RIFLESSIONI SULLA TAV

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RIFLESSIONI SULLA TAV

Messaggio  Admin il Dom Gen 24, 2010 6:53 pm

Voglio dedicare questo topic ad un tema che sta tornando potentemente alla ribalta della cronaca e della attualità politica.

Ripesco un mio vecchio post, che fu pubblicato in diversi forum nel lontano gennaio 2006:

"Su questo problema devo fare almeno un poco di autocritica: lo avevo sottovalutato. Pochi mesi fa, all'epoca della conflittualità più aspra, mi trovavo diviso, tra la mia parte emotiva, che simpatizzava per la componente pacifica e civile del movimento di protesta, e la "ragione" che si lasciava convincere dai leaders più autorevoli della mia parte politica, il centro-sinistra. Questi sostenevano la necessità di dialogo con le popolazioni e le comunità interessate, di controlli esercitati assieme, di coinvolgimento democratico pieno, ma, allo stesso tempo, "riconoscevano" la necessità dell'opera pubblica di cui si parla. Questo convincimento era rinsaldato in me dalle mie conoscenze di psicologia sociale, che mi hanno fatto conoscere il carattere estremamente labile e relativo delle opzioni su certi temi: i fautori del nucleare , per esempio, vedrebbero la questione con altri occhi se abitassero a ridosso delle centrali. Ero convinto ormai che anche io sarei stato fra i contestatori pacifici, se abitassi in quelle valli, ma un dualismo di posizioni fosse inevitabile.
Mi ha scosso una e-mail, inviatami da una persona che stimo molto, e che ha attinto materiale inquietante dal sito di BEPPE GRILLO. Il mio travaglio critico non si è ancora concluso, ma ritengo un dovere morale, e cosa utile per me, diffondere questi elementi di conoscenza. Accetterei volentieri qualsiasi contributo di ritorno su questo tema.
Cedo la parola:
Postato da Beppe Grillo alle 14:01 in Trasporti/Viabilità | Commenti (677)
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La Voce della Val di Susa/7

In un'intervista all’Espresso Marco Ponti, professore al Politecnico di Milano, uno dei maggiori esperti di
economia dei trasporti in Europa e consulente della Banca Mondiale ha fatto queste interessanti affermazioni:

"… il sistema italiano è largamente sottoutilizzato. Su una linea normale a doppio binario possono transitare 240
treni al giorno, su una ad AV fino a 350. Non ha senso aggiungere su alcune tratte una tale enorme capacità,
poiché non esiste una domanda di trasporto ferroviario di queste dimensioni. Si aggiunga che le linee ad AV sono
costosissime".

“…le linee in Italia debbono correre tutte su viadotto o in galleria. E i costi salgono a livelli stratosferici. Inoltre,
mentre l'AV francese è un'AV 'leggera', solo per passeggeri, il modello che abbiamo scelto noi è misto, passeggeri
e merci, e assai più dispendioso".

"Non ha (questo modello) alcuna motivazione razionale: la capacità della rete esistente è molto esuberante
rispetto alla domanda e le merci che viaggiano in ferrovia non hanno alcun bisogno di andare a 300 all'ora,
bastano e avanzano i 180. Le gallerie hanno costi proporzionali al quadrato del loro raggio: farle un po' più larghe
raddoppia la spesa. Se si vuole che i treni corrano veloci occorre che i trafori siano abbondanti, altrimenti si
produce un 'effetto ariete' che li rallenta. Conclusione: o si fa come nel tratto AV tra Bologna e Firenze, che non
viene ultimato perché i costi sono saliti in modo demenziale per fare gallerie ampie, oppure se ne fanno di normali,
come nel progetto Frejus, ma allora i treni dovranno andare a non più di 120-150 all'ora. Alla faccia dell'AV".

"Esiste già un'AV che non costa nulla allo Stato: i voli low-cost. Imbattibili sopra i 500 km. Per andare da Torino a
Parigi difficilmente si prenderà la Torino-Lione. Ma ciò renderà ancor più improbabile quadrare i conti: l'AV ha
bisogno di flussi enormi di traffico per essere giustificata. Ne siamo lontani. I treni giornalieri a lunga distanza
tra Milano e Torino sono 30 e viaggiano mezzi vuoti; quelli previsti dalle stime ufficiali sul Frejus sono una
dozzina".

