Bologna, "Festa dell'Unità 2010", festa agghiacciante...

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Bologna, "Festa dell'Unità 2010", festa agghiacciante...

Messaggio  Admin il Mer Set 01, 2010 8:51 pm



Bologna, Festa dell’Unità 2010. La redazione di “VIVA I BIDELLI” aveva da tempo rinunciato all’idea di aprirvi un proprio stand, ma non ha rinunciato ieri sera al piacere-dovere di una visita alla festa di un popolo amico, di un popolo che è un po’ anche il nostro.

Forse non abbiamo scelto la serata migliore, perché il lunedì sera l’animazione si smorza dappertutto, anche d’estate, anche in una città gaudente come Bologna. Ma ci torneremo, perché l’impressione che abbiamo ricevuto è stata agghiacciante, e va verificata.

Vi era un discreto movimento di persone, quanto al numero, ma era un viavai spettrale, di gente anonima, apparentemente alienata e depressa, priva di motivazioni.

Chi scrive queste note ricorda le antiche feste, che si chiamavano “festival”, ed ha visto la progressiva decadenza di queste manifestazioni, negli anni. Mi ricordo le feste generose degli anni sessanta, nelle quali venivano offerte gratuitamente cene emiliane prelibate. Poi non fu più possibile per il PCI sostenere questo impegno, ma anche in anni successivi si usciva dalla festa avendo ricevuto qualche regalo, come bellissimi spettacoli gratuiti, e qualcosa di commestibile.

Bologna era la piazza regina, il feudo e fiore all’occhiello dell’organizzazione, e qui la festa era davvero splendida. Ma soprattutto era sentita, da un popolo assai diverso. Nei primi anni successivi alla svolta di Occhetto e alla nascita del PDS già erano scomparsi quei militanti che principalmente popolavano la festa (oltre ai cittadini ospiti), quei comunisti di una volta, sanguigni, intransigenti, aggressivi, popolani veraci, appassionati politicamente sopra ogni cosa.

Chi scrive non ha mai amato quella popolazione, preferisce perfino gli zombi attuali, che vagano anonimi e persi, ed appaiono tutti uguali fra loro e nella mancanza di una identità e di una ragione di vita. Ma chi scrive deve anche riconoscere che quei comunisti di una volta, quei comunisti-che-si-incazzano, avevano una fisionomia, avevano un volto e un’anima. La loro stessa rabbia, che si attenuava ma non scompariva nel momento della festa, sprigionava vitalità, energia che si diffondeva nell’aria e contagiava tutti, anche i neutrali e perfino gli avversari politici, che erano molto intimoriti da quel popolo.

Dove è andato a finire quel popolo? Mi dissero gli esperti che aveva seguito “Rifondazione” nella svolta secessionista, ed era andato a riempire le sue manifestazioni e le sue feste. Forse oggi quel popolo non esiste più del tutto.

Ma riprendiamo il filo. Con il tempo, oltre al venir meno della base che aveva sostenuto e riempito i “FESTIVAL DELL’UNITA’’, oltre al venir meno della ristorazione gratuita, si moltiplicarono i punti di ristoro a pagamento, che non erano nemmeno a buon mercato. Da qualche anno in queste feste è possibile fare esperienze di cucine esotiche di ogni tipo, e delle migliori tradizioni italiane. “Stanno progressivamente aumentando gli stands gastronomici e diminuendo quelli culturali” commentò un “compagno” mio amico, già molti anni fa.

Io ieri sera ho visto il culmine della parabola: GLI STANDS CULTURALI TOTALMENTE SCOMPARSI. IN UNA PIAZZA COME BOLOGNA, CHE LI AVEVA SEMPRE APPREZZATI ED ESIGITI. E la festa invasa e monopolizzata da esposizioni commerciali, dalle camere da letto alle automobili, come in una fiera campionaria. Nulla di culturale e NULLA DI POLITICO. Quasi del tutto assente l’offerta di politica come contenuti e stimoli, è esemplificativo il fatto che lo stand della CGIL, che qualcosa da dire anche oggi lo avrebbe, era chiuso, con le bandiere abbassate. Era aperto lo stand della CISL, che diffondeva soltanto informazioni. Del tutto assente l’offerta di politica, ma del tutto assente anche la domanda. La popolazione circolava svagata ed assente, indifferente a tutto, non certo arrabbiata, non certo delusa.

