LA SPAVENTOSA REPRESSIONE IN SIRIA

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LA SPAVENTOSA REPRESSIONE IN SIRIA

Messaggio  Admin il Ven Mag 27, 2011 11:17 pm

Ricevo e pubblico:

"Cari amici,

La repressione contro i manifestanti siriani ha visto l'uccisione di 1000 di loro e altri 10.000 incarcerati e torturati. Alcuni attivisti siriani perseguitati si sono rivolti ad Avaaz per un sostegno finanziario: provviste, trasporto e altri bisogni di prima necessità in sostegno del loro movimento pacifico. Clicca qui per vedere un video-appello straziante dalla Siria e per dare il tuo contributo:




Abbiamo appena ricevuto un video-appello disperato da un membro di Avaaz in Siria che ha messo in pericolo la sua vita per chiederci aiuto.

Il regime siriano sta mettendo sotto assedio intere città, e il suo obiettivo è di annientarle per distruggere il movimento pacifico pro-democrazia. Le forze dell'ordine hanno tagliato i rifornimenti di cibo, acqua e medicine a queste città, sparato a centinaia di cittadini e arrestato e torturato migliaia di manifestanti. In molti casi prima di liberarli hanno addirittura tolto loro le unghie, così da dare un messaggio agli altri manifestanti.

Nonostante questo terrore inimmaginabile, il popolo siriano si rifiuta di rimanere in silenzio ed è invece deciso a proseguire un cammino nonviolento per uscire da questo incubo. Ma mentre il loro coraggio non ha limite, i loro fondi sì. Stanno chiedendo finanziamenti e altri aiuti, dall'assistenza medica urgente a messaggi pubblici per chiedere ai soldati di rifiutarsi di sparare ai manifestanti.

Clicca qui per guardare questo video-appello sconvolgente e per fare una donazione per aiutare la battaglia incredibile dei siriani:

https://secure.avaaz.org/it/syria_stand_with_the_protesters/?vl

Lo straziante assedio delle città Dera’a e Banias, l'arresto di massa e la tortura di oltre 10.000 manifestanti pacifici, il divieto totale per i giornalisti stranieri di riportare le notizie e il numero incredibile di vittime nel paese, stanno alimentando la richiesta dei cittadini di avere una riforma reale e democratica. Gli esperti dicono che il regime ha raggiunto un punto di non ritorno, e che la migliore speranza perché ci sia la pace è che personalità vicine al regime si facciano avanti e chiedano la fine delle violenze.

Un sacco di dimissioni e defezioni stanno mostrando le prime crepe del regime, che gli attivisti possono aiutare ad allargare, soprattutto ora che la violenza si intensifica e la pressione internazionale cresce.

Supportati da migliaia di membri di Avaaz, i cittadini che si sono improvvisati giornalisti hanno fatto fare il giro del mondo alle immagini delle proteste. Reuters, CNN, BBC, Associated Press e Al Jazeera hanno usato le loro riprese e le loro fotografie, spesso l'unico materiale disponibile per la stampa internazionale che si è fatto largo nel blackout imposto dal governo. Ora che la violenza sta peggiorando, i manifestanti pacifici stanno chiedendo alla comunità di Avaaz di rafforzare il loro impegno e i loro sforzi organizzativi.

Possiamo aiutarli finanziando campagne di cartellonistica e messaggi pubblici per chiedere ai soldati di fermare la violenza, i costi di viaggio per gli spostamenti, attrezzature per una comunicazione più sicura, bollette del telefono, consulenze di esperti su riforme legali e altro tipo di assistenza, inclusi bisogni urgenti di tipo medico e legale. Se alcuni di noi si uniranno a questa battaglia insieme, potremo sostenere la coraggiosa spinta riformatrice degli attivisti per la pace e la democrazia, continuando a dare un messaggio di speranza per i popoli oppressi della regione.

https://secure.avaaz.org/it/syria_stand_with_the_protesters/?vl

I membri di Avaaz hanno giocato un ruolo cruciale nel sostenere i movimenti dal basso del Medio Oriente. Diversi contatti di Avaaz sono scomparsi o sono stati feriti durante le durissime repressioni. Ma sono determinati a continuare a battersi per i diritti umani e per la libertà, anche scontrandosi con la terribile violenza del regime. Chiamiamo a raccolta tutta la forza della nostra comunità per sostenere la loro battaglia e il loro coraggio.

In solidarietà,

Stephanie, David, Mohammad, Rewan, Brianna, Andrew, Alice, Ricken, Sam e il resto del team di Avaaz

FONTI

Siria: da Homs a Daraa, in migliaia in piazza contro Assad, AdnKronos
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Siria-da-Homs-a-Daraa-in-migliaia-in-piazza-contro-Assad_312065600537.html

Siria, 1100 civili morti per repressioni, Ansa
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/05/24/visualizza_new.html_845980428.html

Avaaz citata nel pezzo sulla situazione in Siria, CNN (in inglese)
http://www.cnn.com/2011/WORLD/meast/05/05/syria.unrest/

Siria, scattano le sanzioni Ue e l'embargo sulla fornitura delle armi, Corriere della Sera
http://www.corriere.it/esteri/11_maggio_09/siria-sanzioni-embargo-decisione-ue_54662588-7a72-11e0-a5b9-91021abd11c5.shtml

Siria, la protesta non ha più un volto, La Stampa
http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/401440/

Siria: il clan di Assad gli si sta rivoltando contro?, Time (in inglese)
http://www.time.com/time/world/article/0,8599,2067087-1,00.html"

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Re: LA SPAVENTOSA REPRESSIONE IN SIRIA

Messaggio  Bianca il Dom Mag 29, 2011 10:05 pm

Si, è davvero una cosa terribile. Speriamo che la comunità internazionale metta un argine a questa spaventosa violenza.