"Si è partiti promettendo che (il progetto AV) si sarebbe ripagato al 60 per cento. Poi si è scesi al 40 e infine è stato
stabilito che bastava il 40 dei costi, esclusi quelli per i 'nodi' in prossimità delle città, molto dispendiosi. Secondo le
mie simulazioni si arriverebbe al 20 per cento; altri stimano il 23. Il sistema è destinato al default: pagherà lo
Stato. Molti di questi lavori verranno inaugurati ma poi non ci saranno i soldi per proseguirli e saranno ri-
inaugurati a ogni tornata elettorale. La Torino-Lione è un monumento alla dissipazione: costerà almeno 13
miliardi, come 3 o 4 ponti sullo Stretto. Werner Rothengatter, presidente mondiale degli esperti di trasporti, nel
suo 'Megaprojects' ha però calcolato che alla fine i costi di queste grandi opere aumentano in media del 30-40 per
cento".

"Per sviluppare l'innovazione si deve puntare sulle tecnologie, non sul cemento. Quanto all'occupazione, oggi le
grandi opere hanno un moltiplicatore modesto: non si mobilitano più, come nell'Ottocento, i braccianti. È poi
evidente che il nostro è un territorio con un grande valore turistico per il futuro.
Quindi ci sono modi più redditizi per spendere.

(CONTINUA)


Ultima modifica di Admin il Mar Mag 15, 2012 1:41 pm, modificato 9 volte

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Re: RIFLESSIONI SULLA TAV

Messaggio  Admin il Dom Gen 24, 2010 6:57 pm

CONTINUA:

A meno che qualcuno non si riprometta, per se stesso, grandi affari sulle grandi opere".
fonte: Espresso.

C'è uno straccio di esperto in Italia che voglia ribattere numeri alla mano?
Postato da Beppe Grillo alle 14:01 in Trasporti/Vjabilità | Commenti (677)
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12 Dicembre 2005

Sto sempre aspettando le ragioni dettagliate a favore della costruzione del tunnel in Val di Susa.
Delle altre ragioni, quelle del NO TAV è invece piena la Rete.
Vi consiglio di leggere l'intervista al professor Angelo Tartaglia del Politecnico di Torino.
Una frase del professor Tartaglia è illuminante:
"I tecnici capiscono che i conti non tornano, ne parlano coi politici che dicono di non capirne di dati tecnici e, nel mentre, l'opera si fa".

Qualche dato dell'intervista:
"Il problema centrale è che i treni merci in Italia viaggiano a una velocità madia di 19 km/h, essendo sovente fermi per dare precedenza ai treni passeggeri. Questo è il dato da migliorare. Non serve che le merci arrivino dalla Francia a 150 Km/h se poi in Italia passano la maggior parte del tempo in stazione".

"Ha senso parlare di Alta velocità quando gli spostamenti superano i 250-300 Km. In Italia, se prendiamo in mano le cifre, scopriamo che l'80% della domanda di trasporto passeggeri è costituita da spostamenti a corto raggio, entro i 100km. E' vero che i nostri treni sono pienissimi su alcune tratte ma sono poche le persone che vanno da un capo all'altro del Paese. Le tratte più frequentate sono quelle dove c'è più ricambio di viaggiatori".

"Uno studio commissionato dalla Comunità Montana Bassa Valle di Susa alla Società di ingegneria dei Trasporti Polinomia, rivela che la linea sarebbe giustificata se nei prosimi anni transitassero 40 milioni di tonnellate di merci l'anno, per un totale di 350 treni al giorno, uno ogni 4 minuti alla velocità di 150 km/h, alternati da treni passeggeri a 300 km/h".
Lo stop ai lavori deciso dal governo è un risultato sraordinario, ed è già un precedente.
Da oggi in poi prima di iniziare qualsiasi opera si dovranno interpellare i veri datori di lavoro: i cittadini.
Postato da Beppe Grillo................ "

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Una voce dalla Valsusa

Messaggio  Franz il Lun Gen 25, 2010 12:42 am

I dati, le osservazioni, le conclusioni sono così clamorose che ero tentato di inoltrare questo testo ( http://www.decrescitafelice.it/?p=768 ) a tutti i miei corrispondenti di posta elettronica.
L'arroganza di questi farabutti al governo sembra non conoscere limiti.

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LA STRETTA FINALE

Messaggio  Admin il Lun Giu 27, 2011 6:12 pm

La battaglia di oggi tra gli oppositori e le forze dell' ordine, e gli altri scontri che si possono prevedere per i prossimi giorni, impongono nuovamente e più che mai questo tema alla nostra attenzione, riflessione e dibattito.

