GLI "STRONZI"

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

GLI "STRONZI"

Messaggio  Admin il Ven Lug 24, 2009 4:20 pm

Gli "stronzi"

Fra i pionieri che frequentano questa piazza, ve ne son certo alcuni più freschi di studi di me nelle scienze riguardanti l'uomo in quanto tale, e comunque "non-della-natura".

Io ho perduto una nozione chiave, se mai la possedetti: come si definisce con una espressione breve e tecnica, quel fenomeno per cui, all'interno di una stessa cultura (intesa in senso antropologico) tutti i partecipanti condividono una stessa nozione, che però ben pochi di loro sanno esplicitare, tradurre in una formulazione verbale. La competenza è identica, il sapere di tipo "tecnico-pratico" riguardo ad un determinato oggetto è uguale per tutti, mentre il sapere teoretico, relativamente al medesimo oggetto, differisce da individuo a individuo.

Credo che si manifesti questo fenomeno, per una nozione di uso comune in Italia, una nozione alla quale, almeno una volta nella vita, tutti si riferiscono: la parola "stronzo" intesa non nel senso letterale ("pezzo di sterco sodo, di forma cilindrica", secondo lo "Zingarelli"), ma nella seconda accezione, quella figurata.

Sempre lo "Zingarelli" riporta: "persona inetta, ignorante e, gener., tale da essere ingiuriata". Non sfugge a nessuno l'inadeguatezza di questa definizione. Alcuni miei amici molto intelligenti, che ero riuscito a coinvolgere in questa ricerca, mi dissero: "Quello è piuttosto il *coglione*!", "Quei professoroni delle accademie linguistiche, che fanno i vocabolari, quando si cimentano con le "volgarità" sono come dei pesci fuor d'acqua, e non sono più bravi".

Quest'ultimo commento sembra verificato da un'altro colossale errore dello "Zingarelli": "stronzo" in senso figurato è dato come sostantivo (e specificando, tuttavia, "femminile, STRONZA"), mentre è evidente trattarsi di aggettivo (si usa dire, infatti, "una persona stronzissima").
Tutte le volte che ho posto il quesito, per lo più a persone altamente scolarizzate, "Quando una persona può dirsi stronza?", "In che cosa consiste *essere stronzi*?", ho generato imbarazzo , non di tipo morale, per una sorta di pudore, ma per una incapacità di rispondere.

E sì che l'evidenza mi dice che tutti sappiamo che cosa significhi "essere stronzo/a", e che il significato, la nozione in gioco, è uguale per tutti i membri della stessa comunità antropo-socio-linguistica (la nazione Italia, in questo caso). Se io dico, ad esempio: "Sai, Emma, che il tale è uno stronzo?", Emma potrà rispondermi: "No, non lo è!", ma non vi è dubbio che circola fra noi, come significato, lo stessissimo concetto, concetto che forse nessuno di noi due saprebbe definire di primo acchito.

Una identica esperienza potrei fare con Giovanni, con Claudio, con Leonardo. Il significante è noto a tutti, il significato pure, ma quest'ultimo sfugge al dominio della coscienza, per la maggior parte degli esseri umani.


Ho provato a fare emergere la nozione attorno alla quale ci stiamo muovendo, con un gioco di gruppo, simile ad una intervista o giro di opinioni. Il conduttore del gioco chiede: "Che cosa significa per voi essere stronzi?".

A rotazione,ognuno dei partecipanti fornisce la sua risposta. La mia esperienza, reiterata, dice che all'inizio (primo e secondo round), le risposte divergono, ed emergono significati diversi; continuando, tramite correzioni di rotta dovute al confronto ed alla riflessione, resta progressivamente in gioco una accezione, al massimo due.

Certo vi è il limite che queste esperienze ruotano tutte attorno allo stesso perno ovvero lo stesso conduttore, la cui soggettività potrebbe essere falsante o comunque determinante sull'esito del gioco=ricerca.


Ed un po' per amore del gioco, un po' per amore della ricerca, porgo a voi, frequentatori abituali o di passaggio di questo forum, lo stesso quesito: volete darmi un vostro contributo? Quando, qualcuno è stronzo? Quali azioni compie lo stronzo, quali sono i suoi "denotata"?
Davide
P.S.
Proibito sparare sul conduttore, è la regola di ogni gioco...
D.


Ultima modifica di Admin il Dom Ott 09, 2011 9:59 am, modificato 5 volte

Admin
Admin

Messaggi : 786
Data d'iscrizione : 10.07.09

Vedere il profilo dell'utente http://vivaibidelli.forumattivo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: GLI "STRONZI"

Messaggio  Claudio il Ven Lug 24, 2009 6:33 pm

Caro Davide,
definire stronzo qualcuno è un fatto puramente soggettivo e connaturato all'indole di chi dà la definizione.
Per chi agisce disonestamente, badando esclusivamente al proprio lucro, "stronzi" sono tutti gli altri che operano onestamente, ed è solo un esempio.
Ricordo che nei miei anni ruggenti venivano definite "stronze" le ragazze che piacevano ma "non ci stavano".

Claudio

Messaggi : 2
Data d'iscrizione : 18.07.09

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: GLI "STRONZI"

Messaggio  Admin il Ven Lug 24, 2009 6:41 pm

Claudio ha scritto:Caro Davide,
definire stronzo qualcuno è un fatto puramente soggettivo e connaturato all'indole di chi dà la definizione.
Per chi agisce disonestamente, badando esclusivamente al proprio lucro, "stronzi" sono tutti gli altri che operano onestamente, ed è solo un esempio.
Ricordo che nei miei anni ruggenti venivano definite "stronze" le ragazze che piacevano ma "non ci stavano".
Grazie del contributo, è un ottimo inizio del gioco.

Admin
Admin

Messaggi : 786
Data d'iscrizione : 10.07.09

Vedere il profilo dell'utente http://vivaibidelli.forumattivo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: GLI "STRONZI"

Messaggio  leonardo il Ven Lug 24, 2009 9:45 pm

beh, caro Davide,
stronzo, a mio avviso, non riesce a rappresentare una tipologia ben
definita di persona perché é difficile circoscriverne il significato.

Come mettere sullo stesso piano lo stronzetto con il megastronzo, la
stronza con la stronzata?

Molto spesso é anche un solo specifico comportamento che ti fa definire
"stronzo" qualcuno, mentre complessivamente non lo é
affatto, e solo per alcuni, dopo attenta frequentazione, si arriva a
considerare quanto essi siano "veramente stronzi".

Per ultimo vorrei invitarti a considerare quanto il significato di stronzo si
modifichi, quasi si inverta, quando viene usato in forma riflessiva.

"Sono stato veramente stronzo..."

...facile dire che questi sono discorsi... di merda!!!




consigliodellasera:
evita di intervenire dopo ogni nuovo post

leonardo

Messaggi : 8
Data d'iscrizione : 24.07.09

Vedere il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: GLI "STRONZI"

Messaggio  Admin il Mar Ago 11, 2009 7:48 pm

Dopo le divagazioni, costruttive e/o distensive , tentiamo di ritornare in tema, e di progredire nella ricerca. Dicevo che condussi delle indagini collettive, sotto la forma di "giri di opinione" progressivi: ogni round teneva conto, si arricchiva e si correggeva per i contributi di quello precedente.


Poco alla volta, per selezione naturale, ovvero espulsione degli "stronzi" fasulli, restavano in gioco, quasi sempre, due accezioni ipotetiche del termine la cui definizione andiamo cercando. Di queste due, la principale coincide con una mia concezione personale, frutto di riflessioni solitarie (questa convergenza è sospetta, ne convengo); la secondaria fu un contributo esclusivo di questi gruppi occasionali di ricerca.

