lucidi, sensati e brillanti del forum. Sarà per me un piacere, anche se amaro, riportare alla lettera il suo discorso e tentare di demolirlo.
(Continua)

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Re: Antigianfranco 4 (L'incentivo pomeridiano)

Messaggio  Admin il Gio Set 03, 2009 9:51 pm

Si era detto di un intervento di EnricoFirenze sul tema del progettato gettone mattutino per i turnisti del MBAC. Questo parere di Enrico era stato espresso in risposta ai dubbi di Selis sulla sensibile differenza fra l’importo previsto per questo incentivo e quello ipotizzato per l’incentivo pomeridiano rivalutato.


Nessun interlocutore della dirigenza UILBAC intervenne dopo Enrico, nonostante che il quesito fosse stato posto ai vertici del sindacato in questione. E’ da ritenersi quindi che la risposta di EnricoFirenze esprima perfettamente il pensiero della Segreteria Nazionale.


E’ più che mai opportuno quindi esaminare il discorso in questione, dopo averlo riportato alla lettera:
“Se l'indennita di turnazione serve a retribire il disagio derivante dal fatto di prestare il proprio lavoro in un orario (il pomeriggio) ritenuto più disagevole, è del tutto ovvio che il pomeriggio abbia un'indennità di turnazione superiore a quella del mattino. D'altra parte, non vi è alcuna ragione per le fughe dal turno mattutino a quello pomeridiano, poiché tutti lavoratori - essendo organizzati in due turni che si alternano settmanalmente tra la mattina e il pomeriggio - hanno identiche opportunità rispetto all'indennità di turnazione. Se le fughe si verificano è per una inammissibile assenza di controlli da parte dei capi servizio e dei funzionari addetti. Il problema non può essere risolto, ovviamente, distribuento un'identica somma di denaro tra mattina e pomeriggio, poiché, in questo modo, verrebbe meno la ragione stessa dell'ndennità di turnazione.
EnricoFirenze
Esperto


Messaggi: 116
Iscritto il: giovedì 1 gennaio 1970, 1:00
Località: Firenze”

“Se l’indennità di turnazione serve a retribuire il disagio derivante dal fatto di prestare il proprio lavoro in in un orario (il pomeriggio) ritenuto più disagevole, è del tutto ovvio che il pomeriggio abbia un’indennità di turnazione superiore a quella del mattino”.
Non ci siamo, Enrico.

Stento a credere che tu, essendo un turnista, non sappia che il turno pomeridiano è preferito da molti lavoratori INTRINSECAMENTE, indipendentemente da ogni incentivo. Non puoi non sapere che molti dipendenti se si ritrovano liberi al mattino ne possono approfittare per portare a scuola i figli (o i nipotini, lavoriamo infatti in comunità molto invecchiate), per fruire di sevizi burocratici che non funzionano di pomeriggio, per riposare al mattino se hanno preso sonno tardi la notte precedente. Secondo la mia esperienza è più alto il numero dei “patiti” del pomeriggio che non del mattino lavorativo. Si istituì il gettone pomeridiano NON PER COMPENSARE UN DISAGIO, MA PER UNA FINALITA’ PRATICA. Lo si fece per poter aprire i musei di pomeriggio al pubblico quando la pianta organica non lo consentiva senza affanno (e questo avveniva tanti anni fa, quando gli organici dei custodi erano ben più folti). Lo si fece per poter realizzare forme di sfruttamento e farle accettare ai lavoratori ed ai loro vergognosi sindacati. Lo si fece invece che assumere forza-lavoro, e per non assumerla.


Molti anni fa, quando ancora il salario accessorio non veniva accreditato direttamente sui conti correnti dei custodi, ma bisognava andare a riscuoterlo di persona alla banca d’ Italia, feci una esperienza umiliante che ricordo ancora. Il cassiere, che era mio amico, quando finalmente venne il mio turno di esser pagato e dietro di me si era accumulata una quantità di persone paragonabile a quella che mi aveva preceduto, mi chiese a gran voce: “Ma veramente voi dei Beni Culturali prendete un incentivo per lavorar di pomeriggio?”. Tutta la coda si mise a ridere.


Caro Enrico, Firenze è una città molto più “tosta” di Bologna. Ti sconsiglio di andare in un bar lontano dalla sede museale, un bar frequentato dal popolo e dire ad alta voce che da noi il turno pomeridiano è tanto più pagato di quello mattutino. Non posso farlo io a Bologna, figuriamoci a Firenze.


Il “gettone” pomeridiano va forse abolito, dunque ? No di certo. Ma non va considerato come “premio” per un servizio disagevole, perché non lo è. Questo incentivo, come gli altri legati ai turni, non va considerato in relazione al SEGMENTO di attività dal quale prende il nome, ma va concepito per remunerare il lavoratore del DISAGIO COMPLESSIVO che il sistema dei turni comporta. Questo sistema è realmente usurante, come cercai di dimostrare in un mio vecchio scritto sull’usura del nostro servizio.

E’ usurante fare i turnisti su tre segmenti lavorativi alternati, è usurante due volte: 1) perché si perde la regolarità dei ritmi sonno-veglia e di quelli dell’alimentazione, producendo degli scompensi nell’organismo, 2) perché si riduce la possibilità di socializzazione con la maggior parte della popolazione, che ha tempi diversi per la libertà e lo svago. In questo modo si determina un vero e proprio “danno biologico” perché gli esseri umani sono entità psico-somatiche. Io credo che l’usura del servizio di custodia andrebbe considerata anche ai fini del pensionamento anticipato, cosa che tuttora non avviene. Lungi da me quindi ritenere, o peggio ancora sostenere, che percepiamo troppi soldi in relazione alla nostra qualità di turnisti. Ne percepiamo troppo pochi.

Ma questo denaro deve essere riferito al DISAGIO GLOBALE e al DANNO GLOBALE, non al disagio e al danno dei singoli segmenti lavorativi. SE FOSSE RIFERITO AI SEGMENTI, CHE SENSO AVREBBE ISTITUIRE UNA RICMPENSA PER IL MATTINO ? Il nostro sindacato sarebbe una organizzazione da manicomio.


Ma anche nel caso della nuova indennità che si vuole istituire, quella del mattino, la finalità è pratica e non di giustizia, come ha sempre apertamente detto Cerasoli.


Quindi, quando Enrico scrive: “. D'altra parte, non vi è alcuna ragione per le fughe dal turno mattutino a quello pomeridiano, poiché tutti lavoratori - essendo organizzati in due turni che si alternano settmanalmente tra la mattina e il pomeriggio - hanno identiche opportunità rispetto all'indennità di turnazione. Se le fughe si verificano è per una inammissibile assenza di controlli da parte dei capi servizio e dei funzionari addetti. Il problema non può essere risolto, ovviamente, distribuento un'identica somma di denaro tra mattina e pomeriggio, poiché, in questo modo, verrebbe meno la ragione stessa dell'ndennità di turnazione” questo discorso lo dovrebbe fare, EVENTUALMENTE, non a Selis ma al suo e mio amatissimo segretario. Ma si sa che se EnricoFirenze fosse capace di contestare Cerasoli sarebbe perfetto.


Quanto alla dirigenza UILBAC, se è da credere che abbia fatto propria la tesi dell’utente-iscritto fin qui citato, appare caduta in una forma di schizofrenia.