Bianca

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Re: LA SPAVENTOSA REPRESSIONE IN SIRIA

Messaggio  Admin il Ven Giu 10, 2011 7:29 pm

Amnesty International denuncia ( http://www.amnesty.it/siria-banias-sotto-assedio-aumentano-le-vittime ):
"Siria, Banias sotto assedio. Aumentano le vittime
(9 maggio 2011)
Secondo quanto riferito ad Amnesty International da attivisti locali e internazionali per i diritti umani, la repressione in atto in Siria ha provocato 48 morti mentre nella sola città di Banias sono stati eseguiti oltre 350 arresti, tra cui 48 donne, un bambino di 10 anni e almeno tre medici e 11 feriti portati via direttamente da un ospedale.

Amnesty International ha redatto una lista di 28 persone uccise dalle forze di sicurezza siriane venerdì 6 maggio (nove a Homs, sei ad Hama, quattro a Latakia e a Dayr al-Zoe, tre a Dera'a, uno a Idleb e a Damasco).

Sabato 7 maggio, le forze di sicurezza siriane hanno ucciso quattro donne che stavano prendendo parte a una protesta per chiedere il rilascio di alcuni arrestati, lungo la strada che collega Banias al villaggio di al-Marqab. Domenica 8 maggio i cecchini hanno ucciso due persone a Tafas e tre sono morte a Homs. Altri due pacifici manifestanti sono stati uccisi a Dayr al-Zor e nel villaggio di Jisr Shahour. Infine un bambino di 11 anni, Qassem Suheyr al-Ahmed, la notte tra l'8 e il 9 maggio, a Homs.

Le forze di sicurezza siriane hanno stretto d'assedio Banias e altre città. A Banias sono stati sospesi i rifornimenti di acqua, è stata tagliata l'elettricità e sono state interrotte le telecomunicazioni. La mattina del 9 maggio le strade della città erano pattugliate da 30 carri armati. Oltre alla presenza dei veicoli blindati, si segnala quella dei cecchini sui tetti di alcuni edifici, già responsabili di numerose uccisioni.

I carri armati sono entrati anche nella terza città del paese, Homs, a Mu'dhamiyeh nella periferia della capitale Damasco, così come a Tafas e Dera'a.

In totale, sono 580 le vittime della repressione delle manifestazioni iniziate intorno alla metà di marzo contro il governo del presidente Bashar al-Assad.

Le autorità siriane continuano ad attribuire le uccisioni a "bande di terroristi armati" che cospirano contro il governo. Secondo l'agenzia ufficiale Sana, l'8 maggio un minibus sarebbe stato assaltato da "bande di terroristi armati" a Homs e 10 operai sarebbero stati assassinati. Un attivista per i diritti umani ha però contattato Amnesty International affermando che il minibus sarebbe stato preso a fucilate dalle forze di sicurezza a un posto di blocco.

Amnesty International non ha il permesso di entrare nel paese e non può dunque verificare queste versioni contrastanti.

Quello che appare certo è che le forze di sicurezza hanno arrestato alcune centinaia di persone tra il 6 e l'8 maggio, che vanno ad aggiungersi alle centinaia, forse migliaia, di persone già arrestate dall'inizio delle proteste e detenute in incommunicado, senza accusa e senza poter avere accesso ad avvocati e familiari".




Ultima modifica di Admin il Lun Ago 29, 2011 11:27 pm, modificato 1 volta

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Re: LA SPAVENTOSA REPRESSIONE IN SIRIA

Messaggio  Davide Selis il Ven Giu 10, 2011 8:32 pm

Bianca ha scritto:Si, è davvero una cosa terribile. Speriamo che la comunità internazionale metta un argine a questa spaventosa violenza.
Cara Bianca, sono ore tremende. La città di Banias, come altre città siriane, si trova sotto assedio e ad un passo dalla carneficina, come ieri capitava a Bengasi. Se in Libia la comunità internazionale ha "messo un argine", qui se ne frega. L'opzione militare è sempre l' "extrema ratio", ma io non credo che in certi casi si possa evitare, e su questo punto mi sono scontrato con alcuni miei alleati storici, bloggers pacifisti, quando è iniziata l' invasione della Libia. Certo, per la popolazione siriana non si sono tentate nemmeno le alternative politico-diplomatiche, ed altrettanto certamente non si interverrà con gli eserciti...
Noi credenti non abbiamo che la preghiera, a questo punto...

