TURN-OVER BLOCCATO NEI MUSEI: SOSTITUIRE I CUSTODI CON LE MACCHINE?

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TURN-OVER BLOCCATO NEI MUSEI: SOSTITUIRE I CUSTODI CON LE MACCHINE?

Messaggio  Admin il Dom Feb 14, 2010 1:12 pm

La soluzione che qui commentiamo, di sopperire alla scarsità di personale di vigilanza nei nostri luoghi d’arte facendo ricorso a sussidi tecnologici, è stata prospettata nell’ultimo congresso della UIL dei Beni Culturali. Più in piccolo, era stata da tempo proposta a Bologna, al dibattito degli addetti ai lavori, da un valoroso esponente della UIlBAC, il mio collega Claudio Mazzolani, membro della RSU, il quale è forte di una sua preparazione tecnica privata.

Al congresso della UIL, è stato il dr. Mario Lolli Ghetti, un gentiluomo di altri tempi, a storcere il naso più di tutti su questa ipotesi di soluzione del problema. Anche io avrei storto il naso, ed avrei forse reso più esplicita la mia riserva, che il dottor Ghetti ha lasciato un po’ in sospeso.

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Re: TURN-OVER BLOCCATO NEI MUSEI: SOSTITUIRE I CUSTODI CON LE MACCHINE?

Messaggio  Admin il Mar Feb 16, 2010 8:34 pm

Continua:

Un sistema di controllo combinato, basato su segnali acustici che avvertano il visitatore ed i custodi quando le vicinanze e le posture dei corpi siano pericolose, su telecamere a circuito chiuso che riprendano ogni angolo del luogo d’arte, su cartelli di avvertimento per il pubblico (che tutto viene osservato e registrato), su pochi custodi che controllino nei monitors-terminali quanto avviene, pronti ad intervenire in caso di pericolo o di danneggiamento, sarebbe un buon sistema di controllo. L’Architetto Ghetti ha già visto in funzione qualcosa di simile (ma più riduttivo), ma non gli piace. Non gli piace che non ci sia una presenza umana a difesa del patrimonio, un custode pronto ad intervenire fisicamente in caso di pericolo e ad intercettare lo stesso pericolo.


Neanche a me piace questa soluzione del problema della sorveglianza, dicevo più sopra, ma per diversi motivi che non di sicurezza e di efficacia nella tutela.


Esporrò prima la più debole, ma non irrilevante, delle mie motivazioni contrarie: non mi piace un museo deprivato della presenza umana, di una qualsiasi rappresentanza dell’ente che ti ospita, la quale ti faccia sentire, appunto, accolto ed ospitato. Se questa funzione di contatto umano venisse assolta da nuove figure istituzionali, che oggi non ci sono, tipo hostess e stewards dediti all’accoglienza, o meglio ancora guide turistiche, questa obiezione sarebbe superata. Il museo non apparirebbe più un luogo gelido ed inospitale, un algido tempio della cultura che non invoglia nessuno se non gli specialisti a penetrarvi e a permanervi.

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Re: TURN-OVER BLOCCATO NEI MUSEI: SOSTITUIRE I CUSTODI CON LE MACCHINE?

Messaggio  Admin il Gio Feb 18, 2010 8:26 pm

Continua:


Prima di esaminare insieme la contrarietà più forte, mi preme analizzare quella che fu espressa dall’architetto Lolli Ghetti, e che è stata da me richiamata più sopra. Il dottor Lolli Ghetti si dice favorevole ad affiancare i custodi con misure tecnologiche, o sorveglianza passiva, ma non ad eliminare totalmente la loro presenza nelle sale (sorveglianza attiva).


Nel forum dei ragazzi cattivi viene presa di mira con sarcasmo la posizione dell’architetto Lolli ( per come io l’ho intesa e interpretata, in quanto il dottor Lolli è stato molto “implicito” ed allusivo), poiché ritiene il capobanda dei ragazzi cattivi che si tratti di una mia posizione personale (il teppista che imperversa e comanda fra i cattivi non dorme la notte, perché non ci riesce, e pensa costantemente alle angherie che può fare a dei poveri bidelli). Sostiene il teppista (il quale è anche una comare, perché è costantemente incapace di farsi i fatti suoi) che alcuni custodi sono del tutto improponibili come “cani da presa”, perché non hanno i mezzi fisici per fronteggiare un malintenzionato.


Io sono del tutto d’accordo con questa tesi, ed anzi la trovo mal formulata per difetto. Il teppista in questione si accanisce infatti nel ridicolizzare l’immagine di uomini dalla corporatura esile, ma pur sempre agili nonostante gli anni che passano per tutti. Uomini di questo tipo, se sono orgogliosi, essendo consapevoli dei propri limiti corporei, potrebbero anche aver sacrificato e dedicato una fetta della propria giovinezza ad acquisire svariate tecniche di lotta. Inoltre, quando un vandalo o un maniaco si lancia contro un’opera d’arte, si lascia il custode alle proprie spalle, ed alle spalle è facile per molti, se non per tutti, colpirlo o immobilizzarlo.


Ma l’obiezione del ragazzo cattivo ha comunque un fondamento, perché uomini minuti e leggeri NON SARANNO MAI IL PERSONALE PIU’ IDONEO PER SCONTRI FISICI.. Ma, io dicevo, è una valutazione già troppo ottimistica, quella del teppista, perché non considera molti casi peggiori di quello tratteggiato con scherno: non pochi custodi sono di sesso femminile, e si tratta, per condizioni anagrafiche, di donne di una volta, non palestrate né portate al combattimento, e molti custodi inoltre sono invalidi, alcuni con difetti di locomozione.


Vedere i custodi attuali come efficace barriera contro i vandali, anche soltanto come valido deterrente, presta il fianco alla ridicolizzazione, di gente che non se lo merita.


“Tanto, se uno il danneggiamento lo vuole fare, ci riesce comunque”, hanno risposto all’architetto Lolli Ghetti alcuni custodi di una sede museale “tecnologizzata”, nella quale sono scomparsi i custodi di sala. E questo è terribilmente vero. Potremmo mettere dei muscolari nelle sale a sorvegliare, ma un malintenzionato riuscirebbe sempre a colpire le tele o le statue, nel momento in cui i guardiani, per fare il proprio dovere, spostassero lo sguardo su altri visitatori da controllare. Una funzione “deterrente” allora ? Neanche per sogno. Tutti sanno che uno statale non ti può percuotere, non ti può spaccare la faccia. Ti può al massimo bloccare, e fare arrestare dalla polizia. Niente di più di ciò che farebbero i custodi adibiti ai monitors, come già avviene in qualche sede.


Vi è da aggiungere che la presenza umana, il custode da sfidare, può addirittura esaltare certi bulli o certi soggetti patologici, i quali in un freddo ambiente in cui manchi ogni traccia di Autorità, sarebbero meno stimolati a praricare certe loro “sfide”.


Per quanto esaminato finora, con mio grandissimo rammarico, vincerebbe questa disputa la soluzione tecnologica, volta ad eliminare la presenza dei custodi nelle sale.

Ma leggete anche le prossime puntate, ve ne prego, o, meglio ancora, intervenite nel merito.

(Continua)


Ultima modifica di Admin il Ven Mar 12, 2010 8:45 am, modificato 1 volta

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Re: TURN-OVER BLOCCATO NEI MUSEI: SOSTITUIRE I CUSTODI CON LE MACCHINE?

Messaggio  Admin il Gio Feb 25, 2010 9:26 pm

Continua:

La maggior parte dei miei lettori ha superato i cinquant’anni di età, e quindi ha vissuto, da fanciullo/a,o da adolescente, la magica euforia, la grande illusione degli anni ’60. Quando sembrava che il boom economico prima, e la semplice crescita poi, fossero illimitati.



La formula economica del liberismo sembrava destinata ad assicurare progressivamente il benessere A TUTTI. Ed anche a liberare, in prospettiva futura, l’umanità dal lavoro. Un sano correttivo “socialista” avrebbe poi fatto sì che tutti partecipassero al benessere, anche se non in parti uguali. Ma la nuova edonistica “società delle godurie” sarebbe stata tale per tutti, non vi sarebbe più stata la condizione di bisogno per nessuno, ed anche gli ultimi della gerarchia sociale avrebbero potuto starsene a dondolare in una amaca per tutto il giorno, con la pancia piena. Le macchine avrebbero lavorato PER L’UOMO ED AL POSTO DELL’UOMO, producendo una ricchezza illimitata che si sarebbe solo dovuto curar di distribuire fra le persone.


Come è andata a finire lo sappiamo, purtroppo. La macchina sta progressivamente sostituendo l’uomo, ma lo sviluppo produttivo va a vantaggio dell’esclusivo sistema produttivo, una entità impersonale che si alimenta della propria crescita per mantenersi in piedi, e a vantaggio di pochi privilegiati che si trovano nella sala comandi. Nessuno più ha le forze per imporre una condivisione del benessere, ma, anche potendolo fare, non ve ne sarebbe per tutti. La macchina sta sostituendo l’uomo ma non lo lancia su di una amaca, a pancia piena, bensì lo butta sulla strada, affamato.


Io non mi intendo di tecnologie post-moderne, né di cibernetica, e nemmeno di processi produttivi, e non so, allo stadio attuale dell’evoluzione, quanto le macchine abbiano già sostituito l’uomo e quanto stiano per farlo, o per *poterlo fare*. Mi consta che nell’industria il numero degli addetti alla produzione sia notevolmente calato a causa dell’automazione.


Ora, un imprenditore privato impiega e rischia il proprio capitale e quindi può spendere i suoi soldi come crede. Può decidere di assumere un robot anziché un nuovo operaio, e su questo i sindacati dei lavoratori non fiatano. Ma se decide di licenziare la propria forza-lavoro umana per sostituirla con forza-lavoro meccanica, una qualche resistenza dei sindacati la incontra...Non trova resistenze solo se non licenzia.


Ma diverso DOVREBBE ESSERE il comportamento delle organizzazioni sindacali che tutelano il lavoro dipendente, quando il “padrone” è lo Stato o comunque un ente pubblico che rappresenta i cittadini. E qui per intenderci meglio facciamo un passo indietro. A ridosso del boom economico, in pieno liberismo emergente, alle soglie dello “sviluppo” attuale, gli imprenditori dell’industria difendevano davanti all’intera società il proprio operato con una semplice spiegazione: “A noi industriali non spetta creare posti di lavoro. A noi compete esclusivamente offrire al mercato un BUON PRODOTTO. Il problema del lavoro è un problema sociale, e deve risolverlo lo Stato, noi non siamo tenuti.”

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Re: TURN-OVER BLOCCATO NEI MUSEI: SOSTITUIRE I CUSTODI CON LE MACCHINE?

Messaggio  Admin il Ven Mar 05, 2010 11:36 pm

Continua.


“A noi industriali non spetta creare posti di lavoro. A noi compete esclusivamente offrire al mercato un BUON PRODOTTO. Il problema del lavoro è un problema sociale, e deve risolverlo lo Stato, noi non siamo tenuti.”


Questa formula giustificativa poteva venire conclamata tranquillamente molti anni dopo il ’68, quando gli imprenditori avevano rialzato la testa (ma non ancora la cresta) nei confronti della “triplice” confederale, avevano da tempo smesso di buscarle di santa ragione nello scontro sindacale e sociale con le masse operaie, e gli stessi sindacati si erano disintossicati non poco dallo spirito di Lotta Continua (“VOGLIAMO TUTTO !”). Si rimase per qualche anno in posizione di stallo su questa concezione: agli imprenditori non competeva creare lavoro, ALLO STATO SI’.


