Cantami o Diva del Bilancio i conti...

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Cantami o Diva del Bilancio i conti...

Messaggio  ivanox il Lun Ago 30, 2010 4:42 pm

Cantami o Diva del Bilancio i conti...
É noto che i popoli mediterranei non abbiano una grande coscienza
sociale, come è noto che amino poco rispettare i diritti altrui
privilegiando i diritti propri e rifuggendo dai doveri.

Questi popoli non amano fare sacrifici e pagare le tasse, ed
al momento delle elezioni premiano sempre chi fa promesse
ridicole e chi li lascia vivere nell'illusione che le cuccagne
non finiscano mai.

I risultati si vedono poi nei servizi sociali che tendono ad
adeguarsi a quelli dei paesi equatoriali, un marasma di malcostume
e di disorganizzazione, e più tardi ancora nei conti pubblici
che, liberi da vincoli di spesa per le follie di governanti
irresponsabili e di popoli allegri, portano i deficit dei loro
stati a livelli tali da causare la bancarotta.

É il caso della Grecia e di altri paesi bagnati dalle stesse
acque che, non volendo vedere la realtà, vorrebbero continuare,
sciaguratamente, la corsa verso la rovina.

Oggi il popolo greco è veramente massacrato dalla massa di tagli
alla spesa pubblica che le sono stati imposti dai paesi che
le hanno prestato il danaro per salvarsi dal crollo e dalla fame.

Sul Sole 24 Ore del 28.8.2010, vi è un ottimo servizio sulla
situazione greca dove si riportano in abbondanza i numeri
che spiegano la cura da cavallo riservata ai figli di Omero
che, ora, son costretti ad aprire gli occhi.

In sette mesi il Deficit di Bilancio è stato ridotto del 39,7%
e la Spesa Pubblica del 10%; il che vuol dire che il benessere
delle famiglie ha seguito la stessa sorte, riducendo i consumi
ed il tenore di vita, con l'aggravante che si son visti perdere
un numero incalcolabile di posti di lavoro.

Pare che questa stretta di risparmi forzati dovrà durare almeno
tre anni; i dipendenti pubblici sopravviveranno, ma gli altri,
i dipendenti privati, cioè quelli che potranno veder chiudere
l'azienda dove lavorano, come vivranno questi anni di paure e
di rinunce?

In dieci mesi, ad Atene, hanno chiuso i battenti il 17% dei negozi;
in marzo, il 41% degli assegni circolanti non era coperto, e
le fatture non pagate sono aumentate del 150%.

Come tutti i poveri del mondo, anche i greci si son buttati
sui giochi tipo lotto e lotterie cercando, nella fortuna,
la soluzione alla miseria diffusa.

Il consumo di "Ouzo", il liquore greco, è crollato del 30%,
invece continua la sua esportazione in Germania; (penso che
sia merito dei lavoratori greci espatriati che, vivendo
alla tedesca, hanno in tasca gli Euri per togliersi i loro sfizi!)

I greci evadono ed eludono le tasse per almeno 15 miliardi,
che è circa la metà del Bilancio dello Stato.
Nessuno rilasciava ricevute fiscali e nessuno le chiedeva per
consolidata abitudine.

Nell'Amministrazione Fiscale sono stati rimossi, epurati,
indagati per corruzione, frodi, ed evasione fiscale a favore
di loro stessi, 20 Dirigenti, 70 Funzionari, 234 Impiegati.

La lotta all'evasione non è facile in Grecia: si pensa ad
organizzare delle lotterie estraendo dei numeri corrispondenti
agli scontrini fiscali per incentivarne la richiesta.

Colpire il lusso in Grecia, poi, è un lavoro improbo: le case
con piscina risulterebbero, secondo le autodenunce degli
ateniesi, 324; da un conteggio effettuato sulle mappe satellitari,
sarebbero invece 16mila974!

Le liberalizzazioni trovano ostacoli durissimi; gli autotrasportatori
non vogliono perdere i privilegi delle loro licenze; notai e
farmacisti si oppongono a nuovi concorrenti, così come avvocati,
benzinai e tanti altri.
Persino i sindacati dei bancari temono che la concorrenza tra
le banche possa influire negativamente sui dipendenti.

Il Servizio Sanitario ha dovuto ridurre enormemente le prestazioni:
ora si pagano anche l'aspirina ed i farmaci da banco; prima
lo stato pagava anche i saponi e i detergenti.

Le pensioni non possono più essere erogate con soli 25 anni
di contributi e 50 (o meno) anni di età.

Se Prodi non avesse dato una torchiatina agli italiani per
farli entrare nell'area Euro, impedendo, quindi, ai governanti
sciagurati di manovrare liberamente le svalutazioni della moneta
come si usava ai tempi dei vecchi Centrosinistra di Craxi e soci,
l'Italia avrebbe preceduto la Grecia nella catastrofe.

Ora gli italiani debbono solo capire che i tempi sono cambiati,
che per i governanti e i sindacalisti fare promesse è facile,
mantenerle è molto difficile quando alle porte dei mercati bussano
miliardi di persone disposte a lavorare il doppio a metà stipendio
e senza i sevizi sociali.

L'Economia e la gestione del paese deve essere seguita da tutti
i cittadini, senza dare deleghe in bianco a chi è incapace o
in malafede.
ivanox

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