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"DESAPARECIDOS" IN SIRIA

Messaggio  Admin il Gio Lug 28, 2011 9:06 pm

Se non ci fosse il web...
Riceviamo e pubblichiamo:

"Cari amici,
Il figlio sedicenne di Muntaha è stato prelevato dalle forze di sicurezza siriane 2 mesi fa: uno dei 3000 "dispersi" siriani. L'India, il Brasile e il Sud Africa hanno forti legami con la Siria e potrebbero fare pressione perché una delegazione internazionale in difesa dei diritti umani cerchi i dispersi, ma non agiranno senza una pressione globale. Aiutiamo a ritrovare il figlio di Muntaha:



Il figlio sedicenne di Muntaha è stato prelevato durante una manifestazione pacifica dalle forze di sicurezza siriane. Muntaha ha trascorso le ultime otto settimane alla ricerca di suo figlio, sfidando gli avvertimenti del regime siriano che anche l'altro suo figlio sarebbe "scomparso" se lei avesse continuato con la sua ricerca. La nostra azione urgente può aiutare suo figlio e le migliaia di scomparsi siriani.

Dal mese di marzo quasi 3000 persone sono state prelevate dalle forze di sicurezza del regime e scomparse in prigioni sconosciute. La comunità internazionale si è fatta sentire, ma ha fatto troppo poco per fermare questo attacco. L'India, il Brasile e il Sud Africa hanno legami stretti con la Siria e potrebbero fare pressione perché una delegazione internazionale in difesa dei diritti umani ritrovi i dispersi e riunisca le famiglie oggi spezzate.

La nostra enorme comunità globale può costringere i leader chiave ad agire ora, facendo pressione sulla Siria perché permetta a una delegazione internazionale di cercare le migliaia di dispersi. Firma la petizione: sarà consegnata attraverso i media più importanti al mondo, fra cui il Times of India, il Guardian, CNN e Der Spiegel:

http://www.avaaz.org/it/syrias_disappeared/?vl

L'India, il Brasile e il Sud Africa si sono opposti alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, che avrebbe dato vita a una forte azione internazionale contro la Siria. Tuttavia, questi paesi sono impegnati nella difesa della democrazia e della pace e hanno chiesto la fine della brutalità del regime di Assad. Possiamo rivolgerci a loro per chiedere che utilizzino il forte legame che hanno con la Siria per proteggere gli attivisti pro-democrazia. Una delegazione internazionale in difesa dei diritti umani potrebbe riunire le famiglie siriane e mettere fine all'incubo delle sparizioni.

I media internazionali si sono già mobilitati in risposta al nostro appello. Oggi i principali giornali stanno lanciando strumenti web interattivi per raccontare le storie delle persone scomparse, come quella del figlio di Muntaha, spiegare la crisi politica in Siria e pubblicare la nostra petizione per agire ora. Questi giornali non solo sono distribuiti in tutto il mondo, ma soprattutto sono letti dagli opinion maker, dai leader mondiali e dai decisori pubblici. La nostra campagna fa sì che tutto questo sia possibile!

Quando le proteste pro-democrazia si sono diffuse in tutto il mondo arabo, Avaaz ha agito immediatamente e grazie a migliaia di donazioni da tutto il mondo ha rotto il blackout dei media in Medio Oriente, sostenendo così i manifestanti dalla Siria allo Yemen. Da quel momento la nostra rete di citizen journalist ha generato quasi il 20% di tutto il materiale tv sulla Siria e il nostro lavoro in sostegno dei movimenti pro-democrazia ha aiutato a costruire la vera alternativa ai dittatori che si rifiutano di lasciare. Ma i regimi brutali rimangono legati al potere con le unghie e con i denti e i coraggiosi attivisti hanno bisogno di noi. Firma la petizione per trovare gli scomparsi in Siria e inoltrala a tutti:

http://www.avaaz.org/it/syrias_disappeared/?vl

L'Egitto e la Tunisia hanno dimostrato che il potere dal basso può avere la meglio contro l'oppressione. La nostra comunità globale ha sostenuto le rivoluzioni democratiche, aiutato a trasmettere e diffondere le storie dei coraggiosi attivisti e della violenza perpetrata contro di loro, e ha costretto i nostri governi a muoversi. Se ora agiremo insieme potremo aiutare a trovare le migliaia di siriani scomparsi e a vedere finalmente l'alba di una nazione pacifica e democratica in Siria.

Con speranza e determinazione,

Stephanie, Sam, Wissam, Maria Paz, Rewan, Benjamin, Pascal e il resto del team di Avaaz"

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Re: LA SPAVENTOSA REPRESSIONE IN SIRIA

Messaggio  Admin il Dom Ago 07, 2011 10:30 pm

Una prospettiva affatto diversa sui fatti di Libia e di Siria ci è stata offerta da un blogger a noi molto caro, persona finissima e di grande delicatezza. Questo amico ha scelto la comunicazione riservata, tramite mail, forse per rispetto di noi e per non entrare in polemica con la redazione di questo forum; se fosse così gli saremmo grati di tanta attenzione, ma ci permetteremmo tuttavia di ricordare sommessamente a tutti, che le polemiche sane sono il sale di un forum e dello spirito bidellesco in particolare.

Il lucido articolo che riportiamo in fondo tramite link, intende smontare la prevalente valutazione positiva, acritica, favorevole agli insorti della Libia e della Siria, e l’ondata emotiva che la accompagna, nonché le scelte politiche, coscienti o inconsapevoli, che ne conseguono.