Quanto a Davide Selis, era intervenuto in questo tema non per sviscerarlo, come ora si è sentito tenuto a fare, ma per porre TUTT’ALTRO QUESITO: perché Cerasoli in campagna elettorale promette una certa cosa, e dopo aver vinto l’elezione ne fa un’altra ?
(Continua)


Ultima modifica di Admin il Sab Dic 26, 2009 1:33 am, modificato 2 volte

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Re: Antigianfranco 4 (L'incentivo pomeridiano)

Messaggio  Admin il Ven Set 04, 2009 9:35 pm

Diamo a Cesare quel che è di Cesare: la reazione di Gianfranco Cerasoli alle mie durissime critiche fu delle più nobili. Pochissimi giorni prima dell’ultima riunione della Direzione Nazionale, quel consiglio che potemmo seguire in diretta tramite i nostri computers, egli mi mandò una e-mail con cui mi invitava a partecipare alla suddetta assemblea, nella quale mi veniva assicurata anche la possibilità di intervenire e la piena libertà di parola, perché mi rendessi conto di persona della limpidezza delle decisioni che il mio sindacato assume ed assunse ai più alti livelli.

In questa lettera di Cerasoli si esprimeva pure apprezzamento per il mio interessamento attivo ai temi del CCIM e con un semplice cenno mi si pregava di non includere nelle critiche sindacali quelle valutazioni che possono offendere a livello personale, senza con ciò limitare le mie critiche nei contenuti. Sono questi i gesti che fanno di Cerasoli un “piccolo grande Uomo” ed un grande leader sindacale, nel bene o nel male (a parer mio nel male).


Persi nella diretta l’intervento di Edoardo, che fece molto scalpore. Su Edoardo vorrei dire che nelle cose sindacali è sempre onesto e lucido, la sua contestazione costruttiva è a tratti molto forte, ma incontra un limite che tutto annulla o quasi: “Edo” è incapace di dire “ABBASSO GIANFRANCO”, come già si evidenziò per Enrico di Firenze, “Edo” non ci pensa neppure nell’anticamera del cervello a contestare VERAMENTE l’attuale Segretario, non pensa affatto a costruire quella mozione di sfiducia della quale spetterebbe a lui l’iniziativa, essendo egli un veterano tra i dirigenti nazionali ed un leader storico. Anzi, una ipotetica quanto impensabile mozione di sfiducia nei confronti della segreteria incontrerebbe in Edoardo una forte e fiera opposizione.


Potei seguire invece in diretta un intervento che si riferiva a quello di Radolovich, contestandolo. Un coordinatore (non ricordo di quale regione) alto, secco e trafelato, mentre i lavori si stavano concludendo, prese la parola senza raggiungere il palco ed il microfono, per fare soltanto una puntualizzazione sui nuovi incentivi previsti per le turnazioni. Egli contraddisse la “sperequazione” che Edoardo vorrebbe confermare tra il “gettone” pomeridiano e quello mattutino, ed espresse le mie stesse tesi su questo problema.


Sottolineando l’assurdità di un incentivo pomeridiano tanto più alto, che viene a definire e premiare un disagio inesistente PER QUANTO RIGUARDA IL SEGMENTO LAVORATIVO in questione, questo rappresentante sindacale propose una semplice “indennità di turnazione” da riferirsi al DISAGIO COMPLESSIVO dei turni, una indennità da ripartirsi in parti uguali fra i turni mattutini e quelli pomeridiani.

Questo oratore coraggioso ed agitatissimo (io avrei fatto ben peggio di lui, essendo io molto emotivo ed avendo coscienza chiara di quello che il coordinatore di cui trattiamo forse percepiva confusamente: la strada è tutta in salita, ed una formula come quella proposta non passerà perché Cerasoli non la vuole) non fu minimamente “cacato”, il suo intervento cadde nel vuoto. E dire che la formula da lui proposta, che è la stessa che io vorrei, salverebbe del tutto l’interesse dei lavoratori ed ovvierebbe all’inconveniente funzionale della “fuga dalle mattine”.

