DOBBIAMO FERMARLI! (il contagio degli indignados)

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DOBBIAMO FERMARLI! (il contagio degli indignados)

Messaggio  Admin il Mer Set 21, 2011 11:06 pm

Abbiamo ricevuto il seguente appello, che ci fa vibrare come fossimo dei giovincelli:
"Dobbiamo fermarli!




Contro l’Europa delle banche. Noi il debito non lo paghiamo!

Già oltre 1.400 militanti sindacali, dirigenti e delegati sia della Fiom e delle altre categorie della Cgil, che del sindacalismo di base, e di tutte le principali aziende del paese – a partire dalla Fiat e dalla Fincantieri – assieme a militanti del movimento ambientalista, civile e democratico, No Tav, intellettuali e scrittori, docenti universitari, hanno aderito all’appello “Dobbiamo fermarli”.

Questo appello lancia 5 punti di politica economica sociale e democratica alternativi alle scelte sinora attuate dai governi di centrodestra, così come a quelle dei governi di centrosinistra e, più in generale, alle decisioni dei governi delle banche europei.

Contro questo governo e la sua politica si scende giustamente in piazza, ma questo disastro il governo italiano non lo compie da solo. Il governo unico delle banche e della finanza, in tutta Europa, attraverso organismi e poteri che nessuno ha eletto e nessuno ha potuto giudicare, sta imponendo a tutti i governi e a tutti gli stati la stessa politica antisociale.

Diciamo NO al governo unico delle banche e della finanza che sacrifica tutto per difendere i ricchi e la speculazione sia in Italia che in Europa.

Vogliamo costruire un’alternativa a una politica che è la stessa, sia per i governi di centrodestra, sia per i governi di centrosinistra.

E per questo:

1 - Non pagare il debito. Colpire a fondo la speculazione finanziaria e il potere bancario.

2 - Drastico taglio alle spese militari e cessazione di ogni missione di guerra.

3 - Giustizia e diritti per tutto il mondo del lavoro. Basta con la precarietà.

4 - I beni comuni per un nuovo modello di sviluppo.

5 - Una rivoluzione per la democrazia.

Aderiamo sin d’ora, su queste concrete basi programmatiche, alla mobilitazione europea lanciata per il 15 ottobre dal movimento degli “indignados” in Spagna. La solidarietà con quel movimento si esercita lottando qui e ora, da noi, contro il comune avversario".
La redazione di VIVA I BIDELLI farà il possibile per essere presente all' incontro publico del 29 Settembre, ore 20,30

c/o Caffè Teatro Costa Reno, via Azzogardino 48 - Bologna

con GIORGIO CREMASCHI del Coord. Nazionale dell'appello.
(Per costruire il nuovo movimento di lotta).