Fra le argomentazioni principali: 1) la propaganda delle insurrezioni che a noi perviene è manipolatrice, e falsificatrice dei fatti; 2) pure gli insorti commettono atrocità criminali; 3) gli insorti sono alleati del peggior estremismo musulmano; 4) i regimi contestati dalle insurrezioni garantivano migliori equilibri internazionali ed ora l’asse si sta spostando ad esclusivo vantaggio degli USA e di Israele (se abbiamo compreso bene il messaggio su questo punto).
Dopo un primo confronto molto sofferto con questa antitesi, noi rimaniamo pur sempre nella nostra tesi. Ma il pluralismo è la vita stessa di un forum, oltre che un valore, ed un elemento costitutivo e fondante di ogni dibattito.
Ognuno quindi si formi la propria opinione, o se la tempri:
http://www.megachipdue.info/tematiche/guerra-e-verita/6568-londa-araba-e-il-nuovo-disordine-mondiale.html


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Intervista a Giulietto Chiesa

Messaggio  Franz il Sab Ago 27, 2011 10:45 am

Raccolgo il tuo invito a rendere pubblici i miei contributi al dibattito, anche se in netta controtendenza, segnalando questa intervista, a mio parere splendida, a Giulietto Chiesa:
http://www.megachip.info/tematiche/guerra-e-verita/6683-come-in-iraq-e-uninvasione.html

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Re: LA SPAVENTOSA REPRESSIONE IN SIRIA

Messaggio  Admin il Mar Ago 30, 2011 11:56 pm

Caro Franz, la tua sollecitazione è formidabile, e forse facciamo bene a non rinchiudere nel nostro sacrosanto ambito privato il dialogo che può scaturire su questo tema, ovvero il confronto fra posizioni diverse e lontane. Tante volte le nostre antitesi sono state un motivo di crescita per noi; sarebbe bello poter estendere questo beneficio a qualcun altro, uomo o donna di buona volontà come noi.
Con la sincerità di sempre, quello che a te sembra un discorso illuminante (tu ed io sappiamo quante volte io sono stato da te illuminato, per cui in questo caso mi attendevo una luce doppia), a me pare alquanto scontato. Giulietto Chiesa io lo considero una utilissima Cassandra: dobbiamo a lui la prima vera “folgorazione” sull’11 settembre, ed altri “svegliarini” non di poco conto. Ma è appunto una Cassandra, come molto più in piccolo e parzialmente lo era Ugo La Malfa a suo tempo. A differenza della Cassandra mitologica, le Cassandre reali non dicono pienamente la verità, sono tendenziose. Da apprezzare quindi come anticorpi, non come testimoni del Vero. Vanno prese come antitesi in funzione di una sintesi che le trascenda. Giulietto Chiesa è tendenzioso; lo è inavvertitamente, lo è in buona fede ma lo è. Giulietto Chiesa è un estremista. Per dirla con il primo Umberto Eco, il nostro è un “apocalittico”.
Cercherò di sostanziare queste valutazioni personali con l’esame del discorso che tu ci proponi, in alcuni tratti fondamentali:

1) “Come in Iraq: è un’invasione”.

D’ accordo senza riserve, io nel mio piccolo non ne avevo mai dubitato. La differenza etica ed umanitaria che Giulietto non considera sta nel fatto che in Iraq non vi era una parte del popolo aggredita, a noi culturalmente affine, da soccorrere. In Libia ed in Siria invece si. Con la logica di Chiesa, Franz, se tu ed io fossimo vissuti al tempo della seconda guerra mondiale ed avessimo avuto la fortuna di trovarci al riparo dal conflitto, avremmo dovuto osteggiare l’ entrata in guerra degli americani per liberare l’ Italia. Perché la sconfitta del nazismo avrebbe significato l’egemonia USA, mentre un mondo tri-polare sarebbe stato più equilibrato…perché la Resistenza italiana era un movimento eroico ma militarmente irrilevante, e non era per nulla lo specchio del popolo italiano di allora…perché anche in un movimento così piccolo, si doveva “scremare” ancora: mica avremmo potuto identificarci con la componente maggioritaria, che era comunista e quindi portatrice di valori e di un progetto sociale e politico lontano dal nostro, e spaventoso per noi… Affinché non vincesse il male, L’ITALIA NON SI DOVEVA LIBERARE. E chi se ne frega se ci sarebbero state diverse altre stragi di Marzabotto, con povera gente spaventata a morte e poi uccisa (così come Chiesa se ne fregò a suo tempo dei profughi kosovari in fuga da Milosevic).

2) “Nessun moto spontanea di ribellione della popolazione, nessun anelito democratico negli insorti?
«Su questo sono risoluto: non c'è assolutamente nulla di tutto ciò. Non c'è nessuna vocazione alla democrazia in nessuna di queste rivolte. Le vocazioni democratiche sono risultate assolutamente minoritarie sia un Tunisia, sia in Egitto sia tanto più in Libia. Questa descrizione dell'anelito dei popoli arabi alla democrazia occidentale è una delle falsificazioni più clamorose che siano state inventate nell'epoca moderna».”.

Qui Giulietto cade in palese contraddizione. Prima dice “assolutamente nulla”, poi “vocazioni democratiche assolutamente minoritarie”. E’ vero il secondo termine, non il primo. Così come è vero in qualsiasi rivoluzione, laddove la componente popolare animata da idealità nuove, non è mai la forza principale del processo di sovvertimento, e non potrebbe realizzare da sola il cambiamento agognato, se non si mescolasse con forze più grandi di essa, nonché alquanto “impure”. La contraddizione di Giulietto sarebbe spudorata, se lui ne fosse cosciente. Ma lui non ne è cosciente, perché la sua presa di posizione nasce ed è sospinta dal cuore, non dalla “ratio”. Assumendo per vero uno solo di due termini della contraddizione, la critica interna è già stata fatta più sopra.

3) “Ma per quanto riguarda l'anelito alla libertà negli altri paesi è accaduta una cosa che noi europei non vogliamo vedere, perché siamo eurocentrici. In questa parte del mondo è avvenuta una rivoluzione demografica di proporzioni gigantesche. Negli ultimi 25 anni è nata una nuova generazione di tunisini, algerini, egiziani che vedono la televisione, per esempio. E questo, che i loro padri non potevano fare, consente un confronto tra la loro vita di oggi e la vita, falsificata dagli schermi, dell'Occidente. E' una specie di modello Albania in grande scala. Vedono le tivù dell'Occidente, fanno i confronti, capiscono che i beni ai quali vorrebbero e potrebbero accedere non sono disponibili per loro e si rivoltano».”.

Più che mai: CHIESA CONTRO CHIESA…
(Continua)

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Re: LA SPAVENTOSA REPRESSIONE IN SIRIA

Messaggio  Admin il Mer Ago 31, 2011 3:46 pm

Continua:
“Ma non capiscono anche che c'è un altro sistema di governo che, invece, lo permette?
«Forse possono confusamente pensare che qualcosa del genere possono averlo anche loro. Ma non possono anelare a una cosa che non conoscono. I dati egiziani ci dicono che le spinte democratiche sono largamente superate da quelle a una società islamica, autoctona, molto legata ai loro valori tradizionali».”.

Abbiamo attribuito a Chiesa una impostazione di pensiero di tipo “sentimentale”. Lo intendevo nel senso psicologico, non in quello umano, non nella immediata accezione linguistica. Io sono infatti convinto che Giulietto provi ben poco amore per gli esseri umani (su questo motivo forse torneremo), e che i servigi informativi che rende all’ umanità, e le imprese che tenta per la salvezza di quest’ ultima, siano animate e motivate più dal desiderio di spaventare gli esseri umani, di farli soffrire, che non di salvarli.

Nel passo riportato in cima a questo post, Chiesa pare guidato non dal cuore, come gli avevamo attribuito nel post precedente, ma dal basso ventre, da pulsioni che lo accecano. Come può dire infatti: “non possono anelare a una cosa che non conoscono”? L’ umanità da sempre anela a cose che non conosce. E’ questa la pulsione al progresso, è questo un tratto costitutivo dell’ ”umano”, è forse il quid che più di ogni altro distingue la natura umana.
Tutte le rivoluzioni, non solo quelle arabe attuali, si sono compiute per l’anelito a qualcosa di nuovo, che si prefigurava in un modo più o meno chiaro o confuso, ma non si conosceva ancora. Grandissima parte della produzione culturale dell’ uomo, sia essa scientifica, artistica, letteraria o poetica è motivata da questo anelito. Le religioni se ne nutrono in modo imprescindibile. Lo stesso Chiesa di ieri, se era comunista in un’ epoca in cui il cuore dell’ uomo palpitava ancora per le ideologie, anelava ad una realtà futura ancora ignota, per lo meno nel senso empirico. Il Chiesa di oggi è tutto impegnato a costruire una nuova modalità di sopravvivenza e convivenza umana che non conosce certo nei dettagli!
Giulietto, non puoi fare di queste affermazioni e poi disprezzare Oriana Fallaci! Giulietto, i “bidellanti” sono cultori della Verità e non sopportano queste cadute in un autore accreditato come te. Giulietto, i bidelli in spirito ti bocciano.
(Continua)

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Re: LA SPAVENTOSA REPRESSIONE IN SIRIA

Messaggio  Admin il Gio Set 01, 2011 1:31 pm

Continua:

"Però in Libia gli Stati Uniti sono rimasti nelle retrovie rispetto a Francia e Inghilterra.
«Sì, è così che è avvenuto. Hanno agito nelle retrovie e sono stati molto intelligenti. Perché hanno usato alcuni dei problemi dell'Europa. In questo momento l'attacco è contro l'Europa. Se c'è qualcuno che doveva sputtanarsi erano gli europei. Così come stanno cercando di demolire l'Europa e l'euro per metterlo al servizio del dollaro, avevano bisogno anche di compromettere l'Europa in una operazione di più vasto respiro».".

Il "però" che apre il passo riportato si riferisce alla tesi che Chiesa aveva appena espresso nella stessa intervista che andiamo commentando. Questa tesi suona circa così: "Gli USA si devono impadronire del Nord-Africa per contrastare l'espansione della influenza cinese nella restante parte del continente nero, e prepararsi così ad un conflitto quasi inevitabile con la Cina, da posizioni di maggiore sicurezza o vantaggio strategico".