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TUTTI CONTRO GRILLO

Messaggio  Admin il Lun Lug 04, 2011 10:01 am

Mentre dilagano le violenze dei contestatori armati, vengono coperte dal silenzio dei media le ragioni dei contestatori pacifici, ossia della quasi totalità degli abitanti del territorio interessato. Una sola voce autorevole, quella di Beppe Grillo, grida il suo NO ALLA TAV. Questa voce è coperta dal chiasso di tutti i mezzi di informazione, che diffondono il qualunquismo di stato, e Beppe Grillo, che pure noi non amiamo particolarmente, viene fatto passare per un fomentatore della violenza, con una subdola opera di diffamazione da parte dei media e dei politici. Questi ultimi comprendono bene come tornare sui propri passi soltanto ora significherebbe uno smacco clamoroso, ed una perdita irrecuperabile del prestigio; questo vale anche per l' opposizione. Permangono quindi certi inquietanti interrogativi, ai quali nessuno dei sostenitori della TAV ha mai dato una risposta.
Proviamo a dare anche noi, come altri blogger, una debole eco alla voce di Grillo, che urla nel deserto, o meglio nel baccano che la copre:
"La nebbia dei media è calata sulle ragioni della protesta. Sempre ignorate. Non ha speso una parola sui motivi per i quali un'intera valle è contraria alla Tav. Non ha spiegato le ragioni dei valsusini. La Tav, l'ho scritto decine di volte in 7 anni, non serve. Non è un treno ad alta velocità, ma un treno merci che dovrebbe trasportare in un lontano futuro carichi inesistenti e in diminuzione da un decennio sull'attuale tratta ferroviaria della Val di Susa. Esiste già, infatti, una linea merci che collega Torino a Modane completamente sottoutilizzata. Un tunnel di 57 chilometri. L'opera sarà finita tra venti anni, un periodo infinito, in cui si prevede un'ulteriore diminuzione dei trasporti europei. A che serve la Tav? Ma soprattutto a CHI serve? Chi ci guadagna? Il costo previsto è di 22 miliardi a carico della collettività. La UE ci darà solo 672 milioni (soldi nostri comunque, dato che diamo ogni anno circa 13 miliardi alla UE e ne riceviamo 9). Perché nessuno confuta questi dati?".
http://www.beppegrillo.it/

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Re: RIFLESSIONI SULLA TAV

Messaggio  Admin il Lun Feb 27, 2012 10:57 pm

Luca Abbà è precipitato dal traliccio, sul quale si era arrampicato perché "L’amore per la Terra e per questa valle mi spinge a difenderla fino in fondo dalle mani avide degli speculatori". http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/02/27/news/la_battaglia_di_luca_l_anarchico_no_tav-30569480/
Al momento Luca è ancora vivo, speriamo che non ci lasci. Se non dovesse sopravvivere, avrebbe fatto di più lui, regalando un martire al suo movimento, che non tanti che ricorrono alla violenza per rivendicare le stesse ragioni.

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Re: RIFLESSIONI SULLA TAV

Messaggio  Bianca il Gio Mar 01, 2012 9:32 pm

Grandi opere = grandi speculazioni.
Non capisco l'accanimento di Bersani nel voler sostenere questa impresa, forse teme che il Pd non abbia perso abbastanza consensi?

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Re: RIFLESSIONI SULLA TAV

Messaggio  Admin il Ven Mar 16, 2012 6:18 pm

Il conflitto "TAV - NO-TAV" non solo si accresce e divampa sempre più, ma sempre più si estende. Ormai non è più questione di esclusivi interessi locali, per quanto sentiti e legittimi, e nemmeno si tratta più soltanto di un investimento di denaro pubblico, giusto o sbagliato che sia. La vicenda in questione sta diventando intrinsecamente un problema etico e politico di preminenza nazionale, e potrebbe avere presto risonanza e valenza mondiale. Osiamo intuire che la costante battaglia metafisica tra il BENE ed il MALE passa anche per la Val di Susa, che è divenuta una nevralgica frontiera di combattimento.
Siamo ispirati, sostenuti ed alimentati nella nostra intuizione da un amico blogger a noi molto vicino:
http://franzblog2.wordpress.com/2012/03/05/uscire-dal-tunnel/

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Re: RIFLESSIONI SULLA TAV

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