Poi cominciò la deriva, cominciò lo sfranamento, quella disumanizzazione della società che giunge oggi alla sua conclusione trionfale.


Ancora ieri, ovvero pochissimi anni addietro, il dato di mentalità che accomunava le forze sociali e politiche che contavano, quel tratto che gli psicologi sociali ed i sociologi della conoscenza (ma anche i giornalisti acuti che si occupano del costume) facilmente potevano rilevare, può essere così formulato: “Gli imprenditori non sono tenuti a creare lavoro, la loro funzione o missione è un’altra. I sindacati sono comunque tenuti a difendere dalle ristrutturazioni produttive i posti di lavoro già esistenti, per una sana dialettica sociale e “democratica”, nonché per un motivo squisitamente UMANO. LO STATO E’ TENUTO A CREARE POSTI DI LAVORO E A FAVORIRE LA LORO CREAZIONE. Deve però promuovere una occupazione veramente produttiva, ossia deve intervenire per aumentare i posti di lavoro là, dove ve ne è bisogno per l’economia nazionale. Ossia soltanto là, dove la nuova occupazione giova all’intero sistema economico e produce ricchezza”


Questo dato di mentalità collettiva appariva sacrosanto ed incontrovertibile alla parte più “illuminata” della popolazione italiana. Ma per la sensibilità di chi scrive queste note, e di altri, si era già “alla frutta”.


Oggi siamo oltre la frutta, oltre il caffè ed oltre l’amaro: oggi si paga il conto. Oggi, il tumore che era penetrato nella rappresentazione sociale del lavoro e dell’economia, ha vinto. Oggi i sindacati confederali rinunciano addirittura a creare occupazione là dove ce n’è bisogno, e dove giova all’intero sistema economico nazionale.


Per bocca di Gianfranco Cerasoli, che a parere di chi scrive è il migliore dei tre confederali attuali, nel settore dei Beni Culturali, per bocca di Cerasoli si sceglie di far lavorare le macchine al posto dell’uomo. E’ questo il primo campanello d’allarme, il primo segnale dei tempi nuovi. Il futuro sarà contrassegnato dal conflitto tra uomo e macchina per occupare ogni posto di lavoro, ogni residuo ingranaggio del sistema produttivo. Il primo round di questo combattimento si gioca proprio da noi, nei nostri musei, che diventano paradossalmente il laboratorio dei tempi nuovi. La macchina, grazie a Gianfranco Cerasoli (per non parlare degli altri due…) sta per vincere il primo round.


Che cosa avrebbero dovuto fare dei veri sindacalisti di settore, anziché consegnare per sempre la custodia dei musei alle macchine ? Avrebbero dovuto coinvolgere le loro rispettive confederazioni, in quello che è uno scontro epocale, uno scontro di civiltà, lo scontro fra uomo e macchina per la sopravvivenza dell’uomo. Le confederazioni avrebbero dovuto ingaggiare unitariamente, o per lo meno *convergendo* (se non si riesce a convergere nemmeno sul primo valore fondante di una organizzazione dei lavoratori, ovvero la tutela del lavoro per le persone, non si è più sindacati), una battaglia senza esclusione di campi (rivendicativo, informativo, mediatico) né di colpi, per vincere il primo round: RESPINGERE L’INGRESSO DELLA TECNOLOGIA SOSTITUTIVA DELL’UOMO, FAR SALTARE IL BLOCCO DELLE ASSUNZIONI PER MUSEI E PINACOTECHE, FARE ASSUMERE CUSTODI IN MASSA. Oltretutto, ce n’è bisogno.


Ma un certo tumore ha vinto, si diceva. Oggi Cerasoli “sponsorizza” la macchina che sostituisce l’uomo. E noi siamo quelli che, direttamente o indirettamente, eleggono Cerasoli. Siamo noi le cellule dell’organismo malate, contaminate dal tumore.