Di fronte a questo scempio politico e culturale, se io fossi un vecchio militante del vecchio partito reclamerei che non si facessero più le “feste dell’unità”. Ed in sede politica decisionale rovescerei i tavoli per farmi sentire.

I poster, giganti ed in miniatura, che pubblicizzano quest’ultima festa, la definiscono “FESTA DI TUTTI”. Già, “festa di tutti” e quindi di nessuno…


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Sono una vecchia compagna o uno zombi?

Messaggio  sandra verdi il Sab Set 25, 2010 5:01 pm

Sono una vecchia Compagna passata prima dai gruppi extra-parlamentari e poi più tardi approdata al PCI, poi PDS , DS, e infine Partito Democratico.
Devo dire che le Feste dell'Unità è già un bel pò di tempo che sono cambiate.
E comunque oggi quella di Bologna si chiama Festa democratica, forse proprio per rimarcare una diversità (non dimentichiamo la fusione con gli ex Popolari-Margheritini) Qui a Monghidoro, dove mi sono trasferita or sono sette anni, c'è ancora una Festa dell'Unità di una volta, non solo nel nome.
I compagni sono gli stessi di quando negli anni 70 facevamo le lotte in fabbrica: brave persone che mi hanno fatto capire (io ero una marxista.leninista) che la mia era una utopia, come infatti si è rivelata dopo.
Oltre a quei compagni se ne sono aggiunti altri con gli anni ed in questo paese una volta bianco ed oggi berlusconiano, veramente cercano di dare una grande attività per cambiare le cose: Infatti nellle ultime elezioni amministrative del 2006 abbiamo perso per 42 voti. Nel 2011 purtroppo sarà molto più difficile per tante ragioni. Questa volta non mi candiderò nella lista di centro-sinistra (lascio lo spazio ai giovani) ma continueò lostesso a dare un pò del mio tempo perchè penso che a criticare si fa bene, ma a fare si fa meglio. Ognuno di noi può fare qualcosa, nel suo piccolo per cambiare questo disastrato paese. Ameno che non vada bene così.

sandra verdi

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Re: Bologna, "Festa dell'Unità 2010", festa agghiacciante...

Messaggio  filippo il Dom Mag 01, 2011 4:17 pm

sandra verdi ha scritto:Sono una vecchia Compagna passata prima dai gruppi extra-parlamentari e poi più tardi approdata al PCI, poi PDS , DS, e infine Partito Democratico.
Devo dire che le Feste dell'Unità è già un bel pò di tempo che sono cambiate.
E comunque oggi quella di Bologna si chiama Festa democratica, forse proprio per rimarcare una diversità (non dimentichiamo la fusione con gli ex Popolari-Margheritini) Qui a Monghidoro, dove mi sono trasferita or sono sette anni, c'è ancora una Festa dell'Unità di una volta, non solo nel nome.
I compagni sono gli stessi di quando negli anni 70 facevamo le lotte in fabbrica: brave persone che mi hanno fatto capire (io ero una marxista.leninista) che la mia era una utopia, come infatti si è rivelata dopo.
Oltre a quei compagni se ne sono aggiunti altri con gli anni ed in questo paese una volta bianco ed oggi berlusconiano, veramente cercano di dare una grande attività per cambiare le cose: Infatti nellle ultime elezioni amministrative del 2006 abbiamo perso per 42 voti. Nel 2011 purtroppo sarà molto più difficile per tante ragioni. Questa volta non mi candiderò nella lista di centro-sinistra (lascio lo spazio ai giovani) ma continueò lostesso a dare un pò del mio tempo perchè penso che a criticare si fa bene, ma a fare si fa meglio. Ognuno di noi può fare qualcosa, nel suo piccolo per cambiare questo disastrato paese. Ameno che non vada bene così.
Ma secondo te la fusione con la Margherita e la nascita del PD è STATO UN BENE? Io avrei preferito due forze politiche distinte e convergenti, come al tempo del "compromesso storico", ognuna delle due con la sua anima.
Facendo come si è fatto, si è perso il tratto distintivo di entrambe le identità, e si è rimasti "non belli senz'anima"!

filippo

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Re: Bologna, "Festa dell'Unità 2010", festa agghiacciante...

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