Forse ognuno ha la sua presunzione, grande o piccola, ed io credo di avere un fiuto per la verità come pochi altri uomini. Intuisco senz' altro vera l' intuizione di Giulietto. Ma quando si vuole dimostrare, o argomentare una tesi, bisogna citare degli esempi concreti, dei casi empirici che la dimostrino o la corroborino. Non è questo il caso. E' evidente a tutti che l' intervento in Libia è stato fortemente voluto dalla Francia e subito dopo dall' Inghiltrerra. Se fosse stato per gli americani, saremmo ancora fermi alle deplorazioni, e Gheddafi avrebbe vinto. Se è vero inoltre che le forze che contano negli Stati Uniti vogliono indebolire ed asservire pure l' Europa, ed hanno approfittato anche di questo passo falso di Francia ed Inghilterra per raggiungere il loro obiettivo, dobbiamo concludere che almeno due dei più importanti stati europei sono attualmente retti da coglioni masochisti. Non uno, ma due!!! E ne consegue pure che il nostro primo ministro, che è stato il più restio ad abbandonare Gheddafi, era molto più lungimirante!
Giulietto Chiesa a me sembra che non fosse lucido, quando ha rilasciato questa intervista. Oppure, che confidasse nella mancanza di lucidità di tutti i suoi lettori.
(Continua)

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Re: LA SPAVENTOSA REPRESSIONE IN SIRIA

Messaggio  Admin il Sab Set 03, 2011 10:00 pm

Continua:
“Da tempo [Gheddafi] si era messo in linea con gli interessi dell'Occidente. Perché si è deciso che il suo regime non andava bene?»,
Per l'urgenza. Stava minacciando il bagno di sangue contro gli insorti.
«Tutto questo è già stato dimostrato come falso. I 10 mila morti non c'erano e nessuno li ha mai visti, le fosse comuni lo stesso, i bombardamenti sui cortei della popolazione non c'erano. Ho lavorato su tutte le fonti disponibili e non ho trovato una sola immagine, una sola notizia attendibile. La notizia è stata data da Al Jazeera, ma era palesemente non credibile nel momento in cui è stata data. Perché dopo due giorni dall'inizio delle rivolte qualcuno doveva aver contato i 10 mila morti, e io vorrei sapere come si fa».

Giulietto, non giocare a prenderci in giro. Forse i 10 mila morti non c’ erano, come forse non c’ erano le altre atrocità di cui non hai trovato le tracce. Altre atrocità, comunque, vengono scoperte in modo inoppugnabile ora che Tripoli è stata liberata (oppure occupata, a seconda dei punti di vista). Forse i 10 mila morti non c’ erano, ma le minacce agli insorti c ‘erano di sicuro. Ed è questo di cui stiamo discorrendo. Se un noto criminale omicida mi minaccia di morte mentre viene contro di me armato fino ai denti e con faccia cattivissima, io gli credo.
(Continua)




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Re: LA SPAVENTOSA REPRESSIONE IN SIRIA

Messaggio  Admin il Mar Set 06, 2011 10:12 pm

Continua:
La prossima è la Siria?
«Sì. Oppure l'Iran, ma quella è un'altra variante. Che emergerà solo quando la crisi sarà più acuta».”.
Giulietto qui dimostra tutta la sua carica di buona fede (secondo me, anche quando è tendenzioso e addirittura falso, è in buona fede), che lo fa cadere in una ingenuità. Il nostro pare non rendersi conto della strada pericolosa che ha imboccato: se la Siria non sarà invasa dagli Stati Uniti o da loro alleati, il teorema non sarà verificato, ed apparirà falso.


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Replica (...provvisoria)

Messaggio  Franz il Gio Set 08, 2011 11:18 am

Caro Admin, per la mancanza del necessario tempo a disposizione, sono costretto a rimandare una replica abbastanza approfondita a questa tua articolata requisitoria contro l'autore dell'articolo che ho linkato.
Non rinuncio ad accennare, per ora, che continuo a ritenere i contenuti di quell'articolo molto importanti per contrastare certe campagne di opinione mondiali, subdole e potenti, di cui esistono indizi e testimonianze.
Per l'amore di verità che ci accomuna, invito i lettori, abituali o casuali, di questo forum a leggere sia l'articolo che le tue critiche, e a farsi una propria idea al proposito.

Franz

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Re: LA SPAVENTOSA REPRESSIONE IN SIRIA

Messaggio  Admin il Mer Set 14, 2011 10:54 pm

Caro Franz, grazie delle interlocuzioni, ma non sentirti pressato da questo dibattito: non sono l' unico che conosce la tua vita tanto impegnata, replicherai se e quando potrai farlo senza affanno.
Mi permetti l'ultima pennellata?
"L'obiettivo è di unificare sotto un unico comando militare non solo l'Europa ma anche il Nord Africa. Un'operazione di lunga prospettiva, molto strategica».".
Questa tesi di Chiesa sarebbe da considerarsi una vera e propria "petizione di principio", se fossimo di fronte ad un saggio a tesi anzichè ad una intervista. Giulietto d'altra parte cade spesso ed inavvertitamente nella "petizione di principio", è un difetto comune a quasi tutti i grandi giornalisti. Essi riescono ad essere tanto coinvolgenti anche per questo. Noi bidelli siamo assai meno brillanti dei grandi giornalisti, ma un po' più filosofi.


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Re: LA SPAVENTOSA REPRESSIONE IN SIRIA

Messaggio  Admin il Gio Giu 14, 2012 8:34 pm

Ricevo e pubblico:
"Da: Amnesty International
Data: 14/06/2012 15.35.30
A: Davide Selis
Oggetto: Emergenza Siria: bambini, giovani e anziani massacrati



Ovunque sia andata, ho incontrato persone stravolte che chiedevano perché il mondo stesse a guardare e non facesse nulla. Questa mancanza d'azione da parte della comunità internazionale non fa che incoraggiare ulteriori violazioni. Poiché la situazione continua a peggiorare e il computo delle vittime civili sale di giorno in giorno, la comunità internazionale deve agire per porre fine alla spirale di violenza.

