I MESTIERI RIFIUTATI IN ITALIA (nonostante la crisi)

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I MESTIERI RIFIUTATI IN ITALIA (nonostante la crisi)

Messaggio  Admin il Sab Ott 23, 2010 1:34 pm


Traqgo da "msn":

"C'e' la crisi ma ci sono mestieri 'rifiutati'



Difficile reperire cuochi, fornai, ma anche parrucchieri ed estetisti
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ANSA



ROMA - Nonostante la crisi economica e l'aumento della disoccupazione nel 2010 ci sono una serie di mestieri che restano "introvabili" per le aziende: su circa 550.000 nuove assunzioni previste nell'anno ci sono 147.250 di difficile reperimento (il 26,7%) con una altissima concentrazione nel personale specializzato e nelle figure che operano nelle imprese artigiane. E' quanto emerge dal rapporto Confartigianato sui mestieri piu' "trascurati". Lo studio che elabora i dati Excelsior-Unioncamere 2010 sottolinea che la difficolta' di reperimento complessiva si aggrava per 68 figure tipicamente artigiane. Le figure piu' introvabili sono gli installatori di infissi (deserte l'83% delle 1.500 richieste) e i panettieri (il 39,4% delle 1.040 richieste senza risposta) ma anche i pasticceri (le aziende non riescono a soddisfare il 29,1% della domanda). Difficolta' di reperimento si trova anche per i cuochi (10.170 la richiesta delle imprese, il 17,5% senza risposta) e per parrucchieri e estetisti (il 21% dei 6.250 posti in piu' previsto per l'anno restera' vuoto secondo le stime. Il cosiddetto "lavoro in piedi" resta poco appetibile per giovani che sempre di piu' puntano a lavori da impiegato o comunque "alla scrivania".
OLTRE 55% GIOVANI TROVA IMPIEGO GRAZIE A CONOSCENZE - Per trovare piu' semplicemente lavoro in Italia e' bene avere buoni rapporti familiari e amicali: tra i giovani che hanno cominciato a lavorare nel 2009 il "canale" per l'ingresso nel primo impiego e' stato quello delle conoscenze nel 55,3% dei casi con poca differenza tra il Nord (il 52,2% dei casi) e il Sud (il 58,2%). E' quanto emerge da uno studio della Confartigianato che elabora dati Istat riferiti al secondo trimestre 2009 secondo i quali le richieste dirette al datore di lavoro hanno rappresentato il 16,6% dei casi di ingresso nel mercato del lavoro (sempre per i giovani tra i 15 e i 34 anni) mentre le inserzioni sulla stampa e sul web sono state utili per il 6,8% dei nuovi assunti. Il 6,1% dei nuovi occupati giovani nel periodo considerato ha avviato una attivita' autonoma, il 4% ha utilizzato lo stage per farsi conoscere in azienda mentre il 3,8% e' stato segnalato da scuole e universita'. Il 3,1% dei nuovi occupati e' passata dalle agenzie per il lavoro mentre solo l'1,5% e' stato assunto grazie al canale pubblico dei centri per l'impiego. Il 2,9% si e' affidato a canali non specificati. Se si guarda al totale delle assunzioni le aziende nel 2009 hanno fatto riferimento nella scelta del personale alle conoscenze nel 49,7% dei casi (dati Excelsior 2010) con una percentuale che sale oltre il 53% per le aziende fino a 9 dipendenti".
http://notizie.it.msn.com/approfondimento/articolo.aspx?cp-documentid=155068131


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Re: I MESTIERI RIFIUTATI IN ITALIA (nonostante la crisi)

Messaggio  Bianca il Sab Ott 23, 2010 11:48 pm

Situazione che capita di frequente: una bella borsa da aggiustare, oppure una "buona" giacca in pelle. A me è capitato di sentirmi dire "ritorna tra un mese", poi per fortuna ho scoperto un bugigattolo, dove un signore piuttosto avanti con l'età si ostina ancora (!) a fare il mestiere da calzolaio.

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