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DEBUTTANO A BOLOGNA GLI INDIGNADOS ITALIANI

Messaggio  Admin il Mer Ott 12, 2011 10:48 pm

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Per una informazione sui fatti: http://notizie.it.msn.com/approfondimento/indignati-a-bologna-caos-davanti-a-bankitalia
In un certo senso, io c’ ero. Ma c’ ero per caso, perché non avevo saputo nulla di questa manifestazione in allestimento. Mi sono trovato su di un autobus fermato, perché il traffico era bloccato in diverse importanti arterie del centro, e ho dovuto proseguire a piedi il mio percorso, rischiando un pesante ritardo in impegni personali importanti. Ma il mio cuore gioiva, finalmente qualcosa si muove. Quando ho fiancheggiato il corteo, procedendo in direzione opposta, ho visto che erano pochini, ma veramente civili e pacifici. Niente male comunque, come debutto di un movimento nuovo: cresceranno di sicuro. Il mio cuore gioiva, anche se per ora io apprezzo questo nuovo movimento più come “anticorpo” che per i suoi manifesti e contenuti propositivi. Come avevo annunciato in questo forum, sono infatti andato alla prima assemblea “costituente” in territorio bolognese. E ne ho ricavato non pochi motivi di perplessità, sui quali torneremo. Per ora ne cito solo alcuni: la parola d’ordine “compagni”, martellata costantemente dal presidente della riunione, faceva sentire esclusi a priori coloro che non si sono mai identificati con questo termine, inteso in senso politico, e con la cultura che esso tramanda (è molto più aperto il movimento viola, nell’ accogliere a braccia aperte anche chi non è mai stato comunista; appare addirittura avveniristico il movimento di Giulietto Chiesa, che rigetta perfino le categorie di “destra” e “sinistra”, come storicamente superate e attualmente nocive, per la costruzione del nuovo). Per inciso, questo difetto non è da accreditarsi a Giorgio Cremaschi, che è stato l’ospite d’onore di quella assemblea bolognese ed è fra i promotori del nuovo movimento: Cremaschi è più smaliziato ed aperto, ed anche molto umano. Ancora a proposito delle mie perplessità: le parole d’ordine, gli slogan del tipo “non paghiamo il debito” e “vogliamo angosciare i mercati, ma rassicurare (o stare bene) noi”, generano un po’ di angoscia in chi fino a ieri ha sostenuto Romano Prodi, lo ama ancora, e poco o tanto crede in lui. A questo riguardo, io non voglio fare come l’ amministratore del forum UILBAC, che propone un video degli indignati italiani:
http://www.uilbac.it/phpbb/viewtopic.php?f=1&t=8517
Mi pare infatti che l’amministratore di quel forum dia una adesione di tipo emozionale o “estetico” al nuovo movimento. Se così è, e se è soltanto così, quel funzionario sindacale mi pare che manchi di rispetto a coloro che si sono raggruppati per l’ appello “dobbiamo fermarli” e per fiancheggiare gli “indignados” spagnoli. Una presa di posizione delle più pregevoli, che ho sentito nel corso della riunione ricordata più sopra, suona infatti così: “o con noi o contro di noi”. Le posizioni del nuovo movimento sono appunto troppo radicali, troppo radicalmente innovative e alternative, per ammettere mediazioni o adesioni parziali. L ‘amministratore del forum UILBAC, qualora aderisca veramente al movimento di cui trattiamo, dovrebbe forse spiegare come può continuare a servire una organizzazione, che è fautrice della crescita economica (a fin di bene nelle intenzioni, ossia per rafforzare e sviluppare lo stato sociale e per creare occupazione) anziché della DECRESCITA. Non entro in dibattito né in polemica, né tanto meno in dialogo, con l’ amministratore del forum citato, perché è un giovanotto che più volte, negli anni, mi ha fatto cose poco carine.
Tornando al tema di fondo, credo che su questo torneremo, inevitabilmente e più volte.



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Mario Draghi dà ragione agli indignati

Messaggio  italiota il Sab Ott 15, 2011 11:32 pm

"Se siamo arrabbiati noi per la crisi, figuriamoci loro che sono giovani, che hanno venti o trent'anni e sono senza prospettive".
"Se la prendono con la finanza come capro espiatorio. Ma li capisco: hanno aspettato tanto... Noi, all'età loro, non lo abbiamo fatto".

http://www.repubblica.it/politica/2011/10/15/news/draghi_d_ragione_agli_indignati_se_siamo_arrabbiati_noi_-23265435/

Come è noto a chi ci segue, noi siamo negati per l 'economia, e del tutto incompetenti. Ma ci vantiamo, forse a sproposito, di essere discreti giocatori di scacchi, e di conoscere le leggi della vita umana come le debono conoscere tutti gli uomini maturi e quelli anziani, se intelligenti.
La nostra previsione delle prossime mosse sulla scacchiera:

-la sinistra sostenitrice dello stato sociale e della difesa dei ceti meno abbienti accusa Draghi di contraddizione (nella lettera o nello spirito) fra queste dichiarazoni e quelle contenute nella terribile lettera del 5 agosto u.s. ( http://vivaibidelli.forumattivo.com/t511-quella-terribile-lettera-della-banca-centrale-europea-datata-5-agosto-2011 )
-Draghi risponde che non vi è contraddizione alcuna, ma anzi armonia e consequenzialità: le risorse per creare i posti di lavoro per i giovani, e per dare loro delle prospettive, si creano taglieggiando i pensionati ed i lavoratori dipendenti, che stanno troppo meglio dei disoccupati. La colpa del disagio giovanile non è della finanza, ma dei troppi parassiti mantenuti, come operai in esubero e pubblici impiegati in genere.

Possibili conseguenze:

- La società italiana si spacca in uno scontro generazionale;
- la sinistra deve scegliere se abbandonare il movimento dei giovani o perdere nuovamente le elezioni;
- bande di fanatici esasperati/disperati cominciano ad uccidere i pensionati e a rapinare i lavoratori dipendenti.
Vada avanti chi ha maggiori capacità previsionali...



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Re: DOBBIAMO FERMARLI! (il contagio degli indignados)

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