Donatella Rovera – ricercatrice di Amnesty International in Siria.

Ciao Davide,

quanto sangue dovrà ancora scorrere prima che la comunità internazionale aiuti la Siria?

In un nuovo rapporto diffuso oggi, Amnesty International riporta un crescendo di uccisioni, torture, detenzioni arbitrarie e distruzioni indiscriminate commesse dalle forze armate e dalle milizie governative in Siria.

Abbiamo recentemente visitato 23 città e villaggi, raccogliendo le testimonianze di famiglie distrutte dal dolore che hanno raccontato di bambini, giovani e anziani brutalmente uccisi dai soldati. Abbiamo ascoltato persone che raccontavano di aver visto cadaveri dati alle fiamme.

I soldati e le milizie hanno distrutto case e negozi, aprendo indiscriminatamente il fuoco contro centri abitati, uccidendo e ferendo persone che si trovavano sul posto al momento degli attacchi. Le persone arrestate sono state torturate, in alcuni casi fino alla morte. Molte sono state vittime di sparizione forzata e il loro destino resta sconosciuto.

Dall'inizio delle manifestazioni di piazza, nel febbraio 2011, almeno 10.000 persone sono rimaste uccise.

I responsabili di questo massacro devono essere consegnati alla giustizia e non possiamo farlo senza il tuo aiuto. Per continuare le attività di ricerca e di denuncia, garantendo la nostra indipendenza, non accettiamo fondi dai governi: solo le tue donazioni possono contribuire a mettere fine alla crisi dei diritti umani nel paese e ridare la speranza alla popolazione siriana.

Oggi, come ormai da molti mesi, chiediamo al Consiglio di sicurezza di deferire la situazione della Siria al procuratore della Corte penale internazionale e di imporre un embargo sulle armi alla Siria, con l’obiettivo di fermare i trasferimenti al governo di Damasco. Chiediamo ai governi di Russia e Cina di porre immediatamente fine alle forniture di armi, munizioni ed equipaggiamento alla Siria.

Con il tuo sostegno, Amnesty International può combattere le violazioni dei diritti umani in Siria. Dona subito, sostieni i diritti umani e difendi con noi la popolazione siriana!"




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Re: LA SPAVENTOSA REPRESSIONE IN SIRIA

Messaggio  Admin il Dom Ago 05, 2012 11:10 am

Il giorno 1 agosto ho ricevuto da AMNESTY INTERNATIONAL la seguente lettera, che circola in rete:
"L'attacco contro Aleppo, che pone sempre di più la popolazione civile a rischio, è il prevedibile sviluppo di quel modello di violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di sicurezza in tutto il paese".

Donatella Rovera di Amnesty International è di recente tornata da un lunga missione di ricerca in Siria, dove ha assistito in prima persona a numerose violazioni dei diritti umani commesse dalle forze governative.

L'assalto che le forze fedeli al governo siriano stanno lanciando contro la città di Aleppo è il culmine di mesi di brutale repressione contro le voci dissidenti.

Assistite dalle famigerate milizie shabiha, le forze governative hanno aperto il fuoco contro le manifestazioni pacifiche, uccidendo e ferendo coloro che partecipavano o semplicemente assistevano alle proteste, bambini compresi.

L'intensificarsi della repressione ha colpito gli attivisti che hanno raccontato ad Amnesty International di essere stati minacciati e aggrediti; altri sono stati arrestati e da allora non si è saputo più nulla di loro. Anche i medici e gli infermieri che prestavano soccorso ai feriti sono stati presi di mira. Il 24 giugno sono stati ritrovati i corpi carbonizzati e mutilati di tre medici, che facevano parte di una rete volontaria di assistenza medica ai manifestanti feriti e che erano stati arrestati la settimana prima.

Mentre i combattimenti tra le forze governative e l'opposizione ad Aleppo, come in altre aree della Siria, diventano sempre più intensi e aumentano le denunce di abusi commessi dall'opposizione armata, la popolazione è esposta a rischi gravissimi. A migliaia stanno abbandonando le loro case, unendosi agli oltre 100.000 rifugiati dell'ultimo anno.

Nonostante l'escalation di violenza, la comunità internazionale è paralizzata tra misure inefficaci - come la Missione di supervisione dell'Onu - e i veti del Consiglio di sicurezza.

Nel frattempo donne, uomini e bambini in Siria vengono abbandonati al loro destino.

Per questo Amnesty International continua a chiedere al Consiglio di sicurezza di agire per fermare questo spargimento di sangue, garantendo una reale presenza di osservatori in Siria, deferendo la situazione del paese alla Corte penale internazionale e fermando l'afflusso di armi al governo di Damasco e ai gruppi dell'opposizione armata".


Il giorno dopo la diffusione di questo manifesto umanitario, sono state annunciate le dimissioni di KOFI ANNAN dal suo incarico di pacificatore per conto dell'ONU. L'incaricato delle Nazioni Unite ha motivato la sua decisione, facendo riferimento alla mancanza di un adeguato appoggio da parte delle potenze mondiali, le quali sostengono, anche con con aiuti militari forniti indirettamente, le due fazioni in lotta in Siria, quella governativa e quella ribelle.
La drammatica, tragica, nobilissima scelta di un limpido uomo di pace come Kofi Annan dice tutto, su quanto possano contare l' ONU ed i pacifisti per fermare in Siria oggi la guerra, una guerra che oggi è soltanto guerra civile e presto sarà GUERRA tout-court.



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Re: LA SPAVENTOSA REPRESSIONE IN SIRIA

Messaggio  Admin il Ven Ago 23, 2013 7:30 pm

A due anni dall'inizio della guerra civile, le condizioni di vita della popolazione siriana sono drammatiche, come ci attesta l'UNICEF, ed altre fonti autorevoli. Quattro milioni di bambini sono coinvolti nel conflitto, stanno patendo pene infernali e rischiano di non sopravvivere. Per aiuitarli si possono fare donazioni all'UNICEF con carta di credito su www.unicef.it o telefonando al numero verde 800745000 , o con un bonifico bancario IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051.
Proposta UNICEF:
DONAZIONE 25 EURO = VACCINAZIONE 147 BAMBINI CONTRO MORBILLO
                50 EURO = 6410 TAVOLETTE PURIFICANTI PER L'ACQUA
                75 EURO = 257 QUADERNI
                100 EURO = 59 TANICHE IN PLASTICA PER IL TRASPORTO DI ACQUA
                250 EURO = 12 KIT DI PRIMO SOCCORSO

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Re: LA SPAVENTOSA REPRESSIONE IN SIRIA

Messaggio  Admin il Dom Ago 25, 2013 4:17 pm

Sembra ormai imminente un intervento in Siria degli Stati Uniti e dei loro alleati, sotto l'egida o con il mandato dell'ONU. Ma circola in rete una controinformazione inquietante circa le responsabilità degli ultimi massacri:
http://fintatolleranza.blogspot.it/2013/08/siria-putin-sputtana-obama-e-consegna.html
Questa versione, se confermata, sancirebbe l'innocenza di Assad e darebbe ragione a Giulietto Chiesa riguardo all'interpretazione delle cause del conflitto, delle responsabilità primarie, e del ruolo degli USA e dei loro alleati.
Vorremmo noi per primi disporre di informazioni promananti da fonti più accreditate, e poterle trasmettere. Chiesa qui direbbe che siamo degli ingenui...    


Ultima modifica di Admin il Lun Ago 26, 2013 12:00 pm, modificato 1 volta

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Controinformazione

Messaggio  Franz il Lun Ago 26, 2013 11:22 am

Carissimo, mi sembra di percepire, e la cosa mi fa piacere, una tua posizione meno drasticamente convinta di allineamento alla interpretazione corrente di quanto avviene in Siria.
Come sai, la mia posizione è opposta, o quanto meno di diffidenza estrema per quanto ci viene raccontato a proposito.
In questa occasione mi limito ad aggiungere un paio di note, link e considerazioni.
- Ricordo ancora (e credo di averne già accennato) un filmato relativo a una manifestazione pro Assad a Damasco, la cui straordinaria imponenza smentiva inequivocabilmente il concetto di una popolazione schierata generalmente con i rivoluzionari.
- Tutte le notizie quotidiane di azioni militari e terroristiche in Siria giungono sempre e solo da fonti antigovernative, anche nelle radio sedicenti di sinistra, come Radio Popolare.
- Sul sito Megachip ci sono molte voci contrastanti con la "versione ufficiale" dei fatti; ne ho sbirciate rapidamente un paio che linko qui di seguito, ma il campionario, per chi vuole ascoltare e approfondire anche questo tipo di voci divergenti, è molto più ampio, nel sito stesso e, presumo, anche altrove:

http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=84886&typeb=0&Sarin-in-Siria-Complimenti-MSF-
http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=84874&typeb=0&L%27attacco-alla-Siria-per-rianimare-alleanze-a-pezzi

Un caro saluto di pace.

Franz

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Re: LA SPAVENTOSA REPRESSIONE IN SIRIA

Messaggio  Admin il Lun Ago 26, 2013 7:45 pm

Caro Franz, grazie dell'intervento e della preziosa voce critica che non ti stanchi di rappresentare. In me effettivamente il tarlo del dubbio ha lavorato, rispetto ai penultimi tempi, e l'ultima apparente notizia mi scuote molto. Penso e spero che nel dubbio ci possiamo incontrare, poichè di due cose tuttora io non dubito: la competenza, ma anche la tendenziosità di Giulietto Chiesa. L'aspetto tragico della problematica questione di cui trattiamo, è che presto ci sarà una guerra terribile; l'aspetto ancora più tragico è che questa volta non è affatto evidente chi siano i "buoni" e chi i "cattivi".

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Dal blog di Beppe Grillo

Messaggio  Franz il Mar Ago 27, 2013 10:34 am

Anche Beppe Grillo mostra di dissociarsi dalla "versione ufficiale": ha appena pubblicato sul suo blog un articolo a firma Mario Albanesi che, sia pure elencando solo opinioni e impressioni, mostra una chiara scelta di campo:
http://www.beppegrillo.it/2013/08/la_siria_e_lora.html

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Massimo Fini

Messaggio  Franz il Gio Ago 29, 2013 1:19 pm

Vorrei aggiungere, ancora, il parere di uno dei più lucidi e informati giornalisti italiani, Massimo Fini:

http://www.youtube.com/watch?v=JuyA5Aqug5A

Franz

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