LA VERGOGNA DI CHI DIFENDE LA PIAZZA E AIZZA LA PIAZZA: contro Berlusconi come nell'assassinio Calabresi odio e mandanti morali della sinistra

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LA VERGOGNA DI CHI DIFENDE LA PIAZZA E AIZZA LA PIAZZA: contro Berlusconi come nell'assassinio Calabresi odio e mandanti morali della sinistra

Messaggio  Ospite il Mar Dic 15, 2009 10:27 am

La sinistra italiana ha una gran voglia "resistenziale", quasi l'idea di un nuovo CLN, Comitato di Liberazione Nazionale, che organizzi, coordini la resistenza di un ampio, composito fronte politico contro Berlusconi, proprio come quello antifascista contro Mussolini.
A tale scopo occorre tratteggiare con opportuna efficacia la figura dell'avversario, anzi del dittatore da battere : Silvio non sa e non vuole governare il paese, se ne fotte degli italiani comuni e dei loro problemi; vuole solo il potere assoluto per difendere i propri interessi, spesso poco trasparenti, e quelli delle grandi imprese; è un liberticida contro la stampa, le istituzioni e i poteri dello Stato; è pluriaccusato in vari processi, colluso, persino, con la criminalità mafiosa, pure sospettato di aver messo lo zampino in episodi di terrorismo bombarolo nelle nostre città; è nemico acerrimo della sinistra e vede comunisti dappertutto perchè teme chi difende i lavoratori, precari e cassintegrati.
Non guasta, infine, che questo disegno di tanta proterva e pericolosa mediocrità politica sia appesantito dall'ombra cupa di una condotta amorale e irresponsabile : Silvio, come il Duce, è un puttaniere impenitente che organizza festini invece di pensare alla politica e al governo.
Ecco, questo è il dittatore Berlusconi da battere, costingere alle dimissioni.
Il suo ampio consenso elettorale e la sua forte maggioranza parlamentare sono stati soltanto casi spiacevoli di un inghippo democratico!
La facile evocazione, da parte della sinistra, di un'imminente dittatura berlusconiana, però, non regge, è infondata e stupida : non esistono i presupposti, tantomeno le basi per un'imposizione dispotica, anche graduale, dell'autorità dell'uomo di Arcore; non vi è alcun indizio di riforma o sovvertimento istituzionale che in Italia faccia concretamente presagire, fuori da ogni controllo, la concentrazione e l'esercizio di tutti i poteri nelle mani di un solo organo, individuale o collegiale, come appunto si verifica in un regime dittatoriale.
Berlusconi dittatore è un'immagine gratuita che nasce dalla pochezza di chi, sconfitto pesantemente alle ultime elezioni politiche, vuole rovesciare la volontà elettorale, quindi il premier vincitore e la sua maggioranza parlamentare, percorrendo la via della denigrazione continua, della calunnia, persino della denuncia, quasi voyeuristica, delle altrui frequentazioni personali.
Dall'esito di quelle elezioni ad oggi Berlusconi è stato fatto oggetto di una campagna mediatica ostile senza precedenti, senza sosta è stato incalzato dalla magistratura, infine ha subito l'incessante, fazioso, anche pretestuoso attacco di una sinistra livida di non avere più le redini del governo del paese.
Un pentito poco attendibile e una signora di leggeri costumi sono stati due leve per tentare di scardinare il leader del Popolo delle Libertà!
Va ripetuto ed ancora evidenziato, soprattutto ai corti di memoria, come sin dalla sua "discesa in campo" Berlusconi si sia sempre dovuto difendere, quindi sia stato costretto a reagire legittimamente agli attacchi mossi, ma mai e poi mai abbia offeso in prima battuta un avversario politico.
Contro Silvio la sinistra si appella alla Costituzione, al rispetto delle istituzioni, ai valori della demovrazia. all'esperienza storica, unificante dell'antifascismo, eppure essa stessa, poi, disconosce la scelta degli elettori, offende la figura del Presidente del Consiglio, istituzione di rilievo costituzionale, respinge il principio della maggioranza parlamentare ovvero del gruppo che può far valere la propria volontà politica proprio per la sua disponibilità del maggior consenso elettorale, infine chiama e aizza la piazza contro l'avversario.
In parlamento la sinistra non ha saputo finora concretizzare il suo ruolo d'opposizione cioè un'adeguata azione di contrasto alla politica del governo. Anche questo è colpa di Berlusconi?
Si convincano tutti : Silvio ha i numeri pieni per governare agilmente sino alla fine della legislatura.
La politica di un governo va confutata con argomentazioni, proposte valide, costruttive nell'ambito di una corretta dialettica politica, diversamente non si fa opposizione e tutto è fuori luogo.
L'odio e la calunnia vanno riposti, non appartengono alla democrazia, ieri armarono gli assassini del commissario Calabresi, oggi, invece, hanno mosso l'animo, pare non molto padrone di sè, del feritore di Berlusconi.
Di Pietro e Bersani, in modo diverso, ma con lo stesso fine, hanno sospinto l'antiberlusconismo di piazza; Eugenio Scalfari e Giorgio Bocca, Dario Fo e Franca Rame, Umberto Eco e Furio Colombo, Margherita Hack e Paolo Mieli, tutti firmatari nel 1971 di un ignobile, calunnioso appello contro Calabresi, hanno adesso contribuito al disegno di una sistematica demolizione umana e politica del Cavaliere : nuovi o vecchi sono tutti mandanti morali del grave episodio contro Berlusconi in piazza Duomo a Milano.
La sinistra ha la presunzione di rappresentare il bene contro il male, la civiltà contro la barbarie del centrodestra, ma ora più che mai è davvero un'illusione che non incanta più nessuno.

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Re: LA VERGOGNA DI CHI DIFENDE LA PIAZZA E AIZZA LA PIAZZA: contro Berlusconi come nell'assassinio Calabresi odio e mandanti morali della sinistra

Messaggio  Admin il Mar Dic 15, 2009 11:40 am

Franco D'Emilio ha scritto:La sinistra italiana ha una gran voglia "resistenziale", quasi l'idea di un nuovo CLN, Comitato di Liberazione Nazionale, che organizzi, coordini la resistenza di un ampio, composito fronte politico contro Berlusconi, proprio come quello antifascista contro Mussolini.
A tale scopo occorre tratteggiare con opportuna efficacia la figura dell'avversario, anzi del dittatore da battere : Silvio non sa e non vuole governare il paese, se ne fotte degli italiani comuni e dei loro problemi; vuole solo il potere assoluto per difendere i propri interessi, spesso poco trasparenti, e quelli delle grandi imprese; è un liberticida contro la stampa, le istituzioni e i poteri dello Stato; è pluriaccusato in vari processi, colluso, persino, con la criminalità mafiosa, pure sospettato di aver messo lo zampino in episodi di terrorismo bombarolo nelle nostre città; è nemico acerrimo della sinistra e vede comunisti dappertutto perchè teme chi difende i lavoratori, precari e cassintegrati.
Non guasta, infine, che questo disegno di tanta proterva e pericolosa mediocrità politica sia appesantito dall'ombra cupa di una condotta amorale e irresponsabile : Silvio, come il Duce, è un puttaniere impenitente che organizza festini invece di pensare alla politica e al governo.
Ecco, questo è il dittatore Berlusconi da battere, costingere alle dimissioni.
Il suo ampio consenso elettorale e la sua forte maggioranza parlamentare sono stati soltanto casi spiacevoli di un inghippo democratico!
La facile evocazione, da parte della sinistra, di un'imminente dittatura berlusconiana, però, non regge, è infondata e stupida : non esistono i presupposti, tantomeno le basi per un'imposizione dispotica, anche graduale, dell'autorità dell'uomo di Arcore; non vi è alcun indizio di riforma o sovvertimento istituzionale che in Italia faccia concretamente presagire, fuori da ogni controllo, la concentrazione e l'esercizio di tutti i poteri nelle mani di un solo organo, individuale o collegiale, come appunto si verifica in un regime dittatoriale.
Berlusconi dittatore è un'immagine gratuita che nasce dalla pochezza di chi, sconfitto pesantemente alle ultime elezioni politiche, vuole rovesciare la volontà elettorale, quindi il premier vincitore e la sua maggioranza parlamentare, percorrendo la via della denigrazione continua, della calunnia, persino della denuncia, quasi voyeuristica, delle altrui frequentazioni personali.
Dall'esito di quelle elezioni ad oggi Berlusconi è stato fatto oggetto di una campagna mediatica ostile senza precedenti, senza sosta è stato incalzato dalla magistratura, infine ha subito l'incessante, fazioso, anche pretestuoso attacco di una sinistra livida di non avere più le redini del governo del paese.
Un pentito poco attendibile e una signora di leggeri costumi sono stati due leve per tentare di scardinare il leader del Popolo delle Libertà!
Va ripetuto ed ancora evidenziato, soprattutto ai corti di memoria, come sin dalla sua "discesa in campo" Berlusconi si sia sempre dovuto difendere, quindi sia stato costretto a reagire legittimamente agli attacchi mossi, ma mai e poi mai abbia offeso in prima battuta un avversario politico.
Contro Silvio la sinistra si appella alla Costituzione, al rispetto delle istituzioni, ai valori della demovrazia. all'esperienza storica, unificante dell'antifascismo, eppure essa stessa, poi, disconosce la scelta degli elettori, offende la figura del Presidente del Consiglio, istituzione di rilievo costituzionale, respinge il principio della maggioranza parlamentare ovvero del gruppo che può far valere la propria volontà politica proprio per la sua disponibilità del maggior consenso elettorale, infine chiama e aizza la piazza contro l'avversario.
In parlamento la sinistra non ha saputo finora concretizzare il suo ruolo d'opposizione cioè un'adeguata azione di contrasto alla politica del governo. Anche questo è colpa di Berlusconi?
Si convincano tutti : Silvio ha i numeri pieni per governare agilmente sino alla fine della legislatura.
La politica di un governo va confutata con argomentazioni, proposte valide, costruttive nell'ambito di una corretta dialettica politica, diversamente non si fa opposizione e tutto è fuori luogo.
L'odio e la calunnia vanno riposti, non appartengono alla democrazia, ieri armarono gli assassini del commissario Calabresi, oggi, invece, hanno mosso l'animo, pare non molto padrone di sè, del feritore di Berlusconi.
Di Pietro e Bersani, in modo diverso, ma con lo stesso fine, hanno sospinto l'antiberlusconismo di piazza; Eugenio Scalfari e Giorgio Bocca, Dario Fo e Franca Rame, Umberto Eco e Furio Colombo, Margherita Hack e Paolo Mieli, tutti firmatari nel 1971 di un ignobile, calunnioso appello contro Calabresi, hanno adesso contribuito al disegno di una sistematica demolizione umana e politica del Cavaliere : nuovi o vecchi sono tutti mandanti morali del grave episodio contro Berlusconi in piazza Duomo a Milano.
La sinistra ha la presunzione di rappresentare il bene contro il male, la civiltà contro la barbarie del centrodestra, ma ora più che mai è davvero un'illusione che non incanta più nessuno.
Franco, ma queste "cose" le credi veramente ? Oppure le hai scritte solo per provocare ?

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Messaggio  Ospite il Mar Dic 15, 2009 12:09 pm

Sto solo ai fatti, ho considerato lo svolgimento di quanto accaduto dal 1994 ad oggi, ho ripercorso le diverse posizioni politiche sul conflitto d'interessi, non ho mai tralasciato le vicende giudiziarie del premier, non ho mai dimenticato di considerare le ripercussioni d'ogni riforma istituzionale sul contenuto imprescindibile di valori della costituzione. Ho solo condotto un'analisi e tratto delle conclusioni che, condivisibili o no, comunque hanno un fondamento di base.
Quanto da me esposto più che crederci, lo comprendo quale degenerazione in atto del sistema e della cultura politica. Ma può il male stare solo da una parte? Perchè è così labile la memoria delle modalità di scalata UNIPOL alla BNL oppure dei vari crack del sistema cooperativo (elencarli sarebbe davvero lungo) o ancora di talune spericolate operazioni finanziarie di società prestanome, orbitanti nel centrosinistra?
Certo è più facile sollevare, colpire responsabilità individuali, come quelle del Cavaliere, che fare chiarezza su responsabilità, pari per gravità, anche giudiziaria, ma più nascoste da un'ampia collegialità partecipativa.

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Re: LA VERGOGNA DI CHI DIFENDE LA PIAZZA E AIZZA LA PIAZZA: contro Berlusconi come nell'assassinio Calabresi odio e mandanti morali della sinistra

Messaggio  cigoli il Ven Dic 18, 2009 11:03 pm

Nella risposta data ad Admin individuo il tallone di Achille di quelle che sono obiettivamente giuste osservazioni. Sembra che tu voglia dire: la sinistra ha i suoi scheletri perché si scandalizza tanto per i presunti intrallazzi di Berlusconi quando ne ha di altrettanto grandi?
Io però vorrei fare un salto di qualità (spero sia di qualità). Non essendo di sinistra e non dovendo difendere uno schieramento indifendibile, mi permetto di osservare che le corruzioni, i brogli, l'incapacità della sinistra non legittimano le eventuali pecche di Berlusconi. Non le legittimano nemmeno davanti all'incredibile attacco che ha subito.
La sinistra continua ad essere abilissima nel cancellare le proprie zone d'ombra e con una campagna mediatica di primordine (altro che potere della stampa di Berlusconi) fa velocemente sparire Marrazzo (solo per citarne uno) lasciando in primo piano per settimane le escort. Ciò nonostante le escort ci sono e, dal mio punto di vista, non sono tollerabili. Scuserete se sono un bacchettone cristiano, ma la scoperta berlusconiana del "dolore" utile se serve al miglioramento delle persone, mi lascia perplesso. Così come perplesso mi lascia la difesa del Crocifisso da parte di chi un giorno vuol metterlo sulla bandiera e lo tesso giorno, con quella bandiera si pulisce il sedere.
Da Cristiano non posso giustificare l'intolleranza di chi vuole per gli immigrati regolari solo doveri, ignorando che più che immigrati sono persone che non possono essere trattate con regimi giuridici diversi. Bene ha fatto e fa Fini ad insistere su questi valori e bene faremmo in tanti a sostenerlo in questo che mi sembra un obiettivo sempre più solitario del Presidente.
E questo non vuol dire, come per decenni ha fatto - nella prassi - la sinistra, accogliamo tutti. Ma le persone che vivono da regolari in Italia debbono avere i nostri stessi diritti e nel momento del bisogno come è quello che stiamo vivendo, dovremmo lavorare perché questa civiltà dell'amore - civiltà che non scatta ad orologeria, ma è una costante del nostro esistere - si imponga nel pensiero e nell'azione del centro-destra.
Ed è vero che dalla sinistra, almeno attraverso i media, più che una proposta politica alternativa giunge costantemente alle nostre orecchie il rumore di un anti-berlusconismo generalizzato: il male da abbattere. Ma questo governo - e non lo dice la sinistra - cosa sta facendo, ad esempio, nell'ambito dei beni culturali? Perché la sinistra non dice della sistematica distruzione del nostro patrimonio culturale - vera identità della Nazione - che passa prima attraverso l'azzeramento dei fondi, poi attraverso il disinteresse dell'attuale Ministro? Qualcuno sa dirmi quali interventi pubblici il Ministro Bondi ha riservato al Ministero che dirige? Io l'ho sentito parlare solo in difesa del suo Berlusconi. Mi sbaglio? Sono stato disattento? Qualcuno mi corregga.
Né la sinistra ha detto niente riguardo alla gestione del terremoto dell'Aquila. Dunque, ne deduco che gli impegni sono stati largamente mantenuti. Se così non fosse ecco che l'opposizione ci priva di una parte sostanziale di informazione e dell'azione di Governo. Se viceversa le promesse sono state sostanzialmente mantenute dovrebbe riconoscere i meriti dell'avversario che non è un disconoscimento del proprio ruolo.
E torniamo al punto di partenza. Se le tifoserie tacessero si potrebbero affrontare i tanti problemi che abbiamo, che non credo siano pochi e con onestà il governo Berlusconi dovrebbe dire questo possiamo farlo e questo no invece di cotinuare a sostenere l'indiscusa e onnicomprensiva bravura di tutti e su tutto. L'opposizione dal canto suo dovrebbe ribadire che invece che questo sarebbe bene fare quest'altro, motivando le proprie proposte.
... e mi accorgo che non sono più in Italia. Esiste un paese come quello che ho immaginato?

