I NOSTRI ANNI '50

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I NOSTRI ANNI '50

Messaggio  Admin il Dom Ago 30, 2009 8:28 pm

Tutte le epoche storiche più significative appaiono contraddittorie, dominate dalla tipica ambiguità delle cose umane, per cui ogni interpretazione, ogni definizione sintetica deve fare i conti con quella ad essa contraria, che essa stessa richiama. Non fanno eccezione i mitici anni cinquanta italiani, che furono un campo di battaglia per tante umane contraddizioni. Fra le altre, un forte sentimento di umanità socialmente diffuso, caratterizzato da slanci generosi, convisse in quell’epoca con una feroce intransigenza e superficialità di giudizio morale.


Entrambi i lati in questione sono ben rintracciabili nel libro di Marta Boneschi “POVERI MA BELLI (I nostri anni ’50), (Mondatori).


Concentriamoci per ora soltanto sul primo carattere, portando qualche esempio.

Nel suo minuzioso lavoro di ricostruzione storica la Boneschi descrive con efficacia anche il dramma della alluvione che colpì il Polesine nel novembre del ’51. Così termina la sua lunga, drammatica rievocazione: “Quando i primi profughi arrivano alla Stazione Centrale di Milano, la gente ha le lacrime agli occhi. Quei bambini avvolti nelle coperte, quelle donne con un misero fagotto sotto il braccio accendono la miccia dei ricordi. Non era abbastanza la guerra ? Ognuno dà qualcosa, ma ciò che serve sono soprattutto beni preziosi come un paio di scarpe e un cappotto.”.

Nel febbraio del 1953 toccò all’Olanda essere sommersa, e sicuramente gli Olandesi ci diedero una lezione di efficienza nell’opera di soccorso. Ma gli Italiani diedero a tutti lezioni di generosità. Così continua la Boneschi:”Due emigrati, trentini di Carisolo, Salvo Fiorindo e Gaetano Piovinelli, prendono a prestito una barca al Circolo cattolico di Rotterdam, la caricano di coperte, salvagenti e viveri e puntano sull’isola di Overflakkee, dove salvano i 3500 abitanti arrampicati sulla diga. Ci impiegano quattro giorni. Al quinto il padrone olandese fa loro sapere che non effettuerà trattenute sulla paga: considerino quelle giornate in conto ferie.

Rimando altri esempi ai prossimi post.
(Continua)


Ultima modifica di Admin il Lun Set 13, 2010 7:41 pm, modificato 2 volte

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Re: I NOSTRI ANNI '50

Messaggio  Admin il Sab Set 12, 2009 7:11 pm

Si diceva del paradosso degli anni '50: tanta umanità, un sentimanto di umana compassione tanto diffuso, tanta solidarietà ma anche tanta grettezza.
Abbiamo portato qualche esempio di una delle due facce di questo mitico decennio. Ed ecco l'altra faccia:
"Nulla sfugge alla Chiesa. Ma almeno in un caso, che fa scalpore nel'57, la petulanza del vescovo di Prato, Pietro Fiordelli, nuoce alla causa. Mauro e Loriana Bellandi, parrocchiani di don Aiazzi, si sposano civilmente. Fiordelli scrive una lettera pastorale nella quale i Bellandi sono defibiti "pubblici concubini", per lui un matrimonio in municipio è carta straccia. A publicizzare l'insulto provvede don Aiazzi, che stampa la lettera e la diffonde in parocchia. Bellandi cita il vescovo e il parroco per diffamazione. I laici provano a ragionare, ma contro il fanatismo c'è poco da fare. Il giurista Achille Battaglia esorta Stato e Chiesa al rispetto reciproco e ricorda che se un cittadino osserva le leggi dello Stato, un sacerdote non può diffamarlo in pubblico. Monsignor Ernesto Pisoni, direttore del quotidiano cattolico "l'Italia", replica che è preciso dovere del pastore additare i pubblici peccatori. Qualche tempo dopo, Bellandi ha un colpo e resta semiparalizzato. "E' la folgore divina" commenta un fedele romano...............................................................................................
In prima istanza il vescovo è condannato ad una multa, poi è assolto in appello. Andreotti, ministro delle Finanze, denuncia che il processo è stato "un impressionante episodio di laicismo anticlericale, che dobbiamo combattere come il comunismo". Il presidente del Consiglio Adone Zoli condivide il suo sdegno "perché sul caso del vescovo si è instaurata una speculazione politica".
I ministri DC prendono sfacciatamente le parti di Fiordelli, mai quelle del cittadino offeso e men che meno quelle dello Stato, vilipeso nelle sue leggi. Il guardasigilli Guido Gonella coglie l'occasione per promettere ancora una volta il CSM, previsto dalla Costituzione e nascituro da ormai dieci anni. poi ripiega su una scelta più conveniente, quella di blandire i magistrati e promettere loro scatti di anzianità biennali invece che quadriennali" (op.cit. pagg.79-80)

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