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Re: TURN-OVER BLOCCATO NEI MUSEI: SOSTITUIRE I CUSTODI CON LE MACCHINE?

Messaggio  Admin il Dom Mar 28, 2010 7:47 pm

Avevo accennato in un post precedente che la soluzione tecnologica, da me avversata con tutte le mie forze in questo topic, fu ideata qualche anno fa da un mio collega, di nome Claudio Mazzolani. Quando Claudio inventò questo geniale marchingegno, i tempi non erano ancora maturi perché la sua idea potesse divenire realtà. Oggi i tempi sono maturi, e l'apparato centrale della UILBAC, il sindacato che ha la fortuna di avere il genio in casa, ovvero fra i suoi iscritti-attivisti, forse farà sua questa idea, come già fece in altri casi (vedi un antico video su you tube), senza rendere adeguato onore a chi l'ha partorita. Ci penserò io, paradossalmente, io che detesto la SOLUZIONE TECNOLOGICA MAZZOLANI. Perché il citato CLAUDIO MAZZOLANI ha studiato questa novità per fini nobilissimi, che io condivido: DARE SOLLIEVO AI CUSTODI, CHE SONO SEMPRE DI MENO, E TENERE LONTANO LO SPETTRO DELLA PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI DI VIGILANZA.

Cedo la parola all'amico Claudio, che dedicherà il prossimo post ad illustrare a tutti la sua "dragata", da me non condivisa ma ammirata
.


Ultima modifica di Admin il Lun Mar 29, 2010 7:32 am, modificato 2 volte

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Progetto di Videosorveglianza

Messaggio  klaudio il Dom Mar 28, 2010 10:01 pm

Ringrazio il collega ed amico Davide per avermi dato del “genio” (magari fosse). La realtà è semplicemente che ho cercato, attraverso la mia passione per l’elettronica (che un tempo era il mio mestiere), di essere utile a noi Addetti alla Vigilanza, per i motivi già ampiamente esposti da Davide. Cercherò qui di esporre la mia idea senza entrare in dettagli tecnici che, in questa sede, non farebbero che appesantire inutilmente la trattazione.
Premetto che ho ideato questo progetto con la massima umiltà, nella consapevolezza che Tecnici Professionisti sapranno, all’occorrenza, migliorarlo.
Il SISTEMA permette di sorvegliare le Opere di vaste aree espositive con l’impiego di pochi Addetti alla Vigilanza, muniti di appositi RICEVITORI AUDIO/VIDEO PORTATILI
Quando un visitatore si avvicina troppo ad una delle Opere e/o scatta foto col flash, il relativo SENSORE “entra in allarme” ed attiva la TELECAMERA puntata su quell’Opera (o gruppo di Opere).
Istantaneamente sul MONITOR DEL RICEVITORE PORTATILE in dotazione all’Addetto alla Vigilanza, responsabile di quell’area, appariranno le IMMAGINI riprese dalla TELECAMERA e potrà anche UDIRE, attraverso l’altoparlante del RICEVITORE medesimo, il messaggio di quale sia la SALA e l’OPERA visualizzata sul MONITOR.
Nello stesso istante il visitatore sarà avvertito, da un messaggio preregistrato (e riprodotto in automatico dall’ Impianto audio di quella zona), di “non avvicinarsi troppo” a quella specifica Opera e/o di non fare foto col flash (messaggi ovviamente riprodotti in più lingue). In questo modo i visitatori verranno immediatamente “redarguiti” e noi Addetti alla Vig. potremo vedere sul Monitor Portatile, in tempo reale, come evolve la situazione ed intervenire se effettivamente occorre.
Spero di aver reso l’idea che, se dovessi sintetizzare in una sola frase, sarebbe: Maggior sicurezza per le Opere e più serenità per noi Custodi.
Un affettuoso saluto a tutti, klaudio

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Re: TURN-OVER BLOCCATO NEI MUSEI: SOSTITUIRE I CUSTODI CON LE MACCHINE?

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