Io rimpiango Alfredo Biondi.

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Io rimpiango Alfredo Biondi.

Messaggio  Davide Selis il Lun Gen 31, 2011 11:41 pm



Fra tutti i nostri “uomini del presidente”, di ieri e di oggi, io stimo soltanto Alfredo Biondi: una persona bella anche se di destra, un limpido idealista. Immagino le prime, forti reazioni emotive che questo mio incipit scatenerà nella maggioranza dei lettori: ”MA IL DECRETO SALVALADRI CHI LO INVENTO’?”, molti vorranno gridare. Datemi un po’ di tempo, mi sono sempre preso le mie responsabilità, nel mio minuscolo ambito. Lasciate che io creda (può darsi che sia una illusione) di avere una sensibilità spiccatissima per scorgere i buoni sentimenti nelle persone. Quando ero molto prevenuto verso Biondi, come lo era la quasi totalità del nostro popolo, rimasi impressionato nel vedere la sua dignitosa, sommessa e serena reazione all’ondata di indignazione che il suo decreto aveva sollevato nei magistrati, nei giornalisti e nella gente comune. Ad un giornalista che gli chiedeva in TV se non fosse il caso per lui di dare le dimissioni da ministro, dopo che il suo decreto era stato ritirato a furor di popolo, bisbigliò, senza sicumera alcuna, che era prontissimo a compiere quel passo indietro, perché “tengo famiglia ma non bisogno”. Quanta autenticità si percepiva nelle sue parole e nel suo atteggiamento! Certo, per chi non lo conosca da prima della nascita di “Forza Italia”, di cui purtroppo fu uno dei fondatori, la punta di diamante della sua personale credibilità è la sua uscita di scena recente, il suo essere disceso dal carro del potere ed aver formulato critiche a Berlusconi ed ai suoi metodi che somigliano a quelle dell’opposizione. Ma io notai negli anni altri particolari, che mi fecero apprezzare questo personaggio, che mi fecero capire quanto fosse diverso dagli “yes man” suoi compagni di viaggio.

Per esempio, quando fu condannato a morte Joseph O’Dell, il quale fu poi “ingiustiziato”, vidi lui, unico “grosso calibro” del centro-destra, partecipare alla veglia di solidarietà e testimonianza con gente di sinistra e con gli “alternativi”. Lo vidi in disparte, senza alcuna ricerca dell’immagine, lo vidi soffrire. La sua sofferenza era evidente. Quest’uomo nel garantismo ci crede davvero, e la sua carriera di avvocato lo dimostra.

Ma veniamo al decreto “infame”, che fu il primo ed unico caso in cui una legge sospetta di essere “ad personam” sollevò una reazione compatta nella maggioranza della pubblica opinione, senza differenze di schieramento.

Non tutti ricorderanno che cosa fu questo decreto, perché molta acqua, e della più torbida, è passata sotto i ponti da allora. Traggo una definizione dal sito della RAI:
13/07/1994 - Il governo vara il decreto Biondi, che abolisce la custodia cautelare, limitandola ai casi di omicidio e di reati associativi (mafia, terrorismo). La minaccia di dimissioni in massa dei pm del pool Mani pulite e le massicce proteste degli italiani spingono il Parlamento a non convertire in legge il decreto, che decade….




Sicuramente, questo decreto fu “stimolato” da parte di chi voleva proteggere determinati dirigenti della FININVEST. Sicuramente, un decreto come questo indebolisce la lotta alla corruzione, lasciando a piede libero dei personaggi che possono inquinare le prove, se sono fuori dal carcere. Ma è altrettanto vero, secondo me, che Biondi in questo decreto ci credeva ad un livello ideale, essendo intimamente un garantista. A quell’epoca io ero perplesso, e siccome urgevano nella mia vita altri problemi, non approfondii la questione. Ricordo però che non seguii l’ondata dell’emotività popolare. Perché avrò sempre chiare due cosine, io che sono garantista quanto Biondi: 1) i metodi spicci di una dittatura sono i più efficaci nel contrastare la criminalità; perfino la tortura è molto efficace. Non a caso, il fascismo paralizzò la mafia siciliana. Ma certi metodi restano inaccettabili. 2) prima o poi un innocente subirà la “custodia cautelare”, perché errare è umano. Questo innocente non recupererà più al cento per cento la sua buona reputazione, anche se verrà assolto. E soprattutto, una permanenza nelle nostre carceri è una durissima pena afflittiva che non verrà adeguatamente risarcita, se uno è innocente.

Per spezzare del tutto una lancia in favore di questo galantuomo di cui trattiamo, ricorrerò ad un argomento di Franco D’ Emilio. Quando quest’ultimo era ancora uno degli interlocutori di questo forum, scrisse un post che io in seguito ritirai per rispettare la sua volontà, allorché egli decise di abbandonare “VIVA I BIDELLI”. Non credo che si offenderà se ne riesumo un passo, particolarmente significativo: “il riscontro della giustezza, della fondata opportunità di ogni legge va, comunque, effettuato rispetto al bene comune, quello dell'intera collettività; se quindi, poi, entro l'ambito della legge può comprendersi e risolversi anche qualche interesse particolare, personale, questo non significa affatto invalidare la bontà di questo stesso, nuovo provvedimento legislativo”.

Io sono convinto che Alfredo Biondi fosse ispirato da questo stesso principio-guida, quando emanò il decreto “salvaladri”.






Davide Selis

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