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Re: LA VERGOGNA DI CHI DIFENDE LA PIAZZA E AIZZA LA PIAZZA: contro Berlusconi come nell'assassinio Calabresi odio e mandanti morali della sinistra

Messaggio  Admin il Ven Gen 08, 2010 12:16 am

Franco D'Emilio ha scritto:La sinistra italiana ha una gran voglia "resistenziale", quasi l'idea di un nuovo CLN, Comitato di Liberazione Nazionale, che organizzi, coordini la resistenza di un ampio, composito fronte politico contro Berlusconi, proprio come quello antifascista contro Mussolini.
A tale scopo occorre tratteggiare con opportuna efficacia la figura dell'avversario, anzi del dittatore da battere : Silvio non sa e non vuole governare il paese, se ne fotte degli italiani comuni e dei loro problemi; vuole solo il potere assoluto per difendere i propri interessi, spesso poco trasparenti, e quelli delle grandi imprese; è un liberticida contro la stampa, le istituzioni e i poteri dello Stato; è pluriaccusato in vari processi, colluso, persino, con la criminalità mafiosa, pure sospettato di aver messo lo zampino in episodi di terrorismo bombarolo nelle nostre città; è nemico acerrimo della sinistra e vede comunisti dappertutto perchè teme chi difende i lavoratori, precari e cassintegrati.
Non guasta, infine, che questo disegno di tanta proterva e pericolosa mediocrità politica sia appesantito dall'ombra cupa di una condotta amorale e irresponsabile : Silvio, come il Duce, è un puttaniere impenitente che organizza festini invece di pensare alla politica e al governo.
Ecco, questo è il dittatore Berlusconi da battere, costingere alle dimissioni.
Il suo ampio consenso elettorale e la sua forte maggioranza parlamentare sono stati soltanto casi spiacevoli di un inghippo democratico!
La facile evocazione, da parte della sinistra, di un'imminente dittatura berlusconiana, però, non regge, è infondata e stupida : non esistono i presupposti, tantomeno le basi per un'imposizione dispotica, anche graduale, dell'autorità dell'uomo di Arcore; non vi è alcun indizio di riforma o sovvertimento istituzionale che in Italia faccia concretamente presagire, fuori da ogni controllo, la concentrazione e l'esercizio di tutti i poteri nelle mani di un solo organo, individuale o collegiale, come appunto si verifica in un regime dittatoriale.
Berlusconi dittatore è un'immagine gratuita che nasce dalla pochezza di chi, sconfitto pesantemente alle ultime elezioni politiche, vuole rovesciare la volontà elettorale, quindi il premier vincitore e la sua maggioranza parlamentare, percorrendo la via della denigrazione continua, della calunnia, persino della denuncia, quasi voyeuristica, delle altrui frequentazioni personali.
Dall'esito di quelle elezioni ad oggi Berlusconi è stato fatto oggetto di una campagna mediatica ostile senza precedenti, senza sosta è stato incalzato dalla magistratura, infine ha subito l'incessante, fazioso, anche pretestuoso attacco di una sinistra livida di non avere più le redini del governo del paese.
Un pentito poco attendibile e una signora di leggeri costumi sono stati due leve per tentare di scardinare il leader del Popolo delle Libertà!
Va ripetuto ed ancora evidenziato, soprattutto ai corti di memoria, come sin dalla sua "discesa in campo" Berlusconi si sia sempre dovuto difendere, quindi sia stato costretto a reagire legittimamente agli attacchi mossi, ma mai e poi mai abbia offeso in prima battuta un avversario politico.
Contro Silvio la sinistra si appella alla Costituzione, al rispetto delle istituzioni, ai valori della demovrazia. all'esperienza storica, unificante dell'antifascismo, eppure essa stessa, poi, disconosce la scelta degli elettori, offende la figura del Presidente del Consiglio, istituzione di rilievo costituzionale, respinge il principio della maggioranza parlamentare ovvero del gruppo che può far valere la propria volontà politica proprio per la sua disponibilità del maggior consenso elettorale, infine chiama e aizza la piazza contro l'avversario.
In parlamento la sinistra non ha saputo finora concretizzare il suo ruolo d'opposizione cioè un'adeguata azione di contrasto alla politica del governo. Anche questo è colpa di Berlusconi?
Si convincano tutti : Silvio ha i numeri pieni per governare agilmente sino alla fine della legislatura.
La politica di un governo va confutata con argomentazioni, proposte valide, costruttive nell'ambito di una corretta dialettica politica, diversamente non si fa opposizione e tutto è fuori luogo.
L'odio e la calunnia vanno riposti, non appartengono alla democrazia, ieri armarono gli assassini del commissario Calabresi, oggi, invece, hanno mosso l'animo, pare non molto padrone di sè, del feritore di Berlusconi.
Di Pietro e Bersani, in modo diverso, ma con lo stesso fine, hanno sospinto l'antiberlusconismo di piazza; Eugenio Scalfari e Giorgio Bocca, Dario Fo e Franca Rame, Umberto Eco e Furio Colombo, Margherita Hack e Paolo Mieli, tutti firmatari nel 1971 di un ignobile, calunnioso appello contro Calabresi, hanno adesso contribuito al disegno di una sistematica demolizione umana e politica del Cavaliere : nuovi o vecchi sono tutti mandanti morali del grave episodio contro Berlusconi in piazza Duomo a Milano.
La sinistra ha la presunzione di rappresentare il bene contro il male, la civiltà contro la barbarie del centrodestra, ma ora più che mai è davvero un'illusione che non incanta più nessuno.

La mia contestazione dello scritto di D’Emilio sarà lunga e faticosa, nessuno è moralmente tenuto, né tanto meno pregato, di seguire le mie argomentazioni a puntate, mentre tenterò di incrinare le tesi del caro Franco e di offrire una “verità” diversa
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

La parola “analogia” nella lingua italiana è un termine polisenso, di uso comune nella sua prima accezione. Lo “Zingarelli” ci dà quattro significati, di cui solo il primo è riferito al linguaggio corrente; seguono l’accezione linguistica, quella filosofica e quella fisica. Ma la definizione offerta per il primo senso in gioco appare inadeguata sul piano dell’evidenza, non comprensiva di tutte le modalità di impiego della parola indagata. Leggiamo infatti: “Relazione e affinità di due o più cose tra loro – Somiglianza”. Viene incredibilmente lasciato fuori l’uso “analogico” del termine “analogia”, l’uso dei letterati (soprattutto dei poeti), l’uso degli autori delle canzoni, l’uso degli innamorati. Questa accezione fondamentale del termine in questione riceve paradossalmente più giustizia dalla definizione inerente alla fisica: “corrispondenza che esiste fra due fenomeni fisici di natura diversa quando le grandezze relative all’uno e le grandezze relative all’altro sono legate da equazioni identiche e che permette di studiare fenomeni complessi su modelli costituiti da fenomeni più semplici”. La stessa inadeguatezza o mancanza di completezza della prima definizione dello “Zingarelli”, la si ritrova in altri vocabolari accreditati. Appare migliore, più esaustiva, la definizione fornita da un mostro sacro degli anni ’50, il mitico “Melzi”: “RELAZIONE DI SOMIGLIANZA FRA COSE DIFFERENTI”
Questo aspetto, della fondamentale *differenza* dei due termini uniti dalla analogia, che sarebbero due enti DIVERSI tra i quali l’analogia costituisce una sorta di ponte, è bene evidenziato dal “Garzanti”: “relazione di somiglianza fra due o più cose per alcune caratteristiche comuni: le lingue neolatine presentano fra loro molte analogie”
Il “Dizionario della Crusca on line” ci dà la definizione più sintetica e astratta, ma anche più comprensiva:: “[i]“rapporto di somiglianza” (dizionario della crusca on line)

E’ evidente che la “somiglianza” fra i due termini della analogia non è assoluta, è relativa al tipo di rapporto costitutivo della medesima comparazione. Al di fuori di questo criterio i due termini sono del tutto diversi.

Ho voluto insistere con pignoleria perché non è accettabile una corrispondenza di “affinità, somiglianza” ed “analogia”, come esaustiva della nozione che stiamo inseguendo. Questa equivalenza farebbe crollare quasi tutta la nostra poesia, buona parte della nostra prosa letteraria, tutte le canzoni d’amore e quasi tutto il linguaggio degli innamorati. Infatti, quando la canzone “O sole mio” paragona la donna oggetto d’amore al sole, non intende certo asserire che un astro ed una persona siano uguali o molto simili sotto il profilo materiale, fisico e chimico: se sto troppo vicino al sole faccio una brutta fine, mentre questo non mi succede affatto nell’amplesso con la persona amata.
Ma veniamo a noi: Franco D’Emilio vuole provocare, da simpatico toscanaccio (acquisito, ma pur sempre toscanaccio), quando irride al concetto di una nuova “Resistenza” e di un nuovo “CNL” contro Berlusconi., e così pure quando asserisce: “
La facile evocazione, da parte della sinistra, di un'imminente dittatura berlusconiana, però, non regge, è infondata e stupida : non esistono i presupposti, tantomeno le basi per un'imposizione dispotica, anche graduale, dell'autorità dell'uomo di Arcore; non vi è alcun indizio di riforma o sovvertimento istituzionale che in Italia faccia concretamente presagire, fuori da ogni controllo, la concentrazione e l'esercizio di tutti i poteri nelle mani di un solo organo, individuale o collegiale, come appunto si verifica in un regime dittatoriale”.
Io trovo efficacissime, nonché bene appropriate alla drammaticità del nostro tempo e della nostra situazione politica e sociale, quelle definizioni che D’Emilio ridicolizza. Ma si tratta di ANALOGIE. Franco D’Emilio non può pensare che noi di sinistra, ed anche Di Pietro, ed anche chi rifiuta ogni etichetta ma era a Roma con me il 5 dicembre, siamo tutti visionari al punto di vedere la violenza fisica di regime dove non c’è, la repressione militare dove non c’è (pur tuttavia, in proiezione futura, io trovo credibile l’intuizione di Nanni Moretti, con cui si conclude il film “IL CAIMANO”).
D’Emilio è un letterato di valore, ed un cultore di poesia. E fu da giovane anche un uomo innamorato, come tutti. Lo invito quindi a fare appello alla propria cultura ed alla propria esperienza per cercare di capire l’avversario politico ed il suo punto di vista anziché ridicolizzarlo a priori.
Si tratta di ANALOGIE, dicevo, non di somiglianze dirette, materiali. Ed ogni analogia, nel senso fin qui sostenuto, ha un proprio criterio fondante, costitutivo. L’analogia è tale, per dirla con i filosofi tomisti, “SUB SPECIE” + GENITIVO, ovvero sotto un determinato profilo. Quale sia questo profilo che consente di paragonare alcuni internauti di oggi ai partigiani di ieri, cercherò di definire e di argomentare nei prossimi interventi.
(Continua)






Ultima modifica di Admin il Ven Gen 08, 2010 10:31 pm, modificato 1 volta

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Re: LA VERGOGNA DI CHI DIFENDE LA PIAZZA E AIZZA LA PIAZZA: contro Berlusconi come nell'assassinio Calabresi odio e mandanti morali della sinistra

Messaggio  Admin il Ven Gen 08, 2010 6:59 pm

Continua:
Ancora due martellate sul chiodo dell’analogia: anche un testo “serio” come il Vangelo accosta per il tramite della analogia delle entità che, intrinsecamente e globalmente intese, sono assai differenti. Addirittura, l’Altissimo viene paragonato ad un ladro (Matteo 24, 43). Si licet parva componere Magnis (se è lecito accostare le realtà di poco conto a quelle Grandi), anch’io, nel mio piccolo, mi sono permesso di confrontare Gianfranco Cerasoli con Roberto Savi (e, prima ancora, con Karol Wojtyla). Se nessuno ha contestato, nemmeno D’Emilio, questi paragoni, non può contestare ora l’accostamento, da me condiviso e sostenuto, tra i partigiani di ieri e certi internauti di oggi, purché venga rilevato almeno un tratto in comune, nell’”essere” oppure nel “fare” dei soggetti in questione.



Lo sfondo che accomuna il fascismo ed il nazismo di ieri con la situazione italiana di oggi, è il consenso di massa, basato sul controllo dell’informazione e sulla propaganda. Già, consenso di massa: Hitler e Mussolini riempivano le piazze e mandavano le masse popolari in delirio, quando si rapportavano a queste. Se avessero scelto di controllare la propria popolarità con i mezzi della democrazia attuale, praticati da Berlusconi, non avrebbero avuto quella adesione totale che loro volevano, ma alle alte percentuali berlusconiane ci sarebbero arrivati di sicuro. La resistenza al loro potere e strapotere fu tentata da una sparuta minoranza, proprio come oggi la vera resistenza al potere di Silvio viene tentata da una minoranza di spiriti liberi irriducibili che si incontrano nella rete internet, e da questa si organizzano. L’analogia è speculare, perfetta: ad un potere armato, che si reggeva anche sulla repressione poliziesca e militare, si resisteva ieri con le stesse armi, ovvero con le armi. Ovvero rifugiandosi sui monti con i fucili. Ad un potere mediatico ci si oppone con altri media. Ovvero rifugiandosi nel mare-internet e qui organizzandosi, e da qui sparando “pallottole” di controinformazione.
(Continua)


Ultima modifica di Admin il Sab Gen 09, 2010 10:27 pm, modificato 1 volta

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Re: LA VERGOGNA DI CHI DIFENDE LA PIAZZA E AIZZA LA PIAZZA: contro Berlusconi come nell'assassinio Calabresi odio e mandanti morali della sinistra

Messaggio  Admin il Sab Gen 09, 2010 4:35 pm

Continua:
Molti uomini di buona volontà che leggeranno questo mio lungo scritto a puntate, mi prenderanno per esaltato. Essi ammetteranno che il cavaliere di cui trattiamo possiede una televisione di troppo, antico regalo di Craxi (tra parentesi, questi aveva capito per primo tra i politici, e per troppo tempo fu l’unico ad aver compreso , l’importanza della tv commerciale per il futuro politico del Paese) e riconosceranno l’esistenza del conflitto di interessi di cui tanto si parla, da sempre. Ma qui si fermeranno.


Perché pochi sanno leggere nel proprio inconscio, pochissimi riescono a rintracciarvi le tracce delle suggestioni subliminali ricevute da abili manipolatori, e nessuno riesce a ri-collegare questi stimoli con le risposte comportamentali prodotte dagli stessi, se è passato molto tempo.


Nessuno oggi ricorderà più quei meravigliosi mega-manifesti che tappezzarono i muri delle strade delle nostre città due anni prima della “discesa in campo” del prode Silvio e della creazione del partito di “Forza Italia”. Quei meravigliosi bambini che dicevano “FOZZA ITAIA…”. Lì per lì nessuno capì quel messaggio, nessuno poteva e NESSUNO DOVEVA capire. Era il primo input, il primo segnale dei tragici tempi nuovi. Non so dirvi quanti stimoli subliminali successivi ci siano stati propinati, perché non sono mai stato nella cabina-comandi ed io stesso sono tra le vittime del bombardamento mediatico. Presumo, sono convinto che le “bombe subliminali” siano state molte.


Anche qui, non pochi mi prenderanno per esaltato. Perché la psicologia non ha lo stesso “status” delle scienze esatte e di quelle della natura, nella considerazione popolare. La psicologia del profondo, poi, è “terra di frontiera”, tra scienza e filosofia, e l’indagine sull’esperienza mentale pre-logica è più che mai una zona da pionieri. Anche se in questo settore vi sono già stati, e da molto tempo, dei riscontri sperimentali impressionanti. Invito tutti coloro che stanno storcendo il naso per i miei argomenti a dirmi se in coscienza se la sentono di rifiutare una formulazione di questo tipo: “si può non credere nella psicoanalisi, ma non si può credere che l’inconscio non esista. E che non condizioni la sfera cosciente del nostro comportamento. E che non sia raggiungibile da stimoli che abbiano funzione di messaggio”.
(Continua)

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Re: LA VERGOGNA DI CHI DIFENDE LA PIAZZA E AIZZA LA PIAZZA: contro Berlusconi come nell'assassinio Calabresi odio e mandanti morali della sinistra

Messaggio  Admin il Dom Gen 10, 2010 1:18 pm

Continua:
Si sta sostenendo che vi è una nuova dittatura montante, e di tipo nuovo. Che per ora questo dispotismo non ricorre all’uso della repressione armata né alla soppressione, o sospensione, delle garanzie costituzionali. Così facevano le dittature del secolo scorso. La nuova dittatura è più raffinata ed efficace, entra nell’intimo delle coscienze, tramite la propaganda mediatica subliminale. Più che *impedire* fisicamente il dissenso, il nuovo potere assoluto *fabbrica consenso* condizionando le coscienze ed impedendo l’esercizio del libero arbitrio.