Possibile che Cerasoli ed i suoi tecnici non ci abbiano pensato ? E perché questo semplice ed ingegnoso marchingegno innovativo viene lasciato cadere nel vuoto, non viene nemmeno ascoltato ? La mia risposta a questi quesiti è delle più INQUIETANTI.
(Continua)

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Re: Antigianfranco 4 (L'incentivo pomeridiano)

Messaggio  Admin il Sab Set 05, 2009 11:46 pm

Nel post precedente ho dimenticato una notazione importantissima, ed ora rimedio: il coordinatore “alto, secco e trafelato” che giustamente perorava la causa di un’unica “indennità di turnazione”, in luogo della formula cara alla dirigenza UILBAC (una ridicola indennità pomeridiana che si somma ad una ridicolissima indennità mattutina – commenti di Selis) ricordava pure che QUESTO E’ IL CRITERIO ADOTTATO NEL SETTORE PRIVATO.


Nessuno fu in grado di smentire questo coraggioso oratore. Ma la sua proposta, che è la più sensata, che darebbe sollievo a TUTTI i lavoratori coinvolti in questo problema, che eviterebbe una soluzione goffa (ovvero sommare una misura ridicola ad un’altra più ridicola ancora) ed una brutta figura al sindacato, una figuraccia impresentabile all’esterno, la sua proposta fu lasciata cadere nel vuoto.


Perché ? Perché se questa proposta diventasse la nuova regola, il nuovo criterio di distribuzione del salario accessorio dei custodi, i musei immediatamente chiuderebbero di pomeriggio.


I custodi non ne possono più di lavorare sotto organico e sotto stress, e non ne possono più di essere legati al servizio senza poter fruire di un giorno di libertà in caso di bisogno. Questa situazione dura ormai da anni.
A questa situazione i custodi sono condannati anche dai loro sindacalisti, anche da Gianfranco Cerasoli, dalla sua sete di potere, dal suo “bisogno” di estendere la propria influenza oltre i naturali confini, dal suo bisogno di compiacere la controparte (non bastano le interviste al ministro Bondi ? Non bastano gli elogi della dottoressa Recchia messi in bacheca-vetrina ?).


Scriveva il nostro Carlo nel forum CPL, più o meno, che Cerasoli era pertito bene, e che anni fa era ancora sul piede giusto, a differenza degli altri, ma poi si è perduto per strada. Condivido questa valutazione. Ben altro Cerasoli era quello che voleva la “perequazione” (in luogo del progetto “produttività ed efficienza”), rispetto al Gianfranco odierno. Quello di ieri sarà pure stato demagogico e corporativo-clientelare, ma a modo suo era dalla parte dei custodi. Quello di oggi li frega. Vorrei dire ai colleghi di tutta Italia: “ragazzi, oggi abbiamo una serpe in seno, un segretario sindacale paragonabile ad un “infiltrato” della controparte".


Il Gianfranco della “perequazione” pensava al benessere dei lavoratori, non alla “produttività ed efficienza” realizzate con il loro sfruttamento intensivo (e contro nuove assunzioni di personale).
Se si fossero chiusi i musei, secondo la logica del Gianfranco di ieri i custodi non avrebbero perso una lira: produttività o meno, i soldi già acquisiti nel salario tabellare nessuno più li può togliere.


Il Gianfranco attuale pensa a NON FAR CHIUDERE I MUSEI. Mentre i musei, nelle condizioni attuali, dovrebbero CHIUDERE.


Il Gianfranco attuale pensa a costruire la propria gloria sui nervi tirati del sottoscritto e dei suoi colleghi, sulla salute di altri lavoratori, sulla privazione di libertà degli stessi, sull’avvelenamento del clima e dei rapporti di convivenza a causa dello stress, sulla violenza che lo stress determina e scatena, sulla messa a repentaglio dei capolavori custoditi (CHE GLIENE FREGA A LUI ? NON HA MAI VISITATO UNA PINACOTECA IN VITA SUA !!!).
Il Gianfranco attuale è complice della forca caudina: custode, non vuoi impoverirti ? Allora accetta le privazioni. Anche le privazioni ANTISINDACALI.
Questo è oggi Gianfranco Cerasoli. Un nemico al nostro interno, un nemico del nostro bene.
Davide Selis

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Re: Antigianfranco 4 (L'incentivo pomeridiano)

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