LA FICTION DEL MEETING DI RIMINI: l'utopia ingannevole di Comunione e Liberazione

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

LA FICTION DEL MEETING DI RIMINI: l'utopia ingannevole di Comunione e Liberazione

Messaggio  Franco D'Emilio il Lun Ago 29, 2011 11:52 am

".. e l'esistenza diventa un'immemsa certezza", questo lo slogan dell'edizione, appena conclusasi a Rimini, del Meeting dell'Amicizia.
Questa frase me la sono letta e riletta, quasi mi ha perseguitato tutte le volte che, visitatore della manifestazione ciellina, me la sono ritrovata davanti, a caratteri cubitali su qualche striscione o cartellone.
Parole che non mi hanno convinto della loro giustezza, anzi della loro opportunità, quasi fossero termini di una profezia vaga, azzardata, in fondo poco credibile.
Al mio interrogativo sul significato concreto dello slogan un giovanottino del servizio accoglienza , davvero ieratico nella sua magrezza francescana, non ha esitato, quasi inorridito dalla mia incapacità di comprendere parole tanto rivelatrici, a sentenziare con un po' di spocchia: - Ma, insomma, suvvia, l'esistenza che diventa certezza è la consapevolezza della nostra identità di uomini! Come si fa a non capirlo! -
Di fronte a tanta sicumera ho preferito glissare chiedendo al mio interlocutore qualche notizia sulla mostra "150 anni di sussidiaretà", allestita sempre al Meeting di Rimini per la ricorrenza del 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, ma allora lo spilungone ha tentennato, ha detto e non detto, insomma non mi ha dimostrato di possedere certezze.
Strana la vita: a volte s'intendono le profezie e si perdono di vista le cose più semplici e terrene!
Divenire consapevoli della propria identità è senza dubbio l'acquisizione di un'utile certezza, che, però, rischia di restare fine a se stessa se non riesce a realizzarsi, a confrontarsi con la realtà concreta, quotidiana e a lungo termine.
Oggi quale certezza è l'identità di un operaio prossimo a perdere il lavoro per la nota crisi produttiva del paese? Ancora, può definirsi certo della sua identità il giovane laureato disoccupato o, se fortunato, precario senza diritti e futuro? Che dire, poi, della famiglia in ansia per il proprio mutuo a tasso variabile, contratto per l'acquisto di un alloggio: anch'essa è davvero titolare di una certezza?
L'elenco potrebbe continuare, ma qualche indomito ciellino mi placcherebbe inesorabile: - Ma la certezza della nostra identità di uomini è un atto di fede al quale dobbiamo ispirare la nostra vita. Il problema non sono solo i fini da raggiungere quanto la via da percorrere per avvicinarsi ad essi. -
Dubito, oh come dubito, ho sentito puzza di convinzioni assolute, quasi d'integralismo, tutto in chiave utopica, avulso dal mondo e dalle persone, ma pure con un sottofondo di buggeratura a scapito dei più sprovveduti.
Ma poi, mi sono chiesto, quali sarebbero gli strumenti, gli uomini, le circostanze con i quali dovrebbe consolidarsi la profezia che "l'esistenza diventa un'immensa certezza". Dovrebbero esserlo il sindaco Alemanno, il ministro Calderoli, uno spettrale Fassino, invitati a discutere per l'ennesima volta sull'antica novità del decentramento amm.vo? Dovrebbero esserlo i giovanottini del servizio d'ordine che scortavano gli stessi politici sunnominati con un protettivo "cordone di sicurezza"? Davvero insolita questa gioventù a protezione della casta! Ancora dovrebbero esserlo tutti quei visitatori, ciellini e non, che incontrandosi quasi ritualizzano il momento con plateali, reciproche affettuosità, ma soprattutto con l'ostentato saluto del "give me five". Eh, sì, i ciellini amano sentirsi squadra vincente, anzi fanno squadra stringendosi attorno al vampiresco Tremonti, all'Amministratore Delegato Marchionne, sicuro nel suo domicilio fiscale all'estero, oppure attorno al pentito socialista Sacconi, ministro del lavoro insofferente dello Statuto dei Lavoratori, roba da plebaglia!
Sì, c'è proprio lo spirito di squadra, tante magliette di diverso colore a seconda del settore operativo assegnato: nere, gialle, verdi, rosse, bianche.
Per carità tutte uguali nella considerazione degli organizzatori del Meerting, altrimenti immaginatevi cosa sarebbe la certezza della propria identità tra un addetto alla reception ed un addetto alla pulizia e ai cessi!

Franco D'Emilio

Messaggi : 9
Data d'iscrizione : 20.08.11

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum