Mirafiori: botta e risposta

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Mirafiori: botta e risposta

Messaggio  Franz il Ven Gen 14, 2011 2:08 am

Sul referendum in corso oggi a Mirafiori ho trovato e vorrei segnalare due voci contrastanti fra loro, ma accomunate (oltre che da una certa non gradevolissima complessità) da un'evidente appasionata intenzione di scavare oltre le verità preconfezionate.

Una lezioncina di economia (
clicca qui).
Il falso paradosso del costo del lavoro (
clicca qui).

Un saluto a tutti i bidelli della Terra e dell'Universo, e auguri di nuovi fasti a questa loro piazza virtuale.

Franz

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Re: Mirafiori: botta e risposta

Messaggio  Bianca il Sab Gen 15, 2011 7:55 pm

Ora sappiamo come è andata: ha vinto il SI, hanno perso i lavoratori.
L'ennesima vergogna di un paese svergognato!

Bianca

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Re: Mirafiori: botta e risposta

Messaggio  Admin il Sab Gen 15, 2011 11:52 pm

Caro Franz, la prima delle tue citazioni, delle quali ti ringrazio, è davvero indigesta, difficilissima da seguire e spaventosa nelle conclusioni. L'autore vuole, tra l'altro, smontare la tesi di Luciano Gallino (tesi che tu ed io condividiamo) così compendiata: "

Il costo del lavoro più basso dei cinesi ci mette fuori mercato. Quindi la globalizzazione è disumana, l’economia è disumana, la logica del profitto, l’efficienza è disumana: chiudiamo la globalizzazione."

Con un procedimento di tipo logico-matematico, tale da non lasciare scampo a chi non è d'accordo, tale da costringere all'assenso, l'autore del brano giunge alle seguenti conclusioni: " [rispondere]come fa Luciano Gallino..... significa semplicemente rispondere che a pagare devono essere i contribuenti e i consumatori....". Ovvero, il costo della produzione di automobili, se non vengono sfruttati intensivamente gli operai che le producono, come si vuole fare a Mirafiori, ricade sulla fiscalità, come onere sociale imposto ad una popolazione già stremata, e ricade pure sul prezzo d'acquisto del bene prodotto, ovvero si impongono prezzi alti ad una popolazione che non riesce più a consumare, già ora.

Questo atroce autore non considera che uscire dalla globalizzazione significherebbe anche uscire dal consumismo, riconvertire l'economia nazionale, produrre DELIBERATAMENTE meno automobili e creare occupazione nell'agricoltura. Uscire dalla globalizzazione, se si trovasse questo coraggio, si porterebbe dietro (quasi naturalmente) l' uscita dall'obbligo della crescita del PIL, e la possibilità di accettare e vivere collettivamente la DECRESCITA.



Cara Bianca, io avrei votato SI se fossi stato un operaio di Mirafiori, ed auspicavo che prevalessero i SI. Tu ormai mi conosci abbastanza per sapere quanto mi piacciano l'indurimento del lavoro, l'aumento dello stress e dell'usura psico-fisica, e la regressione nei diritti. Ma la fame dei bambini mi piace ancora meno, anche se si tratta di figli degli altri. Non fraintendermi: rispetto TE moltissimo.




Ultima modifica di Admin il Dom Ott 02, 2011 9:51 am, modificato 2 volte

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Re: Mirafiori: botta e risposta

Messaggio  Bianca il Dom Gen 16, 2011 11:21 am

Fiat ha una grande storia, non sempre gloriosa forse, nondimeno non sarebbe potuta essere la più grande fabbrica italiana, se negli anni avesse applicato il metodo del ricatto.
Non è poi detto che un buon manager sia quello più arrogante e credo inoltre che tante delle strategie vincenti sotto il profilo produttivo siano un'eredità, quindi una rendita dell'epoca di Fresco, prova ne è che, come rammentava ieri sera Landini da Fazio, non è chiaro per nulla come dovrebbero applicarsi i presunti nuovi investimenti della Fiat.
Se procediamo acconsentendo ai ricatti lavorativi , allora possiamo pure tornare a rinchiuderci nelle caverne.
Gli operai della Fiat hanno avuto contro di loro non solo i vertici dell'azienda, ma quello che è peggio il governo che si è chiaramente schierato con Marchionne, l'opposizione con il Pd che alle prossime elezioni si piglierà un'ennesima tranvata perché certe prese di posizione vergognose il suo elettorato non gliele perdona.
Aggiungiamo poi taluni presunti sindacati che hanno la propensione a distinguere il mondo in padroni e subalterni, vanno giusto bene quando c'è da farsi fare una pratica inail o i conteggi della pensione. (Forse...)

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I TIFOSI DEL NO

Messaggio  italiota il Dom Gen 16, 2011 7:32 pm



La drammatica vicenda di Mirafiori, come già quella precedente di Pomigliano, ha conosciuto due diverse modalità di coinvolgimento e confronto: quello immediato e diretto, degli addetti ai lavori chiamati alle urne, e quello degli spettatori esterni, appassionati di sindacalismo e di politica. I protagonisti della gara ed i “tifosi”. Io sono fra i secondi, ed ho sperato fortemente che prevalessero i “sì”, ma che non fosse una vittoria schiacciante, affinché un elevato numero di “no” costituisse una barriera, un deterrente contro ulteriori giri di vite o inasprimenti nell’organizzazione del lavoro e nell’interpretazione manageriale dei diritti. Anche se io preferivo di gran lunga una vittoria del “sì”, non posso che rispettare al massimo gli operai che hanno votato “no”, per la prova di coraggio che hanno dato e soprattutto perché la posta in gioco è soprattutto affare loro, riguarda loro primariamente, solo loro possono sapere quale grado di sacrificio possano e vogliano sopportare.

Se apprezzo gli addetti ai lavori del “NO”, assai meno positivamente considero i “tifosi del NO” ed il loro baccano. SONO ESCLUSE A PRIORI DAL MIO GIUDIZIO CRITICO PERSONE COME BIANCA, EMMA, GALATEA, ANTONIO, GIUSEPPE, e certe altre di mia conoscenza, ovvero le persone che conosco come dotate di coraggio, umanità, moralità, consapevolezza e lucidità. Dato che persone di questo calibro sono convintissime del “NO”, io tendo ad andare in crisi, e mi sento molto solo, in contraddizione con quelli che generalmente percepisco come i miei “pari”.

Ma di fronte alla massa dei tifosi del no, io non mi incrino affatto.

I tifosi del no, come massa e non come singoli, mancano di coraggio due volte. Mi spiego:

1) per poter dire ”no” alle nuove condizioni produttive e di organizzazione del lavoro made in Pomigliano e made in Mirafiori, è necessario osare l’uscita dal mercato globale, pena affrontare costi sociali non tollerabili (si veda l’analisi linkata da Franz e ripresa da Admin: clicca qui)

Sono pronti i tifosi del no ad uscire dalla globalizzazione e ad accettare fin d’ora il parco, duro comunismo agricolo dell’umanità futura? Io sono pronto, loro mi sembra proprio di no. Con l’eccezione delle persone stimabili citate in precedenza.

2) una regressione nei diritti dei lavoratori fa schifo ai tifosi del no quanto a me. Ma se non si vuole uscire dal mercato globale, e si pretende di reggere la concorrenza con una produzione straniera che non è “appesantita” dai nostri stessi diritti, la perdita della competizione è assicurata. E di conseguenza, è assicurata la perdita del lavoro per tantissimi nostri addetti alla produzione. Si deve scegliere tra diminuzione dei diritti e perdita del lavoro (che significa anche PERDITA TOTALE DEI DIRITTI). Non accettando un passo indietro sul fronte dei diritti, non avendo questo coraggio, non accettando una ritirata strategica per salvare il salvabile e tornare all’attacco, alla riconquista delle posizioni perdute non appena possibile…non accettando questo orrore, i tifosi del NO spingono l’Italia alla fame, una fame di tipo africano. E noi non ci siamo abituati, non ci sono abituati per primi i tifosi del no, che in gran parte sono degli snob e dei fighetti...



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Re: Mirafiori: botta e risposta

Messaggio  Bianca il Mar Gen 18, 2011 10:58 pm

A parte che il mercato globale sembra una giostra impazzita e solo sostanziosi interventi statali, proprio là dove si sbandierava il liberismo più sfrenato, sono approntati per evitare il tracollo.
Affrontare la crisi con le logiche di un sistema che è esso stesso in crisi, mi sembra sintomo di mancanza di idee, ecco tutto. Ma si tira a far cassa, o meglio a garantire il portafoglio dell'amministratore del momento.
Una dinastia, quale è stata quella degli Agnelli, promuoveva una politica incentrata sul lungo periodo, perché è nella natura di una dinastia (cosa ben diversa dalla casta) lavorare per il futuro.
Ora è rimasto qualche giovane nipote, ma per bilanciare l'arroganza di manager, che tra 5 o 6 anni saranno altrove, ci vuol ben altro.
Secondo me, tra i tifosi del NO ci sono quelli che sanno che la corsa al ribasso della dignità dei lavoratori non avrà termine. Poi con certe sigle sindacali che girano....

Bianca

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Re: Mirafiori: botta e risposta

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