Se così è, o meglio SE COSI’ FOSSE (usiamo il beneficio del dubbio ed una formulazione ipotetica per riguardo a chi “la pensa” diversamente) apparirebbe a prima vista fuori luogo e patetica l’impostazione politica dell’opposizione parlamentare, e di quella culturale. Gli onorevoli avversari di Silvio e gli intellettuali che lo contestano fanno propaganda appellandosi alla COSCIENZA, alla RAZIONALITA’ dei destinatari dei loro messaggi, che sono i cittadini italiani. Silvio e la sua banda lavorano L’INCOSCIO delle masse, senza trascurare nemmeno LA COSCIENZA. Non occorre essere psicologi per sapere a priori chi vince, come effetto persuasivo. Non occorre essere dei professionisti per sapere che l’inconscio determina i comportamenti umani molto di più della coscienza.


Per non essere troppo impietosi verso una opposizione politica che si lascia incastrare e sconfiggere nel gioco dei dibattiti televisivi, in battaglie dialettiche quasi inutili (non è quello il vero campo di battaglia, perché se anche tu vinci un round dialetticamente, a livello di persuasione razionale, il tuo avversario lavora sott’acqua, ovvero nell’ inconscio dei cittadini, e sott’acqua mette le sue mine devastanti, e sott’acqua vince la partita) ricordiamoci che essi, gli avversari parlamentari, non hanno altra strada da percorrere se non accettare questo confronto impari e perdente.


Infatti, non hanno i mezzi (le televisioni in mano) né le arti per praticare anch’essi il lavaggio del cervello; io spero poi che anche abbiano un’etica differente, un’etica che escluda l’assopimento e lo scavalcamento del senso critico nelle persone, la conquista di un consenso che non sia veramente, intimamente libero.


Che cosa potrebbero fare nei pubblici dibattiti, gli avversari politici di Silvio ? Tentare di disvelare e denunciare il meccanismo perverso della “fabbrica del consenso” ? Ma quale politico può essere così coglione da dire a chi lo ascolta: “tu non sei responsabile delle tue scelte politiche, tu sei plagiato, manipolato, sei diventato un automa. Tu sei un pupo ed il puparo che ti muove è Silvio Berlusconi”. Un discorso di questo tipo è repellente, ed offensivo per chi se lo sente rivolgere. Anche se espresso in maniera più dolce, con toni molto umani e garbati (ma addolcire troppo non si può, se no si puzza di ipocrisia lontano un miglio e si perde l’effetto-shock, che è l’unica speranza di svegliare chi sta dormendo il sonno della ragione) questo messaggio rimane repellente, non genera consenso ma spinge il destinatario, per reazione, tra le braccia dell’avversario politico.


Io, nel mio piccolo, so bene il rischio che sto correndo nello scrivere queste note sgradevoli. Non mi preoccupa tanto l’eventualità probabile di essere preso per un individuo eccitatissimo, delirante, fanatico, campato per aria. Mi preoccupa il rischio di giocarmi una amicizia ed una collaborazione preziose. Ed io sono in una situazione del tutto privilegiata, perché ho a che fare con un interlocutore profondamente democratico nonché psicologicamente robusto ed altamente FRANCO (e quindi amante della franchezza) ed assai “sportivo”. Non tutti e non molti sono così.
(Continua)

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Re: LA VERGOGNA DI CHI DIFENDE LA PIAZZA E AIZZA LA PIAZZA: contro Berlusconi come nell'assassinio Calabresi odio e mandanti morali della sinistra

Messaggio  Admin il Dom Gen 10, 2010 9:28 pm

Continua:
Sono ben consapevole di non aver dimostrato nulla, nei miei post precedenti, ma semplicemente di aver enunciato una tesi. Una dimostrazione vera e propria, definitiva, coercitiva all’assenso, sarebbe comunque impossibile, perché mi sono mosso in un campo (psicologia del profondo e percezioni subliminali) di legittimità scientifica assai discussa. Questo dominio viene inoltre recepito come una cosa molto vaga dalla rappresentazione collettiva, popolare.


E poi, anche se io avessi potuto condurre le sperimentazioni più meticolose ed “obiettive”, con le modalità di indagine e di controllo sancite dalla comunità scientifica internazionale, i miei risultati potrebbero sempre essere contestati. Non solo per le motivazioni più sopra ricordate, ma anche perché la filosofia della scienza contemporanea ha autorevolmente sostenuto, e forse anche *dimostrato*, che nelle scienze non-della-natura anche le prove sperimentali più scrupolose hanno sempre e soltanto un valore argomentativo, mai dimostrativo.


D’altra parte, se anche vi è un gap storico nelle scienze riguardanti l’uomo, come la psicologia e la sociologia, oppure un divario incolmabile, rispetto alle scienze “vere”, nessuno tuttavia può dubitare in buona fede dell’esistenza di certi fenomeni, per quanto sia debole, inadeguato, scricchiolante il nostro approccio conoscitivo ai medesimi. E così l’inconscio esiste anche se non è mai stato fotografato, ed il “plagio” esiste con altrettanta evidenza, anche se è stato espulso, forse giustamente, dal codice penale.


Avrei certamente argomentazioni più robuste se avessi potuto condurre una ricerca empirica “obiettiva”, sperimentale, per una pubblicazione o per una tesi di laurea. Ed avessi quindi “dimostrato”, nei limiti di cui sopra, che Silvio, il grande venditore, manipola le menti con efficacia, ed i suoi avversari non lo fanno. Ma, ragazzi, non c’è tempo. La storia non si ferma, il senso di responsabilità politica ti interpella qui ed ora, se perdi tempo perdi il treno e lo fai perdere alla tua causa, agli interessi umani da te rappresentati o nei quali credi.


Al tempo di Hitler e di Mussolini le deboli forze della resistenza non potevano certo aspettare le prove inconfutabili dei crimini di quei regimi. Dovevano accontentarsi di una *evidenza soggettiva* ed agire. Cercando di comunicare agli altri, che dormivano il sonno della ragione (quel sonno per cui, come sostengono i principali filosofi di Francoforte, una intera nazione, quella tedesca, una mattina si svegliò e scoprì che i suoi ideali erano stati bolle di sapone) la propria carica di convincimento, e quindi l’evidenza che la motivava.


Come abbiamo fatto noi che abbiamo manifestato a Roma il 5 dicembre scorso. Vorrei che D’Emilio su questo riflettesse: mi conosce da anni, sa che non sono un esaltato. Forse sa anche che non mi piace viaggiare, e lo faccio ben di rado. Ritiene l’amico Franco che sia stato facile per me sacrificare un giorno di ferie, ed alla mia età compromettere il riposo per due notti consecutive, stare in piedi per tante ore e viaggiare in torpedone da Bologna a Roma e ritorno, nella stessa giornata? Ho visto fare questo sacrificio da gente più anziana di me, gente socialmente apprezzata, persone equilibrate e serene, Sono queste TESTIMONIANZE che possono “dimostrare” qualcosa, più di una rigorosa indagine di psicologia sociale.
(Continua)








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Ultima modifica di Admin il Lun Gen 11, 2010 7:31 pm, modificato 1 volta

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Re: LA VERGOGNA DI CHI DIFENDE LA PIAZZA E AIZZA LA PIAZZA: contro Berlusconi come nell'assassinio Calabresi odio e mandanti morali della sinistra

Messaggio  Admin il Lun Gen 11, 2010 7:05 pm

Continua:
Si diceva più sopra che il mostro di Arcore basa la sua opera di convincimento sulla persuasione occulta, ma che non trascura il piano della comunicazione razionale, controllabile. Perché sa bene che, se anche le masse popolari italiane sono per lo più composte da individui nei quali è più forte l’emotività della ragione, e prevale di gran lunga la sfera irrazionale ed inconscia nella determinazione del comportamento, vi sono pure non pochi individui come i lettori di questo forum, come il sottoscritto e come Franco D’Emilio.


Il nostro Franco ha una razionalità ed un senso critico troppo sviluppati per compiere scelte di valore, e scelte di comportamento significative, sulla spinta di “suggerimenti” che parlino solo all’inconscio. Certamente l’adesione, sia pure relativa e critica, al mostro di Arcore, è in lui favorita dal fatto che ne condivide l’ideologia di fondo (entrambi sono liberali-liberisti), è facilitata dalle suggestioni subliminali alle quali si è fin qui accennato, suggestioni che una spintarella verso destra la danno a tutti, anche a me ed anche ai “nuovi partigiani” più irriducibili, ed inoltre questa adesione riceve forse propulsione da un certo “rancore” (esclusivamente emotivo) verso i “compagni” per il male che essi con totale incoscienza fecero alla società italiana ed agli spiriti liberi negli anni ’70. Non so se nel caro Franco vi sia questa motivazione, nel mio animo essa è presente.


Ma tutti i fattori elencati non sarebbero sufficienti per determinare in un uomo intelligente, colto, onesto, dotato di senso critico spiccatissimo e di una rara onestà intellettiva, per determinare in lui pronunciamenti “spaventosi” (è la mia opinione) come quelli con i quali ha aperto questo topic.
Quando io ho letto:

“A tale scopo occorre tratteggiare con opportuna efficacia la figura dell'avversario, anzi del dittatore da battere : Silvio non sa e non vuole governare il paese, se ne fotte degli italiani comuni e dei loro problemi; vuole solo il potere assoluto per difendere i propri interessi, spesso poco trasparenti, e quelli delle grandi imprese; è un liberticida contro la stampa, le istituzioni e i poteri dello Stato; è pluriaccusato in vari processi, colluso, persino, con la criminalità mafiosa, pure sospettato di aver messo lo zampino in episodi di terrorismo bombarolo nelle nostre città; è nemico acerrimo della sinistra e vede comunisti dappertutto perchè teme chi difende i lavoratori, precari e cassintegrati.
Non guasta, infine, che questo disegno di tanta proterva e pericolosa mediocrità politica sia appesantito dall'ombra cupa di una condotta amorale e irresponsabile : Silvio, come il Duce, è un puttaniere impenitente che organizza festini invece di pensare alla politica e al governo”,


sono stato male.


Anche adesso devo prender fiato. Proviamo a raffreddarci con una apparente digressione culturale. Vi sono nozioni di filosofia che io non ripasso più dai miei primi anni dopo la laurea, quando esercitavo l’insegnamento privato. Una di queste, per la quale invoco il controllo di Bianca, di Carlo e di chiunque altro se ne intenda, può essere espressa come segue, se la memoria non mi inganna ed il mio io non ha operato delle trasformazioni involontarie: “Non si può dialogare con chi non accetti le *evidenze primarie*, come base per costruire il pensiero e quindi il discorso. Le evidenze primarie sono di due tipi: 1) LOGICO-MATEMATICHE ( es. A=A, 2+2=4…), 2) EMPIRICHE (es. LA MIA MANO HA 5 DITA, MENTRE SCRIVO QUESTE NOTE E’ SERA…).


Ora, nel passo più sopra riportato, a me pare che D’Emilio si avvicini molto alla negazione di evidenze empiriche. Infatti egli rinfaccia agli avversari politici certe formulazioni, che vorrebbe rappresentare come palesemente assurde, mentre per me sono, in buona parte, palesemente vere.


Può darsi che sia io a sbagliare, e quindi che io sia alienato; chi è tale non se ne rende conto. Ma dato che io ritengo di avere ragione, mi sono chiesto come mai sia possibile che una persona della levatura descritta più sopra, prenda simili abbagli. Non riuscendo a trovare risposta a questo interrogativo, mi sono rivolto ad un blogger di mia fiducia, molto impegnato sul fronte della controinformazione. Questi mi ha dato una risposta illuminante: “E’ del tutto normale che persone intelligenti ed oneste, in totale buona fede prendano simili abbagli nelle valutazioni. Perché l’informazione che conta oggi è più o meno tutta di “regime”. Se non accedi alla controinformazione, se non ne conosci i canali e le fonti, non ricevi informazioni né input decisivi per poter valutare in modo veritiero”.


Io non posso verificare la verità di questa affermazione tanto forte, perché vedo pochissimo la TV e leggo pochissimo i giornali. Ma anche nella mia debole esperienza trovo degli indizi a vantaggio di questa tesi. Per televisione solo Santoro si oppone veramente, e sappiamo le difficoltà che ha avuto. Floris mi appare da molto tempo un “bambolotto” addomesticato, che strizza l’occhio alla destra, interrompe il discorso quando rischia di divenire troppo scottante o rivelatore, dà sulla voce ai suoi ospiti quando cominciano a dire delle cose interessanti, indigeste per il potere. Se fa così lui, realizzano nell’inconscio le masse dei telespettatori, se fa così lui la direzione è obbligata…Non parliamo poi di Bruno Vespa… Il tg3 non mi sembra più quello di un tempo, mi sembra che abbia perduto il sale della critica...


Per quanto riguarda la carta stampata, fu proprio in un dibattito televisivo che sentii dire che oggi il giornalismo è acquiescente con il potere come un tempo non era, perché se un giornalista libero, un vero formatore di opinione, si permette delle “impennate” di libero pensiero contro-corrente, contro i poteri che contano, rischia il licenziamento dal proprio direttore, che spesso è alle dipendenze dirette o indirette di Berlusconi, o comunque deve fare i conti con lui. Il giornalista licenziato, mentre un tempo, se era bravo aveva dove cadere, oggi non lo assume più nessuno. Perché nella situazione economica di affanno e di acuita fragilità in cui ci troviamo, tutte le redazioni hanno bisogno, o possono averlo, del favore governativo.


La sentenza del mio amico blogger mi manda quindi “odor di verità” ed è l’unica, finora, che mi possa far capire quella “contraddizione delle evidenze” di cui dicevo.


Ho chiesto al mio amico blogger di fornirmi una elencazione delle fonti “controinformative”, dove poter imparare come stanno veramente le cose, ad uso dei miei lettori, di chiunque si affacci qui e se ne voglia servire.
Alla prossima puntata !

(Continua)








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Re: LA VERGOGNA DI CHI DIFENDE LA PIAZZA E AIZZA LA PIAZZA: contro Berlusconi come nell'assassinio Calabresi odio e mandanti morali della sinistra

Messaggio  Admin il Mar Gen 12, 2010 10:41 am

Il blogger di mia fiducia al quale mi sono riferito in precedenza, esperto di informazione alternativa, è mio fratello Francesco detto Franz. Posso rivelarlo perché lui stesso mi ha "smascherato" nel suo blog: http://franzblog2.wordpress.com/. Franz è da tempo uno dei portabandiera di quella istanza "resistenziale" che D'Emilio trova ridicola.
Copio ed incollo la mail che mio fratello mi ha inviato sul nostro tema, in risposta alle mie richieste:


"Senza dubbio la miglior fonte di informazione sulla realtà politica è rappresentata da Marco Travaglio
Oltre a pubblicare spesso dei libri, è condirettore del giornale "Il fatto quotidiano".
Questo giornale non arriva in tutte le edicole d'Italia, ma ci si può abbonare, sia per riceverlo via posta, sia in formato Pdf via internet.

Esiste anche un sito, chiamato "Antefatto" che riprende e pubblica quotidianamente i più importanti articoli del quotidiano:
http://antefatto.ilcannocchiale.it/

Ogni lunedì alle 14, poi, Travaglio trasmette in diretta streaming tv, sul blog di B.Grillo, una sua chiacchierata di oltre mezz'ora (da non perdere !!!), dal titolo "Passaparola", che, a distanza di sole poche ore, è visionabile in differita, come tutte le puntate precedenti, affiancate anche dalla versione testuale.
Accesso all'intero repertorio:
http://www.beppegrillo.it/iniziative/passaparola/index.php?s=user



C'è poi il blog stesso di Grillo, come sappiamo.


C'è Radio Popolare, una radio di Milano, le cui trasmissioni giornalistiche (solo quelle) sono diffuse da un circuito di radio FM italiane, chiamato Popolare-network, facente capo a Bologna su Radio Città del Capo.
Radio Popolare comunque si può ascoltare per intero via internet dal suo sito:
http://www.radiopopolare.it/


C'è 'Megachip', il sito principale di Giulietto Chiesa e di alcuni giornalisti in sintonia con lui:

http://www.megachipdue.info/

C'è il "blog senza nome", tenuto da alcuni giovani professionisti nell'attività legale (purtroppo recentemente un po' 'stitico'):]http://senzanome.leonardo.it/blog

E tanti altri blog, di cui per il momento ti (e mi) risparmio l'elenco.


Spero che queste informazioni possano servire, a te e alle nostre cause comuni."



In conclusione di questa puntata desidero segnalare l'articolo che lo stesso Franz ha scritto recentemente nel suo diario telematico, sul nostro stesso tema: "Le scatole cinesi del plagio". Ed infine propongo all'attenzione di chi mi legge il Blog "Sono viva" di Superfragilistic: http://blog.libero.it/anchiocisono/. Anche quest'ultima pubblicazione on line è impregnata di informazione alternativa e di sensibilità adeguata. Fu da questo blog che io imparai che le immondizie per le strade non vi erano solo a Napoli, anche se i media raccontavano solo del capoluogo campano, dove Berlusconi si è impegnato e dove IN QUALCHE MODO "ha vinto", facendosene poi un fiore all'occhiello.
(Continua)[/size]

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Re: LA VERGOGNA DI CHI DIFENDE LA PIAZZA E AIZZA LA PIAZZA: contro Berlusconi come nell'assassinio Calabresi odio e mandanti morali della sinistra

Messaggio  Admin il Mer Gen 13, 2010 6:21 pm

Ripercorriamo lo scritto di D’Emilio, con il quale si apre questo topic. Il contrasto totale ed irriducibile fra la tesi di Franco e la mia si incardina su di un paradosso: Franco rivendica la legittimità morale di Berlusconi a governare, e ad essere lasciato in pace, per lo stesso motivo per cui Admin non gli riconosce questa legittimità morale. La legittimazione morale (oltre che legale) a governare, deriva dal LIBERO CONSENSO RICEVUTO DAGLI ELETTORI, secondo D’Emilio, e secondo l’opinione prevalente. La non-legittimazione morale di Berlusconi a governare, e ad essere lasciato in pace (MA MAI A SUBIRE VIOLENZE FISICHE !) deriva dal NON LIBERO CONSENSO RICEVUTO DAGLI ELETTORI, secondo Admin ed una minoranza di “resistenti”. Ovviamente, come fin qui esplicitato, la scelta degli elettori di Berlusconi è stata LIBERA FISICAMENTE, ma solo in questo senso.

Fin qui, D’Emilio è in posizione di forza estrema rispetto al povero Admin, anche se quest’ultimo ha ragione: il primo ha dalla sua dei dati di fatto obiettivi, inconfutabili, come il responso delle urne. Il secondo ha dalla sua delle supposizioni non dimostrate e forse non dimostrabili, che puzzano di ideologia e di posizione preconcetta. Non c’è niente da fare: se uno una certa evidenza non la vede, non vi è che tentare di scuoterlo, pacificamente e senza violenza, affinché prenda a vederla. Per questo siamo stati a Roma il 5-12 u.s., per questo faremo altre cose.

Ma D’Emilio è in posizione di forza, si diceva, e con lui che è un puro ed un galantuomo, è in posizione di forza come non mai la peggiore feccia della società italiana.

Meno male che D’Emilio qualche punto-verità lo perde nel seguito del suo discorso, altrimenti a livello di immagine rischierei di uscirne molto male.

Scrive il mio interlocutore:



Va ripetuto ed ancora evidenziato, soprattutto ai corti di memoria, come sin dalla sua "discesa in campo" Berlusconi si sia sempre dovuto difendere, quindi sia stato costretto a reagire legittimamente agli attacchi mossi, ma mai e poi mai abbia offeso in prima battuta un avversario politico.




Che Berlusconi mai abbia offeso per primo è palesemente falso: diede a Veltroni del “coglione”. Anche se io condivido questa definizione, come quasi tutti coloro che hanno subito Walther come ministro, sta di fatto che è una offesa che un avversario politico non dovrebbe mai profferire. Berlusconi inventò il “VAF”, per oltraggiare lo stesso Veltroni, Amato e Folena, che nei suoi confronti sono sempre stati dei gentiluomini, e lo sono anche quando non c’è Berlusconi di mezzo. Il prode Silvio valutò pesantemente in un pubblico dibattito l’aspetto fisico della sua interlocutrice Rosy Bindi, persona educatissima. E chissà quanti altri episodi che io qui ed ora non ricordo, oppure non conosco, perché quando uno è così volgare d’animo e cafone, lo manifesta più di tre volte.

(Continua)

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Re: LA VERGOGNA DI CHI DIFENDE LA PIAZZA E AIZZA LA PIAZZA: contro Berlusconi come nell'assassinio Calabresi odio e mandanti morali della sinistra

Messaggio  Admin il Gio Gen 14, 2010 1:39 pm

Continua:


L'odio e la calunnia vanno riposti, non appartengono alla democrazia, ieri armarono gli assassini del commissario Calabresi, oggi, invece, hanno mosso l'animo, pare non molto padrone di sè, del feritore di Berlusconi.
Di Pietro e Bersani, in modo diverso, ma con lo stesso fine, hanno sospinto l'antiberlusconismo di piazza; Eugenio Scalfari e Giorgio Bocca, Dario Fo e Franca Rame, Umberto Eco e Furio Colombo, Margherita Hack e Paolo Mieli, tutti firmatari nel 1971 di un ignobile, calunnioso appello contro Calabresi, hanno adesso contribuito al disegno di una sistematica demolizione umana e politica del Cavaliere : nuovi o vecchi sono tutti mandanti morali del grave episodio contro Berlusconi in piazza Duomo a Milano.
La sinistra ha la presunzione di rappresentare il bene contro il male, la civiltà contro la barbarie del centrodestra, ma ora più che mai è davvero un'illusione che non incanta più nessuno.






L’ultimo argomento di D’Emilio è quello che ha ispirato l’intero articolo, per me spaventoso, che sto criticando. Come ai tempi del compianto commissario Calabresi la sinistra fu responsabile del suo massacro morale, e quindi della sua tragica fine, così oggi la sinistra è responsabile dell’attentato a Berlusconi. Perché quando demonizzi l’avversario politico, succede inevitabilmente che qualche individuo psicolabile non trovi freni sufficienti, all’interno della propria fragile struttura psichica, per contenere la pulsione di odio che tu hai generato.

Questo è un argomento zoppo due volte, zoppo su entrambe le gambe, e quindi cade al primo impatto, anche contro forze deboli come la mia.

Su Calabresi i casi sono due: il mandante fu Adriano Sofri, oppure non fu lui. Nel primo caso: Sofri non è certo un “irresponsabile”, è sempre stato un politico lucidissimo, che sapeva quello che voleva e quello che faceva, anche se i suoi piani possono essere giudicati perversi. I suoi “sicari” non erano meno politicizzati di lui, non erano meno freddi, non erano più labili ed eccitati di quanto non fosse Adriano. Non vi è paragone, nemmeno analogico, con lo psicolabile che ha attentato all’incolumità, ma non alla vita, di Berlusconi. Non si possono rappresentare come coinvolti e sospinti dalla campagna di odio politico coloro che furono, freddamente ed intenzionalmente, fra gli artefici di questa campagna, coloro che furono i sostenitori ideologici dell’odio e i manovratori delle masse giovanili dedite all'odio. Nel secondo caso: se il mandante di quel delitto non fu Adriano Sofri, fu qualcuno ancor meno psicolabile di lui e dei suoi complici, ancora più lucido e “bravo” di loro, perché è riuscito fino ad ora a restare coperto ed impunito, e a mettere nei guai degli innocenti. Questa eventualità, dell’innocenza di Sofri, rafforza il mio argomento, anziché confutarlo.


L'esame della seconda gamba zoppa dell'accostamento proposto da Franco D'Emilio sarà da me tentato in un prossimo post.