Ed allora: 1) lo "STRONZO" sarebbe un "SADICO MINORE". Mi chiedeva una volta un amico, come io spiegassi il fatto che sistemi di pensiero nati all'insegna dell'amore per l'uomo, e dell'uguaglianza, avessero prodotto storicamente soprusi ed oppressioni. Fra i tanti esempi, come fosse stata possibile una Inquisizione cristiana. Gli risposi che sadismo e masochismo sono due categorie, mentali e di comportamento, trasversali, a priori rispetto alle "sovrastrutture" ideologiche e di pensiero, ed attraversano ogni epoca storica, ogni etnia, ogni gruppo sociale e, quasi, la psiche di ogni individuo.

Abbiamo la fortuna della collaborazione a questo forum del dottor Freud. Gli chiedo se, dopo diversi decenni dalla sua rivoluzione psicoanalitica, il suo pensiero su queste tendenze umane si sia chiarito. Egli infatti, durante la fase di elaborazione della propria dottrina, ammetteva tutte le contraddizioni ed incertezze su questo tema. Aggiunsero importanti contributi quel geniaccio di W. Reich e quel geniale spirito burlone di G. Groddeck, se io ben ricordo; tuttavia non riuscirono a rendere solare la questione, a farla uscire dalle nebbie del dubbio e della problematicità.

Molti anni addietro, sentii una esplicazione semplice semplice, in un corso di psicologia per principianti ed "orecchianti". Il docente sostenne una tesi che suonava così: il bambino, per fortunato che sia, non evita mai qualche violenza da parte dei suoi educatori, nei primi anni di vita. L'esperienza di una punizione ingiusta, o semplicemente di un atto violento nei suoi confronti, produce due possibili reazioni: 1) l'identificazione con colui che pratica la violenza, 2) una "identificazione con se stesso", con il proprio ruolo di vittima.

Nel primo caso, si genererebbe una tendenza allo squilibrio nel senso di sadismo, nel secondo di masochismo. L'uno dei due tratti, comunque, non esclude l'altro, ma anzi lo richiama; esiste una preferenza, una prevalenza, in ognuno dei soggetti "violentati", di una delle due polarità in esame. Aggiunge Davide, un poco a braccio: l'equilibrio fra queste due tendenze, cioè l'equilibrio vero, è di pochi adulti-quasi tutti sbandiamo un poco da una parte o dall'altra- chi sbanda un po' verso il sadismo è uno "stronzo", chi verso il masochismo è un "coglione".


Lo "stronzo" è un sadico minore, si diceva. A differenza del sadico vero, lo "stronzo" non ti uccide, non ti taglia una parte del corpo, non ti tortura fisicamente, non ti annienta moralmente o mentalmente, non ti stupra la moglie dopo averti legato ad una sedia, ma si accontenta di infliggerti piccole umiliazioni: trattarti da idiota, canzonarti con sarcasmo, darti informazioni sbagliate per farti perdere tempo, fare in tua presenza discorsi che ti danno fastidio, per il gusto di infastidirti...


Non viene toccato il piano morale da questa caratteristica umana: lo "stronzo" non è cattivo nel senso di "malvagio", ma è cattivo nel senso di "captivus", cioè non libero, prigioniero di un automatismo psichico, e di comportamento.


Avevo premesso che si è rilevata una accezione secondaria, non in conflitto con la prima: lo "stronzo" sarebbe, in questa versione, colui che di proposito calpesta le convenzioni sociali per una comodità propria, di tipo egotico: ad esempio, chi se ne frega di essere puntuale agli appuntamenti. O chi consuma inutilmente molta carta igienica comune, nelle toilettes dei nostri uffici dove ormai questo bene scarseggia, o manca.


Nell'ipotesi che le accezioni di "stronzo" da me ritrovate siano azzeccate (mi piacerebbe pure vederle confutate), non è detto che siano esclusive, che il campo di indagine sia del tutto esplorato. La nozione potrebbe essere polisensa, e comprendere altre "qualità" ancora. Ben vengano altri "denotata" dello "stronzo"!

Admin
Admin

Messaggi : 786
Data d'iscrizione : 10.07.09

Vedere il profilo dell'utente http://vivaibidelli.forumattivo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: GLI "STRONZI"

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum