23 Agosto: Dedicato alla memoria di Rachele, zia di Valpreda.

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23 Agosto: Dedicato alla memoria di Rachele, zia di Valpreda.

Messaggio  Admin il Sab Ago 22, 2009 9:58 pm

Mi sarebbe piaciuto da tanto tempo onorare l'alta figura di Rachele Torri, la mitica zia di Pietro Valpreda, con una commemorazione adeguata, vale a dire con una ricerca storiografica dignitosa e per così dire "obiettiva". Non ci sono ancora riuscito, per mancanza di tempo e per gli altri impegni della mia vita (ora c'è anche questo forum), nonchè per la difficoltà di reperire il materiale biografico: dovetti affannarmi non poco per conoscere anche soltanto la data del decesso (23-08-2000), indispensabile per ogni commemorazione, e mi soccorse Leonardo Vitola, che battè tutti i miei amici e me stesso in questa ricerca.
Ma oggi voglio comunque che non manchi un elogio a questa nobile figura, come due anni fa, quando pubblicai in altri forum un post che copio ed incollo a seguire:

""....Dovendo abortire, mi lascio andare a ricordi della mia giovinezza più acerba, reminiscenze impregnate di soggettivismo, che non tento di filtrare nemmeno, per la ragione di cui sopra: non è una commemorazione vera.


Scoppia la bomba, è la prima di queste tragedie per la società italiana. L’impressione generale è enorme, ed io ragazzino resto terrorizzato e sgomento. Salta fuori quasi subito “il mostro”, un anarchico. Io non sono anarchico, e nemmeno marxista, sono un adolescente alla ricerca, che va confrontando le diverse ideologie. Ma conosco già i veri anarchici, so che sono forse dei sognatori, ma sono buoni.


Tutta la stampa borghese è contro Valpreda, perché, se anche non fosse il colpevole, è comunque un “pessimo cittadino, un ballerino, un lavoratore occasionale, uno senza famiglia, un anarchico”. L’ondata di esecrazione e di disprezzo che si abbatte su Valpreda investe almeno in parte l’unica testimone a sua discolpa, la zia. La quale difende di fronte alla stampa ed alla pubblica opinione, come una leonessa, la figura del nipote, IL MOSTRO. Una donnaccia torbida, complice, moltissimi credono. Una che, potenza delle rappresentazioni sociali, si prenderà anche una accusa di falsa testimonianza, poi smontata, per le dichiarazioni che farà al processo.


Ed eccoci al processo. Sotto il peso della maledizione di tre quarti degli italiani, che vogliono Valpreda mostro anche per pigrizia, anche per vigliaccheria, per non rischiare di intravedere scenari ben più inquietanti, questa popolana priva di cultura, si presenta tutta sola nel bunker per difendere il diletto (e innocente) nipote.
Ed è la svolta, a livello di pubblica opinione. La testa alta, lo sguardo limpido, i toni pacati di chi ha la coscienza pura e non teme nulla. Zia Rachele fa presa, sulla stampa e sul pubblico, e da allora diviene una eroina della sinistra, non solo di quella extra-parlamentare. Il giorno dopo l’udienza i giornali titolano più o meno così: “ZIA RACHELE TIENE BANCO”, “FRA GLI APPLAUSI SCROSCIANTI (DEI CONTESTATORI PRESENTI TRA IL PUBBLICO), ZIA RACHELE ANNIENTA IL PUBBLICO MINISTERO”…


Di questo memorabile testa a testa fra zia Rachele e l’aggressivo P.M., ricordo solo due “perle”:
- alle prime battute dell’interrogatorio, quando il P.M. la incalzava torchiandola come si vede nei films, e più ancora. come si fa con i “mostri”, replicò, lei, incolta, nell’aula di giustizia che dà soggezione a tutti, replicò più o meno: “Guardi, avvocato, può anche usare con me altri toni. Sono una donna, non sono mica un cane…”. Applausi croscianti, invano contrastati dal Presidente.
- Domanda chiave: “perché lei tenne nascosto a tutti che suo nipote se ne stava rifugiato in casa sua, dopo la strage ?”. Risposta con tono pacato e sommesso, ma fermo: “Che mio nipote fosse sospettato di una cosa simile, a me non sembrò il caso di scriverlo sui muri… non mi parve una cosa da scrivere sui muri…” Crosciano gli applausi, il P.M. si confonde, Zia Rachele prende forza, il popolo ormai è in gran parte con lei, Zia Rachele conclude a testa altissima, da dominatrice, la deposizione che avrebbe dovuto annientarla.


In seguito, dopo il giro di boa di questa udienza, le forze di sinistra fecero a gara nello sponsorizzare Pietro Valpreda, la cui innocenza era ormai evidente. Per una volta Pietro non volle ascoltare la zia, quando accettò una candidatura nelle file del “Manifesto” per le elezioni politiche imminenti. Zia Rachele avrebbe preferito che il nipote rimanesse il “martire” di un blocco sociale più ampio, con tutte le forze della sinistra costituzionale; qualunque politico imparziale le dava ragione, e credo che anche Valpreda, a posteriori, le abbia dato ragione.


Più avanti, in successivi incontri con la stampa, questa donna tanto grintosa quanto modesta e pulita, completò l’opera di convincere la maggior parte degli italiani circa l’innocenza di Valpreda.
Questi, dopo il decesso della zia, tanti anni dopo la tempesta dalla quale era uscito grazie a lei, fu mostrato dai TG avvinghiato alla teca che conteneva le ceneri di Rachele Torri, che nessuno gliela strappasse...
Dicono alcuni teologi che “La Provvidenza agisce per cause seconde”. Certo, non tutti hanno una zia così…

(mi scuso per le eventuali inesattezze, ed attendo le correzioni: un forum serve anche a questo, alla ricerca della verità tutti insieme, per tentativi ed errori)."

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Re: 23 Agosto: Dedicato alla memoria di Rachele, zia di Valpreda.

Messaggio  Admin il Dom Ago 22, 2010 9:46 pm

Anche quest'anno abbiamo voluto ricordare "ZIA RACHELE".

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