(Continua)


Ultima modifica di Admin il Dom Giu 03, 2012 12:07 am, modificato 1 volta

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Re: LA VERGOGNA DI CHI DIFENDE LA PIAZZA E AIZZA LA PIAZZA: contro Berlusconi come nell'assassinio Calabresi odio e mandanti morali della sinistra

Messaggio  Admin il Ven Gen 15, 2010 1:26 pm

Continua:

Ho la fortuna di avere un collega che è un acutissimo commentatore politico, e dei fatti di costume. A ridosso del ferimento di Berlusconi, ancora “a caldo” egli disse più o meno: “Doveva aspettarselo. Con questa sovraesposizione mediatica, facendoci vedere la sua faccia dappertutto, con una frequenza mai praticata prima da un leader politico italiano nell’offrire la propria immagine al popolo… si sa che il popolo comprende anche gli psicolabili aggressivi… è chiaro che, così facendo, questa faccia diviene anche un bersaglio per degli esaltati…Perché mai una aggressione come questa non è mai capitata ai vecchi leaders democristiani o a Bettino Craxi, che non erano meno odiati di Berlusconi da una frangia di estremisti ? Perché quelli non ti sbattevano la propria faccia davanti di continuo, come un bersaglio !”.


Aggiungo io che certi vecchi leaders come Fanfani, Andreotti, Cossiga e Craxi erano PIU’ ODIATI DAL POPOLO di quanto non sia oggi BERLUSCONI, perché più ruvidi, aggressivi e dilettanteschi, meno abili nella comunicazione.


E soprattutto perché non disponevano del controllo delle televisioni, quel controllo tramite il quale è stato reso, ALMENO UN POCO, Berlusconi amabile, a livello emotivo, per tutti


La propaganda negativa de "la sinistra" nei loro confronti era non meno violenta di quanto non lo sia oggi contro Berlusconi.

(Continua)

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Re: LA VERGOGNA DI CHI DIFENDE LA PIAZZA E AIZZA LA PIAZZA: contro Berlusconi come nell'assassinio Calabresi odio e mandanti morali della sinistra

Messaggio  Admin il Sab Gen 16, 2010 7:40 pm

Continua:

Il feritore di Berlusconi non poteva fare un regalo più grande alla propria “vittima”. Dopo il suo gesto da incosciente si sono alzate le barriere, le difese psicologiche nelle persone di destra più critiche ed aperte, quelle che hanno dei valori in comune con le persone perbene di sinistra.


La manifestazione antiberlusconiana di Roma, quella del 5 dicembre u.s., aveva visto un primo timidissimo affacciarsi al carro della protesta di una parte di cittadini che sono di destra, ma vengono spiazzati dal comportamento POLITICO di Silvio. Il gesto di un incosciente ha bloccato ogni possibilità di contagio dell’”antiberlusconismo” critico, etico, nei confronti dei moderati.


E’ una prova di questa ondata emotiva che ha coperto la razionalità, anche il comportamento in questa polemica di un uomo del valore del mio “antagonista” nel presente dibattito. Ben altro D’Emilio era per me quello che mi offrì un caffè a Bologna mesi fa, quando passò dalla mia città e ci incontrammo, e fu lieto di dialogare a lungo con me e volle complimentarsi della mia iniziativa telematica. Sia ben chiaro: un vero signore resta tale e Franco il caffè me lo offrirebbe ancora. Ma allora la sintonia e la vicinanza mentale fra noi erano impressionanti, se si pensa che partiamo da sponde (culturali, prima che politiche) opposte. Oggi, grazie ad un idiota, non potremmo essere più lontani.


Perché non ho ancora detto tutto: sostenere che la protesta di piazza alla quale ci si è riferiti fin qui promana dai leaders politici della sinistra, significa non essere ben informati; questo non è una colpa grave. Ma sostenere che Bersani e Di Pietro, che non hanno mai esaltato o propugnato la violenza, siano “mandanti morali” di un atto violento, è a dir poco MORALMENTE INACCETTABILE. Ma allora Diliberto, che prima di uscire di scena disse “Berlusconi mi fa schifo” ? Io, IN QUESTO CASO, sto con Diliberto. E quindi sono un potenziale mandante omicida, secondo l’ispirazione di D’Emilio. In realtà il linciaggio morale è quello che viene praticato,in modo inconsapevole ed involontario, da certi articoli e “manifesti”, come quello che apre il presente topic.


Il diritto alla critica comprende anche esternazioni come quelle di Bersani e di Di Pietro, ed anche di Diliberto.


Ultima modifica di Admin il Mer Gen 20, 2010 5:53 pm, modificato 1 volta

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Re: LA VERGOGNA DI CHI DIFENDE LA PIAZZA E AIZZA LA PIAZZA: contro Berlusconi come nell'assassinio Calabresi odio e mandanti morali della sinistra

Messaggio  Admin il Lun Gen 18, 2010 9:04 pm

Ho già criticato l'accostamento fra la campagna anti-Calabresi di ieri e quella anti-Berlusconi di oggi. D'emilio non voleva darci una analogia, nel senso da me inteso in questo topic, ma una equivalenza. E se si fosse trattato di analogia doveva fornircene la chiave, ovvero il criterio discriminante, il tratto o profilo "sub specie" che rende analogabili le due vicende in questione.
Ma dato che il nostro Franco tira in ballo gli anni di piombo, accetteremo questa sfida.
Copio ed incollo da internet a seguire il manifesto dell'appello "omicida" contro il commissario Calabresi:
"« Il processo che doveva far luce sulla morte di Giuseppe Pinelli si è arrestato davanti alla bara del ferroviere ucciso senza colpa. Chi porta la responsabilità della sua fine, Luigi Calabresi, ha trovato nella legge la possibilità di ricusare il suo giudice. Chi doveva celebrare il giudizio, Carlo Biotti, lo ha inquinato con i meschini calcoli di un carrierismo senile. Chi aveva indossato la toga del patrocinio legale, Michele Lener, vi ha nascosto le trame di una odiosa coercizione.
Oggi come ieri - quando denunciammo apertamente l'arbitrio calunnioso di un questore, Michele Guida, e l'indegna copertura concessagli dalla Procura della Repubblica, nelle persone di Giovanni Caizzi e Carlo Amati - il nostro sdegno è di chi sente spegnersi la fiducia in una giustizia che non è più tale quando non può riconoscersi in essa la coscienza dei cittadini. Per questo, per non rinunciare a tale fiducia senza la quale morrebbe ogni possibilità di convivenza civile, noi formuliamo a nostra volta un atto di ricusazione.
Una ricusazione di coscienza - che non ha minor legittimità di quella di diritto - rivolta ai commissari torturatori, ai magistrati persecutori, ai giudici indegni. Noi chiediamo l'allontanamento dai loro uffici di coloro che abbiamo nominato, in quanto ricusiamo di riconoscere in loro qualsiasi rappresentanza della legge, dello Stato, dei cittadini.»
A me pare che sia stato un testo civilissimo, per nulla forcaiolo.
Conteneva due attacchi a Calabresi:
1) Essere stato responsabile della fine di Pinelli. Ma se un cittadino indagato muore in modo innaturale nell'ufficio di un commissario, dopo che era stato sottoposto ad interrogatori estenuanti per ben tre giorni consecutivi, in violazione delle norme di diritto di allora (se ha ragione Wikipedia), se muore a causa di un malore che provoca uno slancio attivo e «l'improvvisa alterazione del centro di equilibrio», come fu scritto nella sentenza successiva all'indagine condotta dal giudice D'Ambrosio...Se succede questo mi sembra tautologica una certa responsabilità di chi dirige l'ufficio e le indagini all'interno delle quali tutto questo succede.
2) SI CHIEDEVA L'ALLONTANAMENTO DEL COMMISSARIO CALABRESI DAL SUO INCARICO, NON SI CHIEDEVA LA SUA UCCISIONE.
Ma dove vogliamo andare a parare ? Se dopo questi miei post un pazzo oppure un politicante fanatico spara al mio intrerlocutore (che Dio ce ne scampi) LA COLPA DIVENTA LA MIA ???
L'accusa di responsabilità morale fu un umanissimo sfogo del questore di Milano, il giorno del funerale del povero Calabresi, nei confronti della giornalista Camilla Cederna, che aveva condotto una campagna contro il commissario in questione, una campagna che fu forse all'insegna dell'odio, certamente all'insegna del disprezzo. Ma se l'accusa di essere mandante morale di un delitto stava per lo meno larga alla Cederna, non calza per nulla agli intellettuali firmatari dell'appello più sopra riportato. E calza ancor meno agli attuali avversari di berlusconi.

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Re: LA VERGOGNA DI CHI DIFENDE LA PIAZZA E AIZZA LA PIAZZA: contro Berlusconi come nell'assassinio Calabresi odio e mandanti